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Nicolas Secondé consulente Zonin per la Tenuta Il Bosco in Oltrepò

28 Giugno 2012 Marianna Corte
Era il 1987 quando la famiglia Zonin ha deciso di investire nell’Oltrepò Pavese, acquisendo quella che oggi è la Tenuta il Bosco di Zenevredo (Pavia). Quasi 150 ettari vitati tra i comuni di Zenevredo, Stradella e Bosnasco, oggi danno vita a vini prestigiosi, fedeli alla cultura di questo territorio davvero vocato, ma che non è riuscito a posizionarsi tra le zone di maggior prestigio. Eppure le etichette ci sono e alcune hanno avuto importanti riconoscimenti: basti pensare al loro spumante base, Il Bosco Metodo Classico, che nella versione millesimato 1994 è stato premiato a Vinitaly nel 2000 con la Gran Medaglia d’Oro; uno spumante che ha avuto un’evoluzione eccezionale, mantenendosi integro per il consumatore che ancora oggi lo apprezza. RILANCIARE IL TERRITORIO - Così è l’Oltrepò Pavese, terra di vini che possono sorprendere, se non ci si ferma ai luoghi comuni del consumatore medio che vi associa solo quella Bonarda che non riesce a essere griffe; ma questa non è solo zona di Croatina: qui si coltiva anche e soprattutto Pinot nero, per produrre spumante metodo Charmat e Metodo Classico. Phileo Oltrepò Pavese Doc, Phileo Rosé (metodo Charmat), Oltrenero Cuvée brut Oltrepò Pavese Docg e Oltrenero Cruasé brut Oltrepò Pavese Docg (metodo classico): queste dunque le etichette di punta di Tenuta il Bosco, tutte da Pinot nero in purezza, ciascuna con un’identità, e un posizionamento sul mercato, ben definiti. È su questi prodotti che la famiglia ha deciso di investire, con l’obiettivo di promuovere innanzitutto il territorio, guardando all’esempio della Franciacorta, oggi sinonimo di vini di qualità. Un rilancio dell’immagine dove la qualità dei vini, e in particolare dello spumante, deve diventare il motore trainante. LA CONSULENZA DI NICOLAS SECONDÉ - Per questa operazione Zonin ha scelto di avvalersi del contributo di un importante consulente francese, Nicolas Secondé, alsaziano tra i massimi esperti di spumante. Ecco allora che dopo il professor Denis Dubourdieu che ha portato alla nascita di due cru di eccellenza - Rocca di Montemassi, blend bordolese dell’omonima tenuta maremmana, e Aquilis, cru di Sauvignon della Tenuta Ca’ Bolani in Friuli - da quest’anno Nicolas Secondé raccoglie la sfida e diventa consulente nella Tenuta Il Bosco, sia per il metodo Charmat sia per la produzione metodo Classico. IL COMMENTO DEL VICEPRESIDENTE - Domenico Zonin, vicepresidente con delega alla supervisione tecnico-produttiva della Casa, spiega la scelta di avvalersi della consulenza di Secondé: «puntiamo ad avere un sistema moderno e rapido per esaltare le peculiarità del territorio e correggerne i tratti meno favorevoli alla realizzazione di quel tipo di vino», ha raccontato a Civiltà del bere in anteprima, «per noi è una grande opportunità, anche per valorizzare il potenziale altissimo e la vocazione spumantistica dell’Oltrepo Pavese». IL RESPONSO FRA QUATTRO ANNI - Un sistema moderno, dunque, per gli assemblaggi, i cui risultati si potranno valutare solo fra quattro anni: una sfida per Secondé, che dovrà riuscire a rafforzare il posizionamento qualitativo di questi spumanti, senza però cedere alla tentazione di produrre champagne. D’altra parte, il rispetto della cultura e del terroir è ormai un must e quindi si può star certi che Nicolas Secondé, affascinato dall’Oltrepò perché gli ricorda l’Alsazia, come ci ha confessato, riuscirà a mantenere nei vini quei tratti secchi e duri, così differenti da quelli morbidi, grassi e rotondi tipici dei vini dei cugini d’oltralpe.

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