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Senza Meja, associazione di amici e vignaioli “senza confini”

20 Gennaio 2026 Anita Franzon
Senza Meja, associazione di amici e vignaioli “senza confini”
L’associazione Senza Meja riunisce 25 vignaioli italiani e sloveni, tutti giovani tra i 20 e i 30 anni

Più che di un insieme di aziende tra Italia e Slovenia, si tratta di un incontro di 25 giovani produttori che condividono gli stessi principi biologici, biodinamici ed etici. Ne fanno parte nomi storici, come Gravner e Radikon, ma anche nuove realtà emergenti da Collio, Brda, Carso e Colli Orientali

Nata nella primavera del 2025, Senza Meja è l’espressione di un folto gruppo di giovani produttori di vino attivi lungo il confine italo-sloveno. Si tratta di un’associazione transfrontaliera, che già nel nome ha una dichiarazione d’intenti: all’italiano “senza” è infatti accostato lo sloveno “meja” (si pronuncia meia), ovvero una linea di separazione tra i Paesi.
«L’obiettivo è non avere confine, perché reputiamo che sia solo una linea tracciata su una mappa», afferma Peter Radovic, vignaiolo che lavora sulle terre strette e ventose del Carso, tra i soci e promotori di Senza Meja.

Progetto solido, basato sulla reciproca fiducia

«È prima di tutto un’associazione di individui, non di Cantine», spiega Radovic, sottolineando come alla base di Senza Meja ci sia la volontà di fare squadra. «Non è una questione di business, ma un incontro di amici che condividono gli stessi principi. Si può fare associazione anche tra aziende se c’è un interesse comune, ma se sul lungo periodo vengono a mancare la coesione e la sintonia tra le persone, l’unione si sgretola». Per questo motivo Radovic mette al centