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Chardonnay e Traminer, il primo vigneto di Cortina d’Ampezzo

13 Maggio 2011 Andrea Gabbrielli
L’innalzamento delle temperature medie sta rendendo possibile la viticultura in località e ad altitudini impensabili sino a qualche anno fa. Ora è la volta di Cortina d’Ampezzo dove l’enologo Federico Menardi insieme al collega Fabrizio Zardini, entrambi d’origine ampezzane, stanno per impiantare un vigneto a 1300 metri d’altezza. L’appezzamento di 4500 metri quadri  è alle pendici del monte Pomagagnon (2.178 metri), il massiccio montuoso della catena delle Dolomiti orientali situato a nord di Cortina d’Ampezzo e a nord-est di San Vito di Cadore. Il terreno è stato messo a disposizione dalle Regole d’Ampezzo, ordinamento dalle antiche origini che stabilisce le modalità di gestione delle proprietà collettive della popolazione. Dopo aver effettuato le analisi del terreno e dopo aver arato, hanno deciso di impiantare, in collaborazione con il Centro ricerca dei Vivai cooperativi di Rauscedo e dell’Università di Udine, barbatelle di Chardonnay e probabilmente di Traminer per dare vita al primo vino di Cortina. In Val d’Aosta, in Alto Adige e sull’Etna già da molti anni sono produttivi vigneti ad oltre 1100 metri d’altezza.

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