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Soldi per la ricerca dall’Unione Italiana Vini

9 Dicembre 2013 Elena Erlicher
Una boccata d’ossigeno per la nostra ricerca viticola. In arrivo per istituti di ricerca e università italiani ci saranno finanziamenti da parte delle aziende dell’Unione Italiana Vini, oltre a possibili contributi delle istituzioni, come Ministero per le Politiche agricole, Unione Europea e anche Regione. Inoltre, sempre da parte delle istituzioni, c’è la volontà di costituire un “polo vitivinicolo” che coinvolga ricercatori e filiera produttiva, per creare una rete di competenze e dare, attraverso puntuali analisi strategiche e di mercato, indicazioni di budget per la ricerca, al fine di una seria programmazione di finanziamenti. È quanto è emerso durante il convegno per i “90 anni di vita dell’Isv/CRA-Vit di Conegliano (1923-2013): l’evoluzione e le prospettive dell’ampelografia e del miglioramento genetico, della difesa e del legame vino-territorio”, che si è svolto venerdì 6 dicembre a Susegana (Treviso). UN PROGETTO COMUNE CHE AUMENTA COMPETITIVITÀ E PRODUTTIVITÀ - «Fare ricerca favorisce l’innovazione e lo sviluppo», ha dichiarato Domenico Zonin, presidente dell’UIV, «e rende le nostre aziende più competitive sul mercato. La sostenibilità deve essere il traguardo verso il quale il vino italiano deve tendere. Il nostro progetto è quello di organizzare un comitato di ricerca che coinvolga aziende, istituti e università italiane. Nell’ambito del comitato, ogni ente dovrà specializzarsi in un campo particolare e noi come aziende daremo alla ricerca i temi da approfondire e contribuiremo finanziariamente. Solo così può funzionare». «Intervenire nel settore finanziariamente è fondamentale per la produttività del Paese», ha detto Franco Manzato, assessore all’Agricoltura Regione Veneto, «nella ricerca bisogna imparare a muoversi con velocità per adeguarsi alle richieste di mercato e ai cambiamenti climatici. Per questo bisogna cooperare e coordinarsi con tutti i soggetti interessati». RISULTATI ACCESSIBILI - Da parte sua il CRA-Vit fa sapere che si sta impegnando per diminuire i costi di accesso alle tecnologie innovative messe a punto dall’ente. «Questo permetterà a breve, per esempio, di poter avere un’agricoltura sempre più di precisione, con una gestione del vigneto basata su indici genetici e non più fisiologici», ha spiegato il direttore Luigi Bavaresco, durante il workshop finale sui risultati del Progetto Vigneto finanziato dal Mipaaf, che si è svolto il 5 dicembre sempre a Susegana.

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