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Bramaterra Le Pianelle: l’altro Nebbiolo

29 Novembre 2016 Maria Cristina Beretta
Presentare un'azienda vitivinicola basandosi su fatti concreti è uno stile di lavoro che caratterizza Dieter Heuskel e Peter Dipoli, i quali hanno preferito aspettare cinque vendemmie prima di raccontare la loro nuova realtà produttiva: Le Pianelle e il suo Bramaterra. La sede è Brusnengo, la provincia è Biella e il territorio è quello della fascia collinare dell'Alto Piemonte che si allarga nelle denominazioni Lessona, Carema e Ghemme.

Perché investire nel Bramaterra Le Pianelle

I titolari provengono rispettivamente dal mondo della finanza tedesco e dall'azienda vitivinicola altoatesina e si sono uniti con l'obiettivo di investire nel mondo del vino, puntando su un vitigno importante per creare una realtà che fosse un nuovo faro per il territorio e non una qualunque in un territorio già in luce. Progetto che loro stessi hanno definito «molto stimolante, in una zona quasi vergine e dalle grandi potenzialità».

Terreni vulcanici e territori da riscoprire

La realtà produttiva esistente era tutta da rifare: cantina da rinnovare, viti da ripiantare. La scelta è stata di dare spazio al vitigno Nebbiolo con piccole presenze di Vespolina e Croatina. A dodici anni dal progetto, che è partito nel 2004, e a nove dall'impianto delle vigne, i primi risultati sono stati raccolti nella vendemmia del 2010 con poco più di 1.500 bottiglie. Oggi sono circa 15 mila, da 4 ettari di cui 3,5 in produzione. I terreni di origine vulcanica del Bramaterra regalano vini sapidi e di lunga vitalità, che l'enologo Cristiano Garella in perfetto accordo con i titolari, vuole far esprimere rispettando le note del carattere che dà loro il territorio: freschezza, aromaticità e acidità. Assieme al Bramaterra si produce un rosato con uve raccolte sui versanti collinari più freschi: "Al posto dei fiori", un Doc Coste del Sesia.

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