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Da Brooklyn al Bargello, il ritorno della lunetta Antinori

16 Novembre 2017 Anita Franzon
La lunetta Antinori, capolavoro dell'arte rinascimentale di Giovanni della Robbia, sarà in esposizione fino all'8 aprile 2018 al Museo nazionale del Bargello di Firenze. Dopo oltre un secolo di assenza dalla città, dove venne creata grazie alla committenza di Niccolò di Tommaso Antinori all'inizio del 1500, l'opera torna temporaneamente a casa. "Da Brooklyn al Bargello" è, infatti, il viaggio affrontato dalla lunetta, oggi proprietà del Brooklyn Museum of Art. Questo è anche il titolo dell'esposizione fortemente voluta dalla storica famiglia del vino e dedicata alla prestigiosa scultura realizzata in terracotta invetriata.

La storia della lunetta Antinori

Niccolò di Tommaso Antinori, antenato del noto casato fiorentino, commissionò a Giovanni della Robbia, intorno al 1520, la lunetta. Per quattro secoli l'opera è rimasta a Villa Le Rose, costruita alle porte di Firenze come residenza di campagna e sede, già allora, di produzione vinicola. Il rilievo raffigura il Cristo risorto, il committente in ginocchio alla sua destra e i soldati attorno al sepolcro, secondo l’iconografia tradizionale. La scena prende vita su un articolato sfondo di paesaggio e all’interno di una vivace cornice di frutti, fiori e piccoli animali. Ai lati della base del rilievo sono evidenti gli stemmi di famiglia. Giancarlo Gentilini, massimo specialista dei Della Robbia, dichiara: «Questa è una delle testimonianze più rilevanti dell'arte robbiana. Qui l'artista rompe con la tradizione della bicromia, sviluppando una produzione contraddistinta da una maggiore esuberanza cromatica».

L'arrivo dell'opera in America

Fu donata al Brooklyn Museum of Art nel 1898 dal collezionista americano Aaron Augustus Healy, che la acquistò regolarmente da un ramo della famiglia Antinori. L'opera non ha più lasciato New York da allora. Nel 2016, grazie al sostegno dei Marchesi Antinori, la lunetta ritrova il suo splendore originale e viene esposta per la prima mostra americana dedicata ai Della Robbia: “Sculpting with color in Renaissance Florence”, al Museum of Fine Arts di Boston (9 agosto - 4 dicembre 2016), poi alla National Gallery of Art di Washington (5 febbraio - 4 giugno 2017).

Il temporaneo ritorno a Firenze

Ben 500 anni dopo la sua realizzazione, gli Antinori hanno contribuito al laborioso restauro e allo straordinario ritorno del rilievo nella culla del Rinascimento, tra le opere di Michelangelo, Donatello e degli stessi Della Robbia. Il Museo del Bargello vanta, infatti, la più importante collezione al mondo di robbiane. Esposto insieme alla lunetta, anche il ritratto del collezionista Healy, dipinto da John Singer Sargent nel 1907.

La tradizione del mecenatismo prosegue anche oggi

Per l'occasione, l'antica famiglia fiorentina ha rinnovato la tradizione di mecenatismo con una nuova committenza: la creazione dell’artista italiano Stefano Arienti, tra i più apprezzati sulla scena internazionale. «La lunetta è come un pezzo d'arte contemporanea: credo che sia importante tramandarlo alle future generazioni», spiega Arienti. L'artista ha reinterpretato la lunetta con l'opera dal titolo “Scena Fissa”, esposta nella sala accanto, come in un dialogo con il capolavoro rinascimentale.

Dal Bargello a Bargino: Antinori Art Project

Si è così venuta a creare una singolare continuità di tutela esercitata dagli Antinori attraverso i secoli. «Sostenere e valorizzare le arti è sempre stato importante per la nostra famiglia», afferma Alessia Antinori, vice presidente di Marchesi Antinori. «Siamo orgogliosi che questa bellissima lunetta torni finalmente a casa completamente restaurata». Ma l'esposizione non finisce qui: la moderna e monumentale Cantina Antinori a Bargino, nel Chianti Classico, ospita un’altra installazione di Stefano Arienti. “Altorilievo”, all'interno della vinsantaia, è sempre ispirata dalla lunetta di Della Robbia, ma ora è parte della collezione di famiglia. L'Antinori Art Project rappresenta, infatti, una piattaforma di ricerca dedicata alle arti visive e agli artisti contemporanei. Testimonia inoltre l’attenzione all’arte della famiglia Antinori che da sempre lega il proprio nome all’eccellenza nel vino e alla valorizzazione del patrimonio artistico.

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