Annalisa Zorzettig: dopo 2 anni ecco i bianchi della linea Myo

Annalisa Zorzettig: dopo 2 anni ecco i bianchi della linea Myo

La Cantina friulana, capitanata da Annalisa Zorzettig, ha scelto di posticipare il lancio dei bianchi della linea Myo per allungare i tempi di affinamento. Il motivo di questa decisione e le nostre impressioni all’assaggio di Pinot bianco, Friulano, Ribolla e Malvasia 2019. Special guest: I Fiori di Leonie 2018.

Schivi, riservati, a tratti bruschi. I friulani non hanno fama di persone espansive o grandi affabulatori. Ma basta fare una chiacchierata con Annalisa Zorzettig per ribaltare il luogo comune. A dispetto del cognome così spigoloso, la produttrice di Spessa di Cividale (Udine) ha nella voce e nel volto tutto il calore di questa regione di confine. Quel sole pieno e luminoso che si ritrova anche nei vini aziendali.

Il progetto Myo

Il 19 marzo, durante una diretta zoom dedicata alla stampa, sono stati presentati i bianchi della linea Myo, la cui uscita sul mercato è stata ritardata di un anno. Prima di entrare nel merito di questo posticipo, è necessario raccontare cos’è Myo, un termine che in lingua friulana significa “mio” e sottolinea la fortissima identità del progetto. «Tutto comincia nel 2007: si sentiva già parlare di crisi, ma noi non ci siamo lasciati spaventare e abbiamo deciso di intraprendere un percorso per dare maggiore valore ai nostri prodotti, mettendo sempre più a fuoco il concetto di sostenibilità ambientale e rispetto per la natura e i suoi ritmi lenti», premette Annalisa Zorzettig.

L’evoluzione dei bianchi Myo

Così nasce Myo, una collezione di vini, soprattutto autoctoni, pensati per essere aspettati. «Nel caso dei bianchi, già a partire dalle prime annate abbiamo scelto di lasciare le bottiglie qualche mese in più in cantina, commercializzandole non ad aprile ma ad ottobre dell’anno successivo al raccolto. Nel 2018, forti del successo di pubblico e di critica, abbiamo capito di essere pronti per un’ulteriore evoluzione. E così abbiamo “bloccato” l’uscita di Pinot bianco, Friulano, Sauvignon, Ribolla e Malvasia 2019 per arrivare ai due anni di affinamento. Ovviamente nei nostri piani c’era Verona e il lancio ufficiale al Vinitaly 2021, ma la pandemia ha stravolto tutto ed eccoci qui, in questa forma digitale». Della linea Myo fa parte anche I Fiori di Leonie, blend di Friulano, Pinot bianco e Sauvignon nato nel 2018 e messo in commercio nel 2020, che al debutto si è subito aggiudicato i Tre Bicchieri del Gambero Rosso.

I motivi del posticipo

Perché questo posticipo? Ovviamente non si tratta una scelta casuale, ma è il risultato di una progettualità messa a punto giorno dopo giorno in vigna e poi in cantina. «Su alcuni appezzamenti destinati alla linea Myò abbiamo selezionato uve con un grado di maturità e complessità generale più accentuato. Per la Malvasia istriana, ad esempio, abbiamo attuato una sorta di doppia maturazione ragionata, che ha permesso di ottenere sulla stessa pianta uve con grado zuccherino, acidità e più in generale caratteristiche sensoriali differenti». Saverio di Giacomo, che supervisiona le operazioni enologiche, ha puntato su una prolungata sosta sui lieviti e l’affinamento in piccole botti di rovere per armonizzare e donare maggiore corpo e persistenza aromatica ai vini. «Sono etichette con un lungo futuro davanti e siamo convinti che nei prossimi anni ci daranno ulteriori conferme del nostro modo di procedere».

