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Architetture del vino: Rocca di Frassinello

3 Gennaio 2021 Jessica Bordoni

Vetro e cemento in armonia con le colline e un “anfiteatro” di barrique. Il percorso alla ricerca dei capolavori dell’architettura enologica fa tappa in Maremma a Rocca di Frassinello, nell’edificio che Renzo Piano ha progettato per Paolo Panerai.

Architetto Renzo Piano

Renzo Piano e Paolo Panerai si conoscono da ragazzi, all’inizio degli anni ‘60. Il primo è un novello architetto ancora sconosciuto, il secondo un giovane cronista del Secolo XIX. Col tempo le loro amicizie si consolidano, così come le loro carriere. Piano vince il concorso per la progettazione del Centro George Pompidou di Parigi che gli spalanca la strada per la consacrazione internazionale. Panerai diventa un importante editore e nei primi anni 2000 acquista Rocca di Frassinello, un’azienda vinicola sulla collina di Poggio alla Guardia, nel comune grossetano di Gavorrano. Per la realizzazione della Cantina, l’imprenditore pensa subito di rivolgersi al suo vecchio amico e, dopo una corte di alcuni mesi, riesce a convincerlo.

Renzo Piano

La barricaia cuore pulsante della struttura

«Non dimenticatevi che questo è uno stabilimento, non un salotto o un monumento», ha ripetuto spesso l’architetto nei cinque anni di lavori, sottolineando il binomio imprescindibile tra funzionalità ed estetica, in una continua ricerca della leggerezza formale. La collocazione degli ambienti appare rivoluzionaria: Piano sceglie di mettere al centro la barricaia, intesa come il cuore della Cantina, e interrarla per garantire le giuste condizioni climatiche in termini di luce, temperatura e umidità. Lo spazio rettangolare è scavato fino a 50 metri nella sommità della collina e al suo interno trovano posto ben 2.500 barrique di rovere francese, elegantemente allineate sui gradoni che modulano tutti e quattro i lati.

La barricaia di Rocca di Frassinello

Cemento e armonia

Intorno alla barricaia, in una sorta di cornice larga oltre 20 metri, sono distribuiti gli altri ambienti. All’esterno spicca l’immenso piazzale di 5 mila metri quadrati rivestito in cotto, che Piano ha ribattezzato sagrato. L’uva, una volta giunta sul piazzale, viene fatta precipitare per gravità nella zona di vinificazione sottostante attraverso una serie di chiusini. Sia la barricaia sia le aree di produzione ipogee (per un totale di due piani interrati) sono in cemento faccia a vista. La scelta del materiale è stata fortemente voluta da Piano: per lui la Cantina resta pur sempre una fabbrica, anche se dotata di bellezza e armonia costruttiva.

Il pavillon

Gioco di specchi

Al centro del complesso, orientato verso Nord si erge il pavillon, una struttura in vetro trasparente con profili in acciaio satinato. Funge da area di ricevimento, con locali commerciali, per la vendita diretta, le esposizioni d’arte e i concerti. Completa la Rocca una torretta centrale, ben visibile anche da lontano pur mantenendo una presenza discreta nel paesaggio. La torre ha una triplice funzione di belvedere, sentore climatico e acchiappa-luce. Renzo piano ha infatti progettato un sistema di specchi interni in grado di trasmettere i raggi che colpiscono la torre fino al centro della barricaia.

Integrazione con la natura

Tra i capisaldi del progetto c’è anche la forte integrazione tra l’architettura e la natura circostante. Il parziale interramento della tenuta e la vicinanza ai vigneti garantiscono una grande continuità visiva con l’anfiteatro naturale di colline vitate, boschi e macchia mediterranea di quest’angolo di Maremma.

Altre opere famose

Renzo Piano è nato a Genova nel 1937. Tra i più noti architetti del mondo, nel 1998 ha ricevuto il “Pritzker Architecture Prize” e nel 2013 è stato nominato senatore a vita. Tra le opere maggiori, il Centre George Pompidou a Parigi, il Porto antico di Genova, l’area di Potsdamer Platz a Berlino, l’Auditorium Parco della Musica di Roma, la Chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, la California Academy of Sciences di San Francisco, l’Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles e il grattacielo londinese The Shard. Da un progetto che Piano ha donato alla città di Genova è nato il Viadotto Genova San Giorgio (inaugurato il 3 agosto 2020) realizzato dopo il drammatico crollo del ponte Morandi nell’agosto del 2018.

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