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Sette nuovi cloni a “marchio” Isma-Avit

6 Aprile 2011 Jessica Bordoni
Sette cloni per cinque vitigni. Il ministero delle Politiche agricole e forestali ha riconosciuto sette nuovi cloni di vite, messi a punto dal gruppo di ricerca della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige in partnership con l’Associazione vivaisti viticoli trentini. I cloni, che portano appunto il marchio congiunto Isma-Avit e costituiscono il primo importante successo della collaborazione tra i due enti, coinvolgono le varietà Pinot grigio (Isma-Avit 513), Traminer aromatico (904 e 920R), Teroldego Rotaliano (155), Rebo (583 e 590) e Goldtraminer (3001), quest’ultimo per la produzione di vini da vendemmia tardiva. Le sette “novità vegetali” saranno inserite nel Registro nazionale delle varietà di vite e le gemme e le barbatelle innestate da queste selezioni (scelte all’interno di vigneti preferenziali nel corso degli ultimi due decenni) saranno presto disponibili sul mercato vivaistico, consentendo maggiori produzioni, miglioramenti qualitativi e minor propensione al marciume del grappolo.

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