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Mattia Filippi produttore, enologo e “viticoltorErrante”

11 Luglio 2016 Jessica Bordoni
ViticoltorErrante”: così si autodefinisce Mattia Filippi, produttore ma anche enologo consulente di origini trentine. Da un lato, infatti, c’è la gestione della sua Cantina nel centro di Faedo, un paesino in provincia di Trento dove è nato e cresciuto; dall’altro c’è l’attività di libero professionista per varie aziende vinicole in Italia e all’estero. «Sono sempre in movimento», racconta. «L’anno scorso ho preso ben 83 voli».

Le prime esperienze in Italia e Cile

«La passione per il vino mi accompagna sin da bambino ed è legata in maniera indissolubile a Faedo. In questo piccolo comune ci sono circa 6oo abitanti6 Cantine: il tasso di vocazione enologica è altissimo!». Dopo la laurea in Viticoltura ed Enologia a San Michele all’Adige nel 2004, Mattia decide di fare alcune esperienze sul campo. «Ho lavorato alle dipendenze di Pojer e Sandri ed Elisabetta Foradori, che mi hanno aiutato a crescere professionalmente e ad allargare i miei orizzonti. In questo senso è stato fondamentale anche il mio viaggio in Cile. Sono rimasto sei mesi a Viña Falernia, un’azienda gestita da una famiglia di italiani emigrati che mi hanno dato l’opportunità di diventare il loro enologo consulente per una stagione».

Mattia Filippi produttore dal 2008

Quando nel 2008 torna in Trentino, Mattia decide di dare spazio al suo sogno più grande: una Cantina tutta sua a Faedo dove potersi dedicare alla ricerca producendo vini da singolo vigneto, caratterizzati da una forte impronta territoriale. «L’obiettivo fin da subito è stato quello di cercare il massimo del potenziale da ciascuna micro-vigna. Parliamo di dimensioni ridotte, possiedo in tutto poco meno di un ettaro e produco circa 8 mila bottiglie l’anno. Ma i volumi non m’interessano, punto tutto sulla qualità. Anzi sulla ricerca della perfezione».

Dietro un grande uomo c’è una grande donna

Ad aiutarlo nella gestione della vigna e della cantina c’è sua moglie Rossella Marino Abate. «Rossella è siciliana, di Marsala: ci siamo conosciuti in Sicilia durante un mio viaggio di lavoro. Anche lei è enologa e la sua famiglia è impegnata nel mondo del vino da molte generazioni. Ha scelto di specializzarsi in comunicazione e social media legati al mondo del vino e il suo contributo è fondamentale anche su questo fronte: è lei a curare le mie pubbliche relazioni e il WineBlog sul sito www.mattiafilippi.it».

Una bollicina, un bianco e due rossi

La produzione aziendale si concentra su quattro vini: una bollicina, un bianco fermo e due rossi. «L’etichetta fiore all’occhiello è certamente Augusto Primo, un Metodo Classico Chardonnay in purezza che affina 50 mesi sui lieviti. Gli impianti risalgono al 1988 e sono a pergola semplice trentina, intorno ai 580 metri d’altezza. Questo spumante rappresenta le mie radici, non a caso l’ho chiamato con il nome dei miei nonni». In gamma c’è anche anche Xurfus, un Muller Thurgau Vigneti delle Dolomiti Igt da vigne impiantate nel 1999 e allevate a pergola semplice trentina. Sul versante dei rossi troviamo invece due Cabernet Sauvignon in purezza da vigne del 1985 a Casteller: Underthesky è un Vigneti delle Dolomiti Igt mentre Equinotium è un Trentino Riserva Doc.

Le consulenze con Uva Sapiens

Accanto al progetto aziendale Mattia Filippi presta attività da libero professionista. «Nel 2013 con alcuni soci ho fondato una società di consulenza, Uva Sapiens, e oggi seguiamo circa una quarantina di Cantine. La maggio parte sono in California e in Romania, che a mio avviso sta facendo passi da giganti e crescendo molto in termini di qualità. I nostri progetti non sono delle consulenze classiche. Siamo molto legati al tema della sostenibilità ambientale e dell’innovazione. Collaboriamo attivamente con professori e facoltà universitarie e cerchiamo di dare vita a vini capaci di durare nel tempo. La longevità per me è la caratteristica più importante per distinguere un grande vino».

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