Riserva, Rosé, Noir Nature e Millesimato: una collezione di quattro spumanti della storica Cantina trentina, che esprimono le diverse sfaccettature dei vigneti d’alta quota in Valle di Cembra. Le montagne condizionano il microclima garantendo una lenta maturazione delle uve, che regala complessità aromatica
Fondata nel 1974 sulle orme di un passato vitivinicolo nobiliare risalente al XVII secolo, Cesarini Sforza è una delle Cantine più rinomate del Trentino e custode e ambasciatrice fedele dell’arte spumantistica italiana. La filosofia produttiva si basa su una progettualità concreta, che parte dall’esaltazione dei migliori vigneti e terroir per creare uno stile di bollicine Trentodoc raffinate e armoniche.
Le punte di diamante della produzione
«Il vertice qualitativo è rappresentato dalla Riserva Aquila Reale», spiega Andrea Buccella, enologo e responsabile della produzione. «È nata nel 1986 e nel 2001 è diventata un cru vero e proprio, accentuando le sue caratteristiche di esclusività che prevedono oltre 90 mesi di affinamento sui lieviti». L’altra punta di diamante è la collezione 1673. Quattro Trentodoc capaci di esprimere le diverse sfaccettature dei vigneti tra i 450 e i 670 metri di altezza situati in Valle di Cembra, una zona ad altissima vocazione dove Cesarini Sforza è riuscita ad assicurarsi alcuni tra i migliori appezzamenti.
Spumanti di montagna
«La presenza delle montagne condiziona fortemente il microclima garantendo ottime escursioni termiche», precisa l’enologo. «La lenta maturazione dei grappoli regala una speciale complessità aromatica, con un’acidità che è funzionale per la longevità. Dopo un’accurata selezione, la pressatura soffice delle uve intere avviene nel torchio verticale Marmonier, seguita dalla decantazione statica dei mosti e dalla cura quasi maniacale in ogni fase di produzione». Il 1673 Riserva, il Rosé e il Noir Nature sono Chardonnay o Pinot nero in purezza, mentre l’ultimo nato, il Millesimato, che oggi esce con la vendemmia 2021, è una cuvée ottenuta dall’incontro tra le due uve.
Le ultime annate della linea 1673: Riserva 2018, Rosé 2017
In particolare il 1673 Riserva 2018 è uno Chardonnay che affina oltre 70 mesi sui lieviti, donando una bollicina dal bouquet fine e fruttato, con una bocca sapida e ricca, dalla mineralità persistente. Il 1673 Rosé 2017 ammalia allo sguardo con il suo color rosa antico delicato e il perlage finissimo. La permanenza sui lieviti è di 60 mesi, il naso ha note di di frutti di bosco e il palato è pieno, con richiami di rosa canina, ciliegia matura e marzapane.
Noir Nature 2018 e Millesimato 2021
Il Trentodoc “in black” è rappresentato dal 1673 Noir Nature 2018, che esalta l’essenza del Pinot nero anche grazie a una sosta di 48 mesi sui lieviti. Nel calice si assapora uno spumante grintoso, dall’intrigante sapidità e con richiami speziati di pepe e orzo. E per finire il 1673 Millesimato 2021, un Brut sofisticato che affina per 36 mesi sui lieviti in cui lo Chardonnay dona carica aromatica e finezza, mentre il Pinot nero offre corpo e struttura.