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Château Changyu, il vino cinese “si insedia” in Inghilterra

25 Marzo 2013 Anna Rainoldi
È ormai assodata la presenza di vino made in China sugli scaffali inglesi. Dopo qualche avvisaglia “esplorativa” – come la vendita temporanea del Cabernet Gernischt di Château Changyu nei lussuosi supermarket Waitrose, lo scorso anno – la società Berry Bros & Rudd apre un canale fisso di distribuzione per quattro etichette della stessa Cantina: Château Changyu Moser XV (39 pound) e gli ice wine Gold, Blue e Black Label (dalla regione del Liaoning, rispettivamente a 19, 35 e 65 pound). LA NUOVA APERTURA ALL’EXPORT - La produzione vinicola cinese, ottava al mondo per volumi, finora si è rivolta al consumo interno, o comunque ha varcato i confini nazionali solo grazie a interventi esterni. Era solo una questione di tempo: oggi Changyu ha segnato la differenza, scegliendo di investire nel mercato internazionale collaborando con società competenti. UNA REALTÀ IN ESPANSIONE - Château Changyu è il primo produttore vinicolo cinese, e si sta espandendo molto rapidamente: nella provincia di Shandong, oltre alla costruzione di un’enorme tenuta (413 ettari) annunciata dalla stampa nazionale lo scorso anno, la Cantina sta ultimando sei Château in join venture con la società francese Castel. Dal punto di vista della qualità produttiva non sono mancati, negli ultimi anni, alcuni riconoscimenti incoraggianti, tra cui un argento ai Decanter World Wine Awards 2011 (per Château Changyu Vidal Ice Wine 2008).

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