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Assodistil: nel 2011 l’export di grappa in bottiglia cresce del +18%

25 Maggio 2012 Jessica Bordoni
Il punto sul settore distillati emerso durante l’assemblea annuale di Assodistil, l’Associazione nazionale industriali distillatori di Alcoli ed Acquaviti, tenutasi a Roma lo scorso 23 maggio. FORTE CALO DEI CONSUMI NEL 2011 – Il dato più evidente riguarda il forte calo di produzione e consumi, pari al -10% nel 2011. La riduzione dei volumi è legata, in particolare, alla scarsa vendemmia dello scorso anno, tra le meno produttive degli ultimi decenni in termini quantitativi. Complessivamente nel 2011 in Italia sono stati prodotti 833.00 ettanidri di alcol, -16% sul 2010, e 192.800 ettanidri di acquaviti, anche in questo caso la percentuale equivale a -16%. Come ha commentato il neorieletto presidente Assodistil Antonio Emaldi: «Il mondo è cambiato, soprattutto negli ultimi anni e oggi l’industria dei distillati deve confrontarsi con un sistema globale aggressivo, che non perdona chi stenta ad adeguarsi». LA GRAPPA GUADAGNA PUNTI ALL’ESTERO - L’acquavite di vino, comparto che pone l’Italia in posizione di leader europeo insieme alla Spagna, si conferma la prima voce in termini di export e volume pur subendo una diminuzione del -30% sul 2010. Sale, invece, la produzione di acquaviti di frutta: +67%. Passando alla grappa, il nostro distillato bandiera cala del -11% in volume ma acquista prestigio e consensi all’estero, con un +18% delle esportazioni di prodotto in bottiglia e +37% per  lo sfuso, specialmente sui mercati di Stati Uniti, Brasile, Cina e, in minor misura, Russia. LE RICHIESTE DI ASSODISTIL ALLA UE - Dopo la vicenda delle pratiche illegali in Francia per la produzione di acquavite che ha colpito pesantemente i distillatori italiani, Assodistil chiede alla UE la massima vigilanza: «È fondamentale che la UE garantisca regole uguali per tutti», ha sottolineato il presidente Emaldi. «E a proposito di Ocm vino, è importante che la distillazione dei sottoprodotti della vinificazione sia stata mantenuta nell’ambito dei Piani nazionali di sostegno, secondo le modalità ora in vigore, e cioè con un aiuto per la produzione di alcol destinato ad usi industriali».

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