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Alba, inaugurato il 68° Congresso Assoenologi

5 Luglio 2013 Civiltà del bere
«In presenza di una difficile e perdurante situazione di crisi, i positivi risultati sono frutti di una volontà tenace, che è voluta rimanere attaccata alla terra e con i piedi per terra, ma con lo sguardo rivolto oltre. Il vino è un emblema di quelle tradizioni di storia e cultura e di lavoro che fanno grande l’Italia, è l’emblema delle diversità e dell’unità di cui abbiamo bisogno. Qui sta la forza del nostro Paese». Questo il messaggio che il presidente Giorgio Napolitano ha voluto dedicare all'apertura del 68° Congresso Assoenologi, inaugurato ieri sera ad Alba, nel cuore delle Langhe. Una viva testimonianza del ruolo chiave che il settore vitivinicolo riveste nella nostra economia, fra i prodotti simbolo del made in Italy. INNOVAZIONE: LA SFIDA NECESSARIA - Non teme la crisi, quindi, il vino italiano? Il comparto export sta dando ottimi segnali nel 2013. La storia enologica del Paese ha le spalle larghe ("Cinquant’anni di Doc: il territorio, il vino e l’enologo" è il tema generale di questo vertice), ma l'innovazione rappresenta oggi una sfida necessaria. «Tecnologia, scienza, ricerca e sperimentazione sono i nostri campi. In questo nessuno meglio dell’enologo può accedere a risultati significativi e indispensabili. Sono leve che hanno permesso a intere regioni di realizzare il rinascimento vitivinicolo, raggiungendo livelli qualitativi e di immagine che sino a poco tempo fa erano di pertinenza della sola Toscana e del Piemonte» ha ricordato Riccardo Cotarella, neopresidente di Assoenologi: un messaggio che questa antica e autorevole organizzazione di categoria, fondata 122 anni fa, non ha mai mancato di trasmettere.

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