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Barolo 2022 e Barbaresco 2023: calore ed eleganza

20 Febbraio, 2026 Alessandro Torcoli Piemonte
Barolo 2022 e Barbaresco 2023: calore ed eleganza
Entrambe le annate sono state calde e siccitose. La 2022 ha dato vini dal frutto più maturo, la 2023 si è distinta per eleganza © D. Dutto - Archivio Ente Turismo Alba, Bra, Langhe e Roero

A Grandi Langhe, l’evento dedicato ai vini piemontesi, ci siamo soffermati su Barolo e Barbaresco, per comprendere l’espressione di due annate diversamente calde. L’apertura alle principali denominazioni regionali richiede al visitatore di partecipare ad entrambe le giornate. Successo di pubblico, a tratti fin troppo

Abbiamo partecipato alla 10a edizione di Grandi Langhe e il Piemonte del Vino, l’evento dedicato ai grandi vini regionali, organizzato dal Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, che si è svolto a Torino lunedì 26 e martedì 27 gennaio 2026 negli spazi delle OGR (Officine Grandi Riparazioni), architettura affascinante di fine Ottocento, dove si ripristinavano locomotive e vagoni.

Successo e due criticità

A questa tornata della manifestazione si sono registrati oltre 6.500 operatori e questo è un successo, ma anche una criticità: lunedì, giorno che avevamo scelto anche noi per la visita, la calca era tale che era difficoltoso assaggiare ai banchi dei produttori, pur presenti in gran numero personalmente, con 515 Cantine che hanno portato in degustazione una rappresentanza articolata di tutto il patrimonio vitivinicolo piemontese con oltre 3.000 etichette. E questa è una seconda criticità, poiché la scelta non era solo troppo ampia – evidenza che potrebbe avere anche un lato positivo naturalmente, soddisfacendo diverse necessità – ma anche straordinariamente eterogenea. Quello che era “Grandi Langhe” ora che è anche “il Piemonte del vino”, e l’evento si è trasformato in una piccola fiera del vino regionale, d’altra parte con eccellenti espositori; accanto ai fuoriclasse di Barolo e Barbaresco, in prima linea si trovano dal Dolcetto al Timorasso, dall’Alta Langa al Ruché.

L’organizzazione fin dall’ingresso

Ripetiamo: vi è un risvolto positivo in tanta scelta, purché si partecipi con le idee chiare e, magari, prevedendo di trascorrere a Torino più di un giorno. In ogni modo, la grande affluenza è stata gestita perfettamente dall’organizzazione, tutto scorreva – a parte gli ingorghi a certi banchi – con una curiosità, a favore dei cosiddetti boomer, gli amanti della cara vecchia carta: all’ingresso vi era una certa fila, alla quale dovevano accodarsi coloro che viaggiavano con il solo biglietto elettronico nello smartphone, mente i visitatori che presentavano l’accredito o il biglietto stampato entravano diretti. Ma sono dettagli.

Le degustazioni assistite

Per chi non è avvezzo a questi eventi, o alle “anteprime” in generale, è consuetudine riservare alla stampa uno spazio per la degustazione assistita al tavolo e così è stato anche a Grandi Langhe. Noi ne abbiamo approfittato, ma ci siamo concentrati solo sui Barolo e Barbaresco al debutto, che erano comunque rispettivamente 183 e 100.

A Grandi Langhe erano presenti 6.500 operatori

Il connubio tra identità e personalità

Veniamo dunque alle impressioni sulle ultime annate in commercio di Barolo (2022) e di Barbaresco (2023). Decine di assaggi e il confronto con i colleghi ci hanno portato ad alcune considerazioni, per quanto stia diventando sempre più difficile trovare profonde differenze tra i millesimi, se non si verificano estremi di stagioni dannatamente piovose e fredde. Come noto, è anche sempre più difficile trovare vini pessimi, figuriamoci a questi livelli. Per cui le nostre valutazioni, come le selezioni che proponiamo, sono sempre giocate sui dettagli, sulla ricerca di una piena soddisfazione anche soggettiva. Piuttosto, si cerca di incrociare un’ideale espressione tra stagione, luogo e mano del produttore, un’identità territoriale forte unita alla personalità del vigneron.

