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La Borgogna di Domaine Thibault Liger-Belair arriva in Italia con Allegrini

15 Gennaio 2020 Civiltà del bere
La Borgogna di Domaine Thibault Liger-Belair arriva in Italia con Allegrini

Una bella novità per chi ama bere Borgogna. Con l’inizio del 2020 Allegrini diventa distributore in Italia di Thibault Liger-Belair, Domaine francese con sede a Nuits Saint-Georges.

«Siamo davvero onorati che Thibault Liger-Belair abbia accettato di affidarci la distribuzione dei suoi vini», ha dichiarato Marilisa Allegrini. Dopo il grande successo riscontrato con Olivier Leflaive, che Allegrini importa dal 2018, la nuova partnership fra il gruppo veneto e Thibault Liger-Belair è un’occasione far conoscere un’altra “perla” della Borgogna.

Thibault Liger-Belair

Cinque Grand Cru biodinamici

La soddisfazione è reciproca, stando alle parole di Thibault Liger-Belair: «La qualità dei vini prodotti dal gruppo Allegrini e la loro distribuzione di qualità lo rendono il partner perfetto per sviluppare insieme la presenza dei nostri vini nel mercato italiano». Le vigne del Domaine (7,5 ettari vitati in cinque Villages della Borgogna) sono allevate secondo i principi dell’agricoltura biodinamica, e includono appezzamenti nei Grand Cru Corton “Clos du Roi”, Clos Vougeot, Charmes-Chambertin “Aux Charmes”, Corton Charlemagne “Les Languettes” e Richebourg.

L’entrata della tenuta


La storia di Thibault Liger-Belair

Thibault Liger-Belair è presidente dell’omonimo Domaine dal 2001, ma la storia della sua famiglia comincia nel 1720. Il metodo di vinificazione di Thibault è diverso di anno in anno, poiché viene adattato in base alla qualità e alle caratteristiche delle uve dell’annata. L’obiettivo è quello di produrre i migliori vini applicando rigorosamente principi biodinamici, senza mai scendere a compromessi sulla qualità. Ricorda Thibault Liger-Belair: «Ho iniziato a produrre vini nel 2002; ogni annata mi ha insegnato qualcosa di diverso. La lezione comune però è che bisogna rispettare sempre la natura e il suolo e non pensare mai di essere superiori a Madre Natura, che avrà sempre l’ultima parola».


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