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Contemporary Paris, l’evoluzione dei bistrot parigini

6 Marzo 2018 Chef Kumalé

Sono passati circa 200 anni dall’apparizione dei primi bistrot parigini. Il termine un tempo stava a indicare quelle insegne popolari, frequentate in principio da operai e gestite dai migranti dell’Auvergne, per trasformarsi, sul finire degli anni Sessanta, in luoghi d’incontro per poeti, artisti, tombeur de femmes e intellettuali. E mentre si continua a discutere sull’origine del nome di questo particolare genere di locali (anche se la versione più accreditata lo fa risalire al termine russo bystro, ovvero “veloce”) l’atmosfera che vi si respira ancora oggi è decisamente rilassata e retrò.

 

Le Bel Ordinaire

 

Sono oltre 450 i bistrot parigini

Icona del bien vivre e della Ville Lumière, i bistrot si sono diffusi nel corso del tempo in tutta la Francia e hanno ispirato la nascita di migliaia di luoghi analoghi in ogni angolo del pianeta, dalla Vecchia Europa al Nuovo Mondo. La bibbia in materia, la guida Le lebey des bistrots, ne recensisce oltre 450 nella sola città di Parigi ma, al di là dei numeri, è interessante l’evoluzione del concetto di bistrot stesso al quale stiamo assistendo dagli anni Novanta ai giorni nostri.

 

Le Paul Bert

 

Gli indirizzi da non perdere

Le Paul Bert

Antica istituzione parigina, sorge nell’11° arrondissement. Locale completamente ristrutturato da Bertrand Auboyneau, un veterano dell’avanguardia bistrotière18 rue Paul-Bert

L’Ecailler du Bistrot

Se siete amanti delle ostriche, dei frutti di mare e degli astici, questo è il posto che fa per voi. Gwen Cadoret è una figlia d’arte, da cinque generazioni nella cultura marinara bretone. 22 rue Paul-Bert

Septime

Una stella Michelin per questo locale minimalista, che porta la firma di Théo Pourriat e Bertrand Grébaut. Uno dei migliori bistrot di cucina contemporanea. 80 rue de Charonne

Chez Mamy

Dalla passione per la cucina di due amici, Thomas e Céline, e da quella per i viaggi in Bretagna nasce questo simpatico bistrot des copains. Cucina autentica del territorio, senza dimenticare la lezione dell’haute cuisine. 3 rue Jules Vallès

Le Bel Ordinaire

Sébastien Demorand, teorico della “bistronomie”, ha aperto in un ex negozio di lampadari questo singolare emporio di delicatessen francesi e d’Oltralpe. 54 rue Paradis

L’articolo prosegue su Civiltà del bere 4/2017. Per continuare a leggere acquista il numero sul nostro store (anche in digitale) o scrivi a store@civiltadelbere.com

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