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Abruzzo: Montepulciano e non solo

17 Dicembre 2020 Anita Franzon

Abruzzo da scoprire. La Cenerentola delle regioni italiane è protagonista sul The New York Times grazie a un articolo di Eric Asimov, che celebra la sua bellezza e i suoi vini. E anche la rivista Vinum pubblica una selezione di etichette del territorio: Montepulciano, Trebbiano e Cerasuolo d’Abruzzo.

“Molto popolare ma poco conosciuto”, afferma il giornalista Eric Asimov sul The New York Times. Con l’inverno è arrivato il tempo di stufati, arrosti, pentole di fagioli e sostanziosi piatti di pasta come una bel vassoio fumante di lasagne, “che si sposano magnificamente con i Sangiovese del Chianti Classico, o con altri vini quali Etna Rosso e un buon Barbera, ma quest’anno me le immagino con il Montepulciano d’Abruzzo“.

Montepulciano d’Abruzzo da scoprire

Il giornalista spiega che, nonostante l’Abruzzo non sia così conosciuto dai turisti americani,”è la patria di due tra i produttori italiani più gloriosamente stravaganti, Valentini ed Emidio Pepe, i cui vini sono costosi e molto ambiti”. E aggiunge: “Il livello generale di qualità è aumentato negli ultimi 20 anni e sono diventato grande fan sia dei suoi bianchi che dei rossi”. Tre i vini suggeriti: Montepulciano d’Abruzzo Doc 2019 – Cirelli; Montepulciano d’Abruzzo Doc 2017Tiberio; Concrete, Montepulciano d’Abruzzo Doc 2018De Fermo.

Anche terra di rosati e grandi bianchi

Ma come si legge su Vinum, il vitigno Montepulciano non è il solo gioiello dell’Abruzzo perché le varietà a bacca bianca Trebbiano e Pecorino stanno prendendo sempre più piede. Per questo motivo, la rivista propone diverse etichette da provare compreso il classico Montepulciano d’Abruzzo, ma anche il più leggero Cerasuolo d’Abruzzo e vini bianchi dal forte carattere per un viaggio completo in Abruzzo.

Foto di apertura: Scanno in provincia de L’Aquila (grandeacci per Pixabay)

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