Boom di aziende partecipanti, che aumentano del +35%. Le nuove annate: 2023, Riserva 2022, Pieve 2021 e 2022. Un vino che vanta un asset vitivinicolo da 1 miliardo di euro e che piace in Italia e all’estero, soprattutto nelle versioni biologiche
Un’edizione record questa 32a Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano, passata dalle 37 aziende partecipanti del 2025 alle 57 di quest’anno (+35%). Un vero e proprio exploit che conferma il trend positivo di questa storica denominazione toscana che vanta anche la primogenitura (condivisa con il Brunello di Montalcino, il Barolo e il Barbaresco) della classificazione delle Docg a partire dal 1980. Soddisfatto il presidente del Consorzio, Andrea Rossi, che di Montepulciano è stato anche sindaco: «Il Vino Nobile di Montepulciano continua a rappresentare un patrimonio di valore per il nostro territorio e per l’enologia italiana. L’export testimonia come la qualità e la storia dei nostri vini siano riconosciute a livello internazionale. In particolare, la nuova Docg Pieve sta riscuotendo grande interesse negli Stati Uniti».
Dati di vendita e attenzione al bio
A confermarlo sono le cifre della commercializzazione nel corso del 2025, con l’export al 64,5%, dove primeggia la Germania e con gli Usa al 27%. Continua anche la crescita della vendita diretta in azienda, che nel 2025 ha superato il 40%. Per quanto riguarda il mercato nazionale, le principali vendite si registrano in Centro Italia (65%), e in particolare in Toscana (45%), mentre al Nord si vende il 32,6% e al Sud il 2,3%. Da segnalare la fetta di mercato del Vino Nobile in versione biologica: in Italia vale il 50% delle vendite e a livello internazionale oltre il 55%.
Il Vino Nobile di Montepulciano in numeri
L’asset “Nobile” viene valutato in circa 1 miliardo di euro tra valori patrimoniali, fatturato e produzione, dove circa 65 milioni di euro è la quota media annua della produzione vitivinicola. «Una cifra importante», sottolinea il direttore del Consorzio, Paolo Solini, «per un territorio nel quale su 16.500 ettari di superficie comunale, circa 2.000 ettari sono vitati. Di questi, 1.400 sono iscritti a Vino Nobile di Montepulciano Docg e 600 a Rosso di Montepulciano Doc». Oltre 250 i viticoltori (circa 90 gli imbottigliatori, di cui 82 associati al Consorzio). Nel 2025 sono state immesse sul mercato 6,4 milioni di bottiglie di Vino Nobile e 2,5 milioni di Rosso di Montepulciano.
Le annate in anteprima
Sul palcoscenico di questa 32a edizione, all’interno della duecentesca fortezza, i protagonisti sono stati i Vino Nobile delle annate 2023, Riserva 2022, annate precedenti (fino al 2019) e i Vino Nobile della nuova tipologia Pieve delle annate 2021 e 2022 (quest’ultima non ancora in commercio). Ad assaggiarli una platea di 140 giornalisti internazionali al cospetto di una trentina di etichette presentate da 19 aziende in rappresentanza di 10 Pievi. Questa nuova tipologia, uscita sul mercato il 1° gennaio 2025 con l’annata 2021, prevede 12 microaree del territorio poliziano, ma al momento solo una parte delle aziende ha immesso sul mercato questi vini (circa il 3-4% della produzione di Vino Nobile, destinata ad arrivare al massimo al 7-8% nei prossimi anni).
2023, annata a 4 stelle e mezzo
Per quanto riguarda la valutazione dell’annata 2023, la commissione tecnica del Consorzio, guidata dall’enologo Lorenzo Landi, le ha attribuito 4 stelle e mezzo. Vini con colori intensi, una buona espressione aromatica e una struttura sostenuta da media acidità e tannicità, dove emergono finezza ed equilibrio. Naturalmente Landi ha parlato anche della vendemmia 2025, dove il clima è stato altalenante, ma ipotizzando un’ottima riuscita dei Vini Nobile di quest’annata con notevoli potenzialità d’invecchiamento.
Non solo Vino Nobile di Montepulciano
Aldilà delle degustazioni, che si sono svolte nell’arco di due giornate (14-15 febbraio), nel programma dell’Anteprima figuravano altri momenti di grande interesse, tra cui dibattiti rivolti al futuro del Vino Nobile ma anche del Rosso di Montepulciano con l’intervento di giornalisti e delle nuove generazioni di produttori poliziani. È stata presentata un’indagine condotta da Santa Chiara Lab in collaborazione con il Consorzio del Vino Nobile sulle strategie di diversificazione e multifunzionalità adottate dalle aziende locali, facendo emergere punti di forza, criticità e traiettorie di sviluppo futuro.

Celebrazioni e premi
L’Anteprima è stata anche l’occasione per presentare gli eventi per i 400 anni dalla nascita di Francesco Redi, scienziato, medico e letterato toscano, che nel suo celebre ditirambo Bacco in Toscana definì il Vino Nobile di Montepulciano “d’ogni vino è il Re”. Un ritratto storico del Redi è stato fatto dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, al quale il Consorzio ha consegnato il premio Grifo Nobile. «È un riconoscimento», ha detto il governatore, «che sento di condividere con tutta la Toscana del vino». Oltre a Giani è stato premiato anche Mauro Rosati, presidente della Fondazione Qualivita.
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