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Pighin, 3 autoctoni per capire il Collio bianco che verrà

25 Ottobre 2019 Anna Rainoldi
Pighin, 3 autoctoni per capire il Collio bianco che verrà
collio bianco pighin autoctoni

Abbiamo conosciuto i co-protagonisti di un vino in divenire, che uscirà sul mercato non prima di Vinitaly 2020. Si tratta dei tre vitigni autoctoni per eccellenza del Collio – Ribolla gialla, Friulano e Malvasia istriana – che andranno a comporre il nuovo Collio bianco di Roberto Pighin.

L’avventura della famiglia Pighin nel mondo del vino comincia nel 1963 con l’acquisto di una tenuta nel cuore delle Grave del Friuli: 220 ettari (160 oggi vitati) ai quali, cinque anni dopo, si sommano altri 30 a Spessa di Capriva. È in questa zona particolarmente vocata del Collio, tra vicini illustri come Mario Schiopetto, Villa Russiz, Russiz Superiore, che prende il via la produzione di bianchi autoctoni di qualità, finora vinificati in purezza. Tre di queste varietà – Ribolla gialla, Friulano e Malvasia istriana – daranno presto vita a un nuovo Collio bianco Doc.

Roberto Pighin in cantina
Roberto Pighin in cantina

Il nuovo Collio bianco di Pighin in attesa della Docg

Doc perché Docg ancora non si può definire, anche se la produzione del nuovo Collio bianco di Pighin rispetta i dettami della denominazione controllata e garantita ancora in divenire. Dopo tre anni, l‘iter promosso dal Consorzio vini Collio si trova a un punto di stasi, nonostante diversi produttori credano fortemente nel progetto (restiamo in fiduciosa attesa di aggiornamenti). I dettagli sulla vinificazione e l’affinamento di questo blend, futura novità 2020 della Cantina, sono ancora riservati. Per ora possiamo immaginare il Collio bianco che verrà degustando le versioni monovarietali dei tre vitigni che lo comporranno: Friulano (40-70%), Ribolla gialla (massimo 30%) e Malvasia istriana (massimo 30%), presentate il 23 ottobre al Ceresio 7 di Milano. Tutte vendemmia 2018.

Il vigneto di Pighin nel Collio, a Spessa di Capriva

Un anfiteatro nel cuore del Collio

Il vigneto dell’Azienda Agricola Pighin a Spessa di Capriva, disposto a mezzo anfiteatro, vanta un’esposizione ideale a sud. Da qui, nelle giornate più terse, si riesce ad ammirare lo skyline adriatico. La tenuta fitosanitaria delle viti è ottimale grazie alla costante ventilazione fornita dal Borino, Bora “gentile” che spira tra Venezia e il Golfo di Trieste. Una condizione ideale per la produzione di uve di alta qualità, lavorate in cantina con la volontà di rispettare i caratteri varietali degli autoctoni mediante l’uso quasi esclusivo dell’acciaio. Freschezza, bevibilità ed equilibrio sono i dettami stilistici da sempre perseguiti, accompagnati dal buon rapporto qualità prezzo delle etichette (i tre monovarietali degustati si trovano in enoteca a 14 euro).

Il suolo delle vigne a Spessa di Capriva
Il suolo delle vigne a Spessa di Capriva

Novità in cantina con l’enologo Cristian Peres

“Il nostro nuovo enologo, Cristian Peres, ha mantenuto lo stile del suo precedessore Paolo Valdesolo in termini di purezza, linearità e pulizia”, spiega il proprietario Roberto Pighin. “Ma rispetto a Valdesolo, che ha vissuto l’intero sviluppo tecnologico dell’azienda, Peres ha dato il suo apporto introducendo una piccola novità: 10 tonneaux, usati per la fermentazione di piccole percentuali di mosto”.

Roberto Pighin al Ceresio 7 di Milano
Roberto Pighin al Ceresio 7 di Milano

In degustazione: Ribolla gialla, Friulano e Malvasia Collio Doc 2018

Di questa piccola, ma significativa variazione beneficiano due etichette su tre in degustazione (tutte Collio Doc 2018): sia Ribolla gialla sia Friulano, difatti, contemplano il passaggio in legno di una piccola porzione di mosto. Un elemento di novità gestito con sensibilità e delicatezza, che conferisce carattere e complessità nel pieno rispetto della filosofia aziendale. La Ribolla gialla si rivela ampia e avvolgente, intensa nelle note primarie di frutta e fiori freschi, ma altrettanto versatile, con una lieve mandorla di fondo. Nuances più spiccatamente minerali per il Friulano (accanto a fiori di campo, salvia, pesca bianca), in bocca morbido, sapido, di carattere. Infine una sfaccettata Malvasia istriana, dove i toni agrumati di lime, arancia amara e scorza esaltano la freschezza del palato, sempre molto equilibrato.

Foto in apertura: insieme a Ribolla gialla, Friulano e Malvasia (alla base del futuro Collio bianco), in assaggio al Ceresio 7 anche la Ribolla gialla Spumante Brut di Pighin

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