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Franciacorta: Joska Biondelli presenta il suo Satèn

1 Ottobre 2013 Jessica Bordoni
Dopo l’anteprima assoluta a VinoVip Cortina, lo scorso luglio, il Satèn Franciacorta Biondelli fa il suo debutto ufficiale in occasione del Festival di Franciacorta. UNA SERATA IN ONORE DEL SATÈN - Sabato 28 settembre, il giovane titolare Joska Biondelli ha invitato giornalisti, operatori e amici nella Cantina di Cazzago San Martino per un evento interamente dedicato alla sua seconda bollicina, che segue l’uscita della versione base Franciacorta Brut (stappata nel dicembre 2012 al Circolo del Teatro di Brescia, leggi il post). LA CONSULENZA DI LUCA GARDINI - Ad affiancarlo durante la presentazione c’erano il padre Carlo Ottavio, che lo ha supportato nella scelta di passare da semplice conferitore d’uva a produttore, e il sommelier campione del mondo 2010 Luca Gardini, che ha contribuito alla messa a punto del Satèn dialogando con lo stesso Joska, l’enologo Cesare Ferrari e tutto lo staff aziendale. BIONDELLI E GARDINI, COPPIA VINCENTE - «Ho conosciuto Joska a una cena alcuni mesi fa, ho avuto modo di bere il suo Brut e mi sono subito innamorato tanto del vino quanto della persona», racconta con la verve spumeggiante che lo contraddistingue il sommelier Luca Gardini. «Sono sicuro delle notevoli potenzialità del marchio Biondelli nel mondo del Franciacorta. Insieme io e Joska faremo dei prodotti di assoluta qualità capaci di raggiungere il grande pubblico, a cominciare da questa etichetta».«Luca è si è unito a noi di recente e con una passione che semplicemente ci lusinga», gli fa eco Biondelli. «La sfida è quella di crescere insieme, e tra l’altro noi due siamo coetanei, abbiamo la stessa età».  LA STRANEZZA DI UN SATÈN… PAS DOSÉ - Come precisato dal suo produttore, il Satèn Biondelli “nasce in vigna” dalla rigorosa selezione di uve Chardonnay provenienti dai 10 ettari di proprietà, attualmente in regime di conversione biologica. La particolarità di queste bollicine sta nella scelta di proporre un prodotto pas dosé, caso più unico che raro per un Satèn. Ne risulta uno spumante secco ma elegante, dove l’acidità e la sapidità sono ben bilanciate, con un perlage cremoso e una buona morbidezza. Le bottiglie prodotte sono in tutto 7 mila, e il prezzo di vendita al pubblico si aggira sui 17 euro.

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