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Napa Valley: reimpianteremo il 15% dei vigneti

21 Giugno 2013 Jessica Bordoni
Tempo di reimpianti in Napa Valley: secondo le stime della Napa Valley Grapegrowers (l’associazione che riunisce la maggior parte dei viticoltori della zona) riportate dal sito Decanter.com, circa il 15% del territorio che compone il celebre distretto vinicolo californiano (18.500 ettari complessivi circa) sarà sottoposto a interventi di replanting nei prossimi 5-6 anni. Nessun incremento di superficie destinata alla vigna, quindi, ma la sostituzione dei tre ventesimi delle viti, pari a oltre di 2.700 ettari. LA PAROLA AL DIRETTORE DELLA NAPA VALLEY GRAPEGROWNERS - Jennifer Putnam, direttore esecutivo dell’associazione, spiega che tra le cause principali che stanno portando ai reimpianti c’è l’utilizzo diffuso, negli ultimi 20 anni,  di una tipologia di portainnesti della UC Davis, che si sono rivelati non resistenti alla fillossera. «Questa è un’opportunità per l’area di Napa», sostiene la Putnam, «che ci consentirà di rivalutare e riconsiderare quanto è stato piantato. Il paesaggio potrebbe essere molto diverso fra 15 anni. Un raccolto 2012 abbondante sta dando ai viticoltori l’ottimismo e prima ancora il cash flow per dedicarsi a questo necessario provvedimento». LA MALATTIA DALLA MACCHIA ROSSA - Interessante anche il parere di Michael Monette dei Vivai Sunridge, tra i maggiori fornitori della regione, che sostiene come negli ultimi 14 anni la domanda di nuove piante sia cresciuta a dismisura, anche a causa della scoperta di un virus chiamato “red blotch disease”, malattia dalla macchia rossa, che abbassa i livelli di zucchero nelle varietà a bacca scura. MAGGIORE ATTENZIONE AL TERRITORIO - Mentre Andy Beckstoffer, tra i marchi big della Napa Valley, precisa: «Le cose sono cambiate rispetto alle due precedenti ondate di impianto, negli anni Settanta e poi Novanta. All’epoca guardavamo all’Europa, con tralicci verticali dalla spaziatura stretta; oggi abbiamo capito che la nostra realtà è assai diversa da quella di Bordeaux e dobbiamo avere più attenzione al territorio, senza copiare quanto fatto altrove».

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