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Cicinis di Attems, Sauvignon blanc figlio della ponca

21 Marzo 2017 Jessica Bordoni
La Cantina Attems di Capriva del Friuli, in provincia di Gorizia, è una delle aziende che hanno fatto la storia del vino friulano, contribuendo al suo successo a livello italiano e internazionale. Nata per volontà del conte Douglas Attems che nel 1964 fondò il Consorzio di tutela dei Vini del Colli, dal Duemila la Casa vinicola è di proprietà della famiglia Frescobaldi che la guida nel rispetto delle sue caratteristiche distintive.

Il segreto è nel terreno: la ponca

Alla base del successo di Attems c’è il legame indissolubile con il territorio. La tenuta si estende per 79 ettari, di cui 49 vitati, nel comprensorio del Collio goriziano, la parte più orientale del Friuli. L’area risulta particolarmente vocata, con colline esposte a sud protette dai venti freddi nordici dalla cerchia delle Prealpi giulie. La vicinanza al mar Adriatico (meno di 15 chilometri in linea d’aria) rende il clima mite e temperato, ideale per la produzione di grandi bianchi profumati ed eleganti, sia autoctoni sia internazionali, tra cui spiccano Ribolla gialla, Friulano, Sauvignon blanc, Pinot grigio, Chardonnay, Merlot e Picolit. A rendere unici i vini di questa terra è anche e soprattutto la particolare tipologia di suolo. Si tratta della ponca: marne e arenarie di origine marina frutto di stratificazioni millenarie ricche di sali e microelementi che conferiscono all’uva una connotazione inconfondibile, favorendone la complessità aromatica e regalando vini di notevole sapidità.    

Come nasce un bianco da competizione

Attems produce nove etichette Collio Doc e Friuli Venezia Giulia Igt. Il fiore all’occhiello della Tenuta si chiama Cicinis, dal nome del vigneto di Sauvignon blanc posizionato sull’omonima collina nel cuore del Collio, a 153 metri di altezza. La densità di impianto è di 6.250 piante per ettaro con allevamento a Guyot e resa di 60 quintali. I cinque ettari del vigneto sono in parte esposti a sud e in parte a nord, immersi tra i boschi e la vegetazione. La vendemmia è rigorosamente manuale e viene condotta in due momenti distinti con due diversi gradi di maturazione delle uve, di norma tra l’ultima settimana di agosto e la seconda decade di settembre. La fermentazione avviene in speciali serbatoi di cemento a forma di uovo e barrique il 50% nuove e il 50% di secondo passaggio alla temperatura controllata di 18 ºC per circa 20 giorni. La macerazione viene effettuata solo su piccole quantità e l’affinamento prosegue anch’essa per metà della massa in serbatoi di cemento a forma di uovo e barrique francesi. Dopo circa otto mesi il vino passa in bottiglia.

Il Sauvignon blanc Cicinis dal 2015 al 2011

Lo scorso 16 marzo Peck Milano ha ospitato una preziosa degustazione verticale del Sauvignon blanc Cicinis, Collio Doc. Ecco le note di degustazione: Cicinis 2015 Un Sauvignon di grande complessità e pulizia. Al naso colpisce per le note tostate e la speziatura. Possiede un corpo ricco, assai minerale, dal lungo finale. Ancora giovane, ma già ben definito e armonico. Cicinis 2014 Frutto di un’annata difficile e molto piovosa che ha portato a una nota verde, erbacea decisamente più spiccata. Acidità in primo piano per un Sauvignon verticale, che darà il meglio di sé negli anni a venire. Cicinis 2013 Annata pressoché perfetta dal punto di vista climatico. Il bouquet è arricchito da preziose note di frutta esotica e burro. Morbido, caldo, pastoso, con una piacevolissima mineralità legata al terroir (ponca) che si esprime soprattutto in chiusura.     Cicinis 2012 Dopo un giugno piovoso, luglio e agosto si sono dimostrati particolarmente caldi. In questo vino, più che in altre annate, si sente l’effetto della luminosità intensa e dell’escursione termica giorno-notte. Al palato è delicato, con note calde e dolci. È un Sauvignon piacevolmente maturo, rotondo, dotato di estrema finezza. Cicinis 2011 L’annata si è dimostrata equilibrata e il calore dell’estate ha regalato un vino di carattere, con maggiore potenza e struttura rispetto al 2012. Salvia, crosta di pane e pietra focaia sono le note aromatiche dominanti.

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