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Una fine dell’anno in salita per vini e spirits italiani

8 Ottobre 2020 Civiltà del bere
Una fine dell’anno in salita per vini e spirits italiani

I consumi di vino e liquori sono ancora in sofferenza nell’ultimo trimestre del 2020. Lo dice lo studio previsionale di TradeLab, commissionato da Federvini. L’ultima rilevazione, ancora pesantemente negativa, si riferisce agli inizi di settembre. 

Federvini fa il punto sulla situazione di vini e spiriti in Italia. Attualmente si prevede un calo dei consumi di vino del -28% nel 2020. Per quanto importante, il dato è inferiore alla stima effettuata per il mercato fuori casa (-33%) e in miglioramento di un punto percentuale rispetto alle precedenti previsioni, grazie ad un andamento non così negativo del mese di agosto. 

Ristoranti meglio del previsto

Grazie a un agosto più positivo del previsto, i pubblici esercizi come i ristoranti, veicolo principale per il comparto, prevedono una chiusura a fine anno migliore: la previsione di impatto è del -26%. Questo, perlomeno, considerando i locali di fascia medio alta, che pesano per il 40% del venduto per la categoria vini. Sul fronte della domanda, invece, la contrazione del turismo straniero, in particolare quello extra Ue, ha avuto un decisivo impatto sui consumi derivati dal turismo estero (-57%)

Consumi 2020: la preoccupazione di Federvini

«I dati evidenziati dallo studio sono molto penalizzanti. Nonostante l’impegno della politica per supportare l’Horeca c’è stato, le azioni messe in campo non hanno fornito i risultati sperati», ha commentato Sandro Boscaini, presidente di Federvini ha dichiarato. «La situazione è ancor più negativa per il settore degli spirits, le cui richieste – abolizione del contrassegno di stato e dilazione del pagamento delle accise – sono rimaste al momento inascoltate». 

Nel lockdown il calo degli spirits è stato del -97%

Per la categoria spirits la previsione è una chiusura del 2020 pari al -33%, anche in questo caso con il miglioramento di un punto percentuale rispetto alla rilevazione di giugno. Il calo dei consumi nei locali serali e notturni, penalizzati dal distanziamento sociale, ha un impatto molto negativo: le previsioni di chiusura d’anno sono oggi del -68% per le discoteche e del -30% dei bar serali. Ma i mesi che hanno registrato gli impatti più rilevanti per distillati e alcolici sono quelli centrali della pandemia, con una contrazione fino al -97% durante il lockdown. Pur partendo da questo dato molto basso, le previsioni di crescita sono decisamente più lente rispetto ad altre categorie.

Andare oltre l’emergenza

«È giunto il momento di attuare una visione che vada oltre l’emergenza e considerare la situazione attuale come sostanzialmente strutturale. Per questo motivo è opportuno ragionare considerando le intere filiere in modo sistemico e lavorare per sostenere i consumi con azioni concrete e misurabili tenendo conto dei limiti esistenti», ha concluso Boscaini.

Foto di Jukan Tateisi – Unsplash

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