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Emilio Pedron commentando i dati Nielsen sul mercato americano: “Stiamo perdendo il treno del Pinot grigio”

20 Luglio 2011 Monica Sommacampagna
L’Italia sta perdendo il treno del Pinot grigio. Lo ha dichiarato con rammarico Emilio Pedron, ex amministratore delegato del Gruppo Italiano Vini, oggi consigliere e presidente del Consorzio di Tutela Vini Valpolicella, commentando le vendite di questo vino bianco secondo i dati Nielsen USA Food and Liquor che rappresentano circa il 40% del mercato totale e si riferiscono all’anno terminante a maggio 2011. “Rispetto a dieci anni fa, quando il Pinot grigio importato negli Stati Uniti era tutto italiano, oggi solo il 44% proviene dal nostro Paese, abbiamo perso una grande occasione…”.  La visione di Pedron va rapportata a uno dei due ambiti in cui il vino bianco viene commercializzato: alla distribuzione moderna (off premise) registrata, appunto, dai dati Nielsen. “Oggi l’Italia commercializza Pinot grigio per una quota a volume di 338,9 milioni di dollari (+4% all’anno precedente) ma gli Stati Uniti hanno raggiunto i 258,2 con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente” commenta Susy Pozzi, marketing director del Gruppo Italiano Vini. Gli americani e, ha precisato Pedron, in particolare i californiani, hanno intuito prontamente le potenzialità di questo vitigno che giudica come quello “a maggior tasso di crescita nel mondo dopo lo Chardonnay e che oggi viene impiantato in zone del mondo con regole di coltivazione meno rigorose di quelle italiane”. Ma è lo stile italiano ad aver colpito gli Stati Uniti e i competitor americani o stranieri stanno cavalcando l’onda di Pinot grigio “non troppo dolci, non troppo alcolici, non troppo profumati, insomma, che si reggono sulla negazione di aspetti troppo marcati e puntano invece su una sorta di “delicatezza” gustativa” ci dice Susy Pozzi. Va ricordato naturalmente che un ulteriore importante ambito di mercato per il Pinot grigio oltre a quello della distribuzione moderna monitorato da Nielsen è costituito dal canale Horeca, che include anche il consumo a bicchiere: qui il bianco italiano si confronta in termini positivi per la sua freschezza e per i profumi discreti con altri competitor come gli Chardonnay e i vini neozelandesi. Attendiamo le stime da altre aziende leader per completare il quadro….  

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