L’annata 2022 di Barolo in breve

Comunque, nel Barolo, l’annata 2022 ricorda la 2020: di quelle buone, dal frutto maturo, ma senza note di surmaturazione, se non in rari casi, grazie al fatto che ormai i produttori sanno gestire il cambiamento climatico. È stata difatti una stagione calda e siccitosa, durante la quale le viti hanno dimostrato resilienza, ma con rese quantitative sotto la media e notevole concentrazione dei tannini. Precoce, la vendemmia è cominciata a metà settembre.

L’annata 2023 di Barbaresco in breve

Per quanto riguarda il Barbaresco 2023, in generale abbiamo trovato pienezza ed eleganza, con note di radice o agrumi, vini dal sorso dinamico, cioè vario e cangiante nel calice. L’annata è stata calda, siccitosa, ma con una pioggia ristoratrice a fine agosto e un settembre sempre caldo, ma con notti più fresche a fine mese che hanno giovato allo sviluppo dei precursori aromatici. Produzione ridotta anche in questo caso, ma con equilibrio organolettico. La raccolta è avvenuta mediamente ai primi di ottobre.

I nostri 20 preferiti

Coadiuvati al servizio dall’ottimo sommelier Amedeo Galleano di Fossano (Cuneo) abbiamo assaggiato 84 vini, principalmente delle nuove annate, con qualche Riserva, tra quelle che stanno debuttando sul mercato in questi mesi. Di seguito la nostra selezione, chiaramente personale, guidata da principi di bevibilità, dove il tannino doveva essere elegante, levigato e il sorso fresco, goloso. Non amiamo in genere eccessive note di frutta cotta, men che meno, di fiori secchi.

Olek Bondonio

Barbaresco Starderi Docg 2023

Rubino scarico ma luminoso, naso intenso e complesso, con note fresche e balsamiche, abbondanza di frutti rossi. Al palato esprime persistenza, un tannino maturo e smussato, finale lungo.


Rosso
Rosso

Giuseppe Cortese

Barbaresco Rabaja Docg 2023

Colore rubino brillante, naso intenso e solare, composta di ribes, note di melograno e viola caramellata. Ha volume, con tannino vibrante, freschezza che mantiene l’equilibrio col calore del vino, energia con la giusta maturità del frutto, persistente.


Rosso
Rosso

Fratelli Grasso

Barbaresco Vallegrande Docg 2023

Al naso offre intriganti note scure, un tono iodato, mazzo di erbe fini in uno stile “natural wine” educato, con piacevole tocco di gesso e agrumi. Voluminoso, con freschezza e ricordi di sottobosco. Gioca meno sul frutto e più di profondità, con evoluzione un poco avanzata.


Rosso
Rosso

Figli Luigi Oddero

Barbaresco Rombone Docg 2023

Rubino chiaro brillante, etereo ma elegante, con profumo di frutti rossi, susina, caco, arancia. Bel palato, vibrante, con tannino di presa ma gentile. Vino fresco, agrumato, con chiusura precisa e astringente, giusto pensando alla tavola.


Rosso
Rosso

Dante Rivetti

Etichetta Storica, Barbaresco Bricco di Neive Docg 2016

Il rubino comincia a prendere toni aranciati tipici. Che dire? Il tempo e l’annata favolosa aiutano: naso affascinante, classico di piccoli frutti rossi, fiori delicati, accenni di sottobosco. In bocca è persistente, con tocco di china. Concentrato e fresco, ancora scalpitante, con retrogusto medicale, di fiori e muschio.


Rosso
Rosso

Taverna

Senteùndes, Barbaresco Cottà Docg 2023

Rosso rubino trasparente, profumo educato di erbe, sottobosco, vernice. L’ingresso al palato esalta il frutto rosso, al quale segue una piacevole sensazione marina. È profondo, lungo, severo ma preciso il finale.


Rosso
Rosso

Bera

Barbaresco Rabaja Riserva Docg 2017

Unghia mattonata. viola caramellata, lampone disidratato, iodio. Bella stoffa, tannino elegante, buona freschezza, persistenza e molta sapidità.


