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L’arte di Alberto Garutti a Ca’ Corniani

16 Ottobre 2017 Jessica Bordoni
Un grande tetto dorato per l’antico casale ora abbandonato, una scritta al neon che si illumina ogni volta che in Italia cade un fulmine e una serie di sculture-ritratto di cani e cavalli posizionati all’interno del podere. Sono queste, in breve, le tre installazioni site specific firmate dall’artista lecchese Alberto Garutti che lo scorso 12 ottobre si sono aggiudicate la vittoria del “Concorso artistico per Le Tre Soglie”, promosso da Genagricola per valorizzare la storica Tenuta Ca’ Corniani.

Alberto Garutti per Ca’ Corniani

La cerimonia di proclamazione è avvenuta nella Sala d’onore della Triennale di Milano alla presenza dei vertici del Gruppo Le Generali, di cui Genagricola costituisce la holding nel settore agroalimentare, con oltre 8.000 ettari coltivati sul territorio nazionale e 25 aziende, tra cui otto a carattere vinicolo. «Ca’ Corniani si trova nell’entroterra di Caorle, a pochi chilometri dal mare, ed è un territorio completamente pianeggiante, circondato dalle acque, i cui confini sono delimitati dagli argini del fiume Livenza e dai canali artificiali realizzati durante la bonifica del 1851», spiega Giancarlo Fancel, presidente di Genagricola.    

Una valorizzazione paesaggistica a 360 gradi

«Ca’ Corniani è il nucleo storico di Genagricola e rappresenta il primo tassello di un Gruppo che negli anni è cresciuto fino a diventare la più grande azienda agricola d’Italia. Fin dalla sua nascita, nel 1851, Ca’ Corniani si è sempre distinta per la carica innovativa e oggi è gestita nel segno dell’agricoltura di avanguardia», prosegue il presidente Fancel. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di trasformare la Tenuta in un esperienza da vivere, aprendola al grande pubblico grazie a un progetto di valorizzazione che passa dall’arte e dalla ristrutturazione degli edifici, ma anche attraverso una serie di opere del paesaggio, come la creazione di 32 chilometri di pista ciclabile, la piantumazione di 3 ettari di nuovi boschetti, di 7 chilometri di filari arborei e la realizzazione di una striscia di impollinazione di 5 chilometri con fioriture scalari per favorire l’apicoltura.

La campagna come centro di aggregazione culturale e sociale

«Con la realizzazione delle opere per Le Tre Soglie», racconta Alessandro Marchionne, amministratore delegato di Genagricola, «l’arte interviene sul paesaggio agricolo fornendo lo stimolo per prendere coscienza del territorio. Per questo motivo la giuria ha ritenuto di premiare le installazioni di un artista che nel territorio si è immerso per capirlo ed interpretarlo profondamente. Le opere di Alberto Garutti saranno un segno tangibile di questo importante percorso di valorizzazione e rinnovamento che Genagricola ha intrapreso con l’obiettivo di far rivivere la campagna, facendola tornare un centro di aggregazione sociale e culturale, come è sempre stata. L’inaugurazione ufficiale si terrà a maggio 2018, in concomitanza con l’opening della XVI Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia».

Gli altri artisti in gara, i curatori e la giuria

Il concorso, che si avvale della curatela artistica di Elena Tettamanti e Antonella Soldaini e la curatela paesaggistica di Andreas Kipar, ha coinvolto cinque artisti europei di fama: oltre ad Alberto Garutti, anche Monica Bonvicini, Carsten Höller, Tobias Rehberger e Remo Salvadori, che hanno presentato tre opere realizzate per “marcare” i tre punti di accesso di Ca’ Corniani (soglia nord, soglia est, soglia ovest). A decretare il vincitore è stata una giuria internazionale composta da curatori e direttori di importanti musei insieme ai vertici di Generali come Philippe Donnet (Group CEO di Generali), Giancarlo Fancel (Presidente Genagricola e Chief Financial Officer Generali Italia) e Marco Sesana (Country Manager e Amministratore Delegato Generali Italia), i suoi è una delle più grandi aziende agricole italiane.     

La Soglia Nord

Per la Soglia Nord, Alberto Garutti ha pensato ad un nuovo tetto dorato per impreziosire l’antico casale Ca’ Cottoni, ora abbandonato. La copertura è concepita in lamiera metallica dorata e caratterizzata da un disegno modulare di piccole piramidi a base quadrata che rifletteranno la luce in modo diverso in relazione alla sua intensità e ai diversi punti possibili d’osservazione. Secondo le intenzioni dell’artista: “L’opera è dedicata alla sua storia e a coloro che passando di qui immagineranno le sue stanze vuote riempirsi nuovamente di vita”.    

La Soglia Est

La Soglia Est sarà animata da una grande scritta di luci allestita tra i campi con una una struttura metallica di sostegno visibile anche da molto lontano. La didascalia recita così: “Queste luci vibreranno quando in Italia un fulmine cadrà durante i temporali. Quest’opera è dedicata a chi passando di qui penserà al cielo”. Il dispositivo di regolazione dell’intensità luminosa di questo testo sarà infatti collegato con il CESI (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano) e aumenterà l’intensità del proprio flusso in corrispondenza della caduta di un fulmine sul territorio italiano.      

La Soglia Ovest

Il cerchio si chiude all’altezza della Soglia Ovest, dove campeggeranno cinque opere scultoree in resina acrilica e polvere bianca di marmo. Le sculture corrispondono ai ritratti esatti dei cavalli e dei cani che vivono oggi nel podere. Come precisa la didascalia: “I ritratti dei cavalli e dei cani che vivono nel podere sono i custodi di questo paesaggio. 
L’opera è dedicata a loro e alle persone che passando di qui vedranno questi estesi campi coltivati come un grande giardino”.

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