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Il Primitivo di Manduria vive e lotta in nome della qualità

11 Agosto 2019 Civiltà del bere
Il Primitivo di Manduria vive e lotta in nome della qualità

Il presidente Mauro di Maggio sottolinea l’impegno per consolidare l’immagine della Doc Primitivo di Manduria, potenziando la produzione nel segno dell’eccellenza. In agenda anche le battaglie alla contraffazione e la creazione di campagne pubblicitarie e manifestazioni sul territorio e all’estero.

«Vogliamo diventare “la casa del Primitivo”». Il presidente Mauro di Maggio, in carica dallo scorso marzo, ha le idee chiare sugli obiettivi del Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria: «La direzione intrapresa dal Cda mira a fare del Consorzio l’interprete di un territorio meraviglioso, che comprende 18 comuni tra Taranto e Brindisi, e a coinvolgere sempre più i soci e gli operatori».

Consolidare il Primitivo al vertice della piramide qualitativa nazionale

Tra le priorità, c’è il consolidamento dell’immagine della Doc, la sua conoscenza e le sue tradizioni. «Vogliamo rinforzare il posizionamento al vertice della piramide qualitativa del vino italiano, ponendo nel contempo le basi per una gestione nel segno dell’eccellenza da parte di tutti i produttori. Tocca a noi, attraverso una regolamentazione, contribuire a questa crescita globale, rendendo più omogenee e coerenti le pratiche agronomiche. Il disciplinare è uno strumento fondamentale, che ha bisogno di essere aggiornato e reso aderente alle rinnovate esigenze qualitative. Inoltre, bisogna creare consenso intorno al Consorzio stesso: le discussioni tecniche devono coinvolgere nella maniera più ampia possibile la base dei vignaioli».

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Il presidente Mauro di Maggio

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Un rosso di struttura ma sempre piacevole e beverino

Il Primitivo di Manduria è un rosso di struttura, fruttato e vellutato, che a dispetto della sua gradazione minima di 14% vol. riesce a essere sempre piacevole e beverino. «Si tratta di un’uva per certi versi difficile, con rese basse e peculiarità gestionali in vigna che lo posizionano a un certo livello di prezzo. La cosa positiva è che oggi il consumatore mondiale ne riconosce la grandezza: siamo tra le denominazioni italiane che riscuotono maggiore interesse». Nel 2018 la produzione si è attestata intorno ai 20 milioni di bottiglie con un fatturato di 120 milioni di euro.

Attenzione alla contraffazione

«Un aumento del +15% sul 2017, con una quota export pari al 70%».
Un’altra tematica centrale è la contraffazione «Da una parte stiamo operando a livello internazionale per bloccare i marchi ingannevoli, dall’altra stiamo prelevando i campioni dalla Grande distribuzione per analizzarli e verificare eventuali incongruenze».

Un ricco programma di eventi per promuovere il Primitivo

La valorizzazione passa, infine, attraverso campagne pubblicitarie e manifestazioni sul territorio e all’estero. «A fine settembre saremo impegnati a Roma per un grande evento in collaborazione con il Gambero Rosso. Le nostre aziende saranno coinvolte in una serata per presentare i loro Primitivo di Manduria abbinati alle proposte degli chef del Gambero Rosso Academy. Ad ottobre, invece, abbiamo in programma un incoming di opinion leader e stampa internazionale con visite alle Cantine, approfondimenti e degustazioni».

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 4/2019 . Se sei un abbonato digitale, puoi leggere e scaricare la rivista effettuando il login. Altrimenti puoi abbonarti o acquistare la rivista su store.civiltadelbere.com (l’ultimo numero è anche in edicola). Per info: store@civiltadelbere.com

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