Rosso
Rosso

Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy

Gaiun, Barbaresco Martinenga Riserva Docg 2021

Dal rosso vivacemente mattonato del colore si passa a un bouquet tipico ed elegante, arioso, che varia dai frutti rossi (lampone) alle lievi tostature; in bocca il tannino è fermo, ma garbato e persistente.


Rosso
Rosso

Giuseppe Cortese

Barbaresco Rabaja Riserva Docg 2019

Ancora una volta ricordiamo: gli anni di bottiglia siano benedetti ed è evidente lo stacco rispetto ai “giovani”, con entusiasmo dei sensi. Ha ancora un color rubino brillante, al naso è concentrato e intenso, preciso, con nota di radice. Quasi perfetto: ha concentrazione, frutto, minerale, tannino vibrante e freschezza.


Rosso
Rosso

Ugo Lequio

Barbaresco Gallina Riserva Docg 2021

Complesso ampio sottomarino, felce, viola, balsamico. Gentile, fresco, profondo, tannino abbondante ma morbido, persistente


Rosso
Rosso

Castello di Verduno

Barolo Massara Docg 2022

Rubino scarico con tocco aranciato, il profumo è intenso e ampio, con bouquet di fiori, iodio, mirtilli, felce. Il sapore è maturo, caldo, pieno e profondo.


Rosso
Rosso

Chionetti

Vigna Pianpolvere, Barolo Bussia Docg 2022

Un superbo bouquet che varia dal frutto rosso e nero al pepe al gesso. In bocca fresco ed elegante, con tannini piacevolmente pungenti, leggiadria e persistenza.


Rosso
Rosso

Ghëddo

Barolo Docg 2022

Il profumo è ampio e intrigante, con note di erbe mediterranee, frutti rossi, gesso, rosa. Goloso, dal frutto concentrato e intenso, persistente, con tannino deciso e vibrante e ottima acidità che allunga il sorso.


Rosso
Rosso

Bruna Grimaldi

Camilla, Barolo Docg 2022

Rosso rubino trasparente, ancora vivace, il bouquet esprime erbe aromatiche, violetta candita, con intensità e complessità. In bocca è ampio, morbido e accattivante con finale persistente.


Rosso
Rosso

Figli Luigi Oddero

Barolo Docg 2022

Rubino scarico ancora molto integro, il profumo è delicato, di viola, frutto rosso. Avvolgente al palato, gentile, fino all’emergere dei tannini, che sono severi, ma piccanti e piacevoli.


Rosso
Rosso

Mario Olivero

Barolo del Comune di La Morra Docg 2022

Rubino brillante e chiaro, il naso è avvincente con profumo di finocchietto, erbe aromatiche, frutti rossi, viola e finale dai ricordi marini. Il sorso è avvolgente, dal tannino aperto e morbido.


Rosso
Rosso

Pio Cesare

Barolo Ornato Docg 2022

Rubino chiaro ma compatto e brillante, anticipa un naso elegante, preciso con dote di erbe aromatiche e piccoli frutti anche scuri, ma vibranti. In bocca grande stoffa, spessa ed elegante.


Rosso
Rosso

Virna

Barolo Brunate Docg 2022

Dal colore rubino diafano e ammaliante al profumo di frutti rossi, intenso e profondo, con accompagnamento di erbe. In bocca il frutto è elegante, con tannino educato, ottima acidità e persistenza gustativa.


Rosso
Rosso

Livia Fontana

Barolo Bussia Riserva Docg 2020

Classico, elegante con frutti rossi, fiori (rosa e viola), al palato è pieno, succoso, maturo, dal tannino rotondo e di notevole persistenza.


Rosso
Rosso

Giovanni Manzone

Cento Anni, Barolo Riserva Docg 2009

Il vino più invecchiato presentato all’evento ha un colore ancora brillante, con unghia leggermente aranciata. Il profumo è ampio e intrigante con radice e sottobosco come piacevoli segni del tempo. Il sapore tende all’umani: sapido, ma ancora integro senza cedimenti ossidativi.


Rosso
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