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A Oderzo si lotta contro la TCA, la molecola dell’odore di tappo

14 Febbraio 2011 Civiltà del bere
Il nemico numero uno del vino in bottiglia? Sicuramente l'odore di tappo, che più tecnicamente si definisce “difetto di tappo-muffa”. Un nemico che da una ventina d'anni è stato identificato – è una molecola denominata 2,4,6 Tricloroanisolo, in breve TCA – ma non per questo meno temibile: si calcola che ogni anno – a livello mondiale – finiscono negli scarichi 5-6 milioni di bottiglie... Non è difficile quantificare il danno economico, senza pensare agli imbarazzi e alle arrabbiature di vignaioli, ristoratori, sommelier. L'Italia è all'avanguardia a livello mondiale nella “caccia” a questo nemico. Merito di una eccellenza veneta, denominata Pololab (sigla che sta per Laboratorio Polo di Oderzo), che è stato il primo  in Europa (fin dal 2004) a mettere a punto e accreditare il metodo per determinare la presenza del TCA e dei suoi “complici”, ovvero  gli altri metaboliti (TBA, Geosmina tra i primi) che possono causare l’odore di tappo. Sostanze la cui presenza a livello infinitesimale (parti per trilione) può inquinare intere partite di tappi. Il laboratorio Polo, oltre ai metodi analitici, ha messo a punto tecniche di campionamento e di prelievo che, se correttamente osservate permettono di evitare veri e propri disastri. Dal  2004 al 2010, le analisi effettuate dal Laboratorio Polo per un centinaio di clienti (sugherifici e aziende vinicole, da ogni parte d'Italia e dalla Francia) hanno “coperto”  oltre 100 milioni di tappi di sughero. «Con i produttori di tappi in sughero – commenta Maurizio Poloè nato un rapporto di fiducia e collaborazione. Sanno che con le partite idonee non rischiano incidenti, che quando riguardano vini di pregio diventano veri e propri drammi. Mentre per le partite che noi giudichiamo non idonee, o parzialmente idonee, possono agire con tempestività, intervenendo per eliminare il difetto... e, dove non è possibile, eliminando il tappo».

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