Il censimento della biodiversità

Tutti i 110 ettari vitati di Zorzettig, situati in quattro zone diverse per caratteristiche pedoclimatiche, sono certificati SQNP (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), ma l’anno scorso con la collaborazione dell’agronomo Antonio Noacco è stato avviato un lavoro di censimento della biodiversità vegetale del vigneto, controllando la presenza di insetti e altri organismi utili. L’impegno è proseguito con l’adesione al progetto Biodiversity Care che prevede l’utilizzo di pratiche volte ad incrementare la presenza di specie vegetali spontanee e autoctone, come per esempio lo sfalcio a filari alterni e la creazione di infrastrutture, ossia aree verdi ecologiche interne ed esterne. «Noi la definiamo “Agricoltura ambientale per la biodiversità”. È la scritta che si legge a chiare lettere in una serie di cartelli posti tra i vigneti».

Note di degustazione

Myo – Pinot bianco, Friuli Colli Orientali Doc 2019

Dai vigneti impiantati nel 1954 a Spessa di Cividale e Ipplis di Premariacco (Udine) esposti a nord e sud-est. I terreni sono argillosi, caratterizzati dalla tipica sovrapposizione di marne arenarie (ponca). Siamo a circa 250 metri di altezza. Macerazione a freddo di 12 ore, fermentazione in tank di acciaio. Poi 6 mesi sui lieviti con batonage settimanale. Il 90% della massa affina in acciaio, il 10% in barrique. Almeno 6 mesi in bottiglia. Giallo paglierino, con un seducente bouquet di mimosa, pesca gialla, mela Golden e salvia. In bocca si esprime con particolare grazie ed eleganza, senza mancare di volume. Bell’equilibrio, bel potenziale.

Myo – Friulano, Friuli Colli Orientali Doc 2019

Dagli stessi appezzamenti a Spessa di Cividale e Ipplis di Premariacco. Gli impianti risalgono al 1968 con sistema di allevamento a doppio capovolto e 3.700 viti/ha. L’iter di vinificazione e affinamento è lo stesso del Pinot bianco. Se quest’ultimo è la “cenerentola” dell’enologia regionale, il Friulano è il suo vitigno simbolo, dalla personalità spiccata. Giallo paglierino con l’inconfondibile nota verdolina, ha bisogno di qualche secondo per aprirsi, svelando un naso sfaccettato di albicocca, bergamotto, mandorla tostata e liquirizia. Sorso equilibrato tra la ricchezza aromatica e la mineralità. C’è l’impronta del territorio ma anche quella aziendale.

Myo – Malvasia istriana, Friuli Colli Orientali Doc 2019

Dai vigneti di Ipplis di Premariacco, i cui impianti risalgono addirittura al 1920 garantendo un equilibrio vegeto-produttivo impareggiabile. Siamo a 210 metri sul livello del mare. Stesso metodo di vinificazione e affinamento di Pinot bianco e Friulano. Bella rivisitazione moderna di un vino dal carattere antico, capace di accontentare sia palati preparati che degustatori neofiti. Tanto il bouquet quanto l’assaggio evidenziano la mineralità e la salinità avvolgente. Carattere floreale, accenni di timo, rosmarino, rabarbaro, ma anche albicocca e cedro. È il più mediterraneo dei bianchi Myo.

Myo – I fiori di Leonie, Colli Orientali del Friuli Doc 2018

Le uve di questo blend di Pinot bianco (60%), Sauvignon e Friulano (entrambi a quota 20%) arrivano dai vigneti di Spessa di Cividale. Le varietà vengono vinificate separatamente. Affinamento in acciaio per l’80% della massa, il resto in barrique per 6 mesi. Questo bianco porta il nome della nipotina di Annalisa Zorzettig e ne rispecchia il carattere gioioso, solare, spontaneo. Giallo paglierino con leggeri riflessi dorati, offre un ricco ventaglio aromatico che spazia dai fiori bianchi alla mela Golden, passando per la papaya, il litchi, note di fieno e rosmarino. In bocca è cremoso, profondo, ampio, sapido, persistente. Come la piccola Leonie, ha tutta la vita davanti. 

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© Riproduzione riservata - 30/03/2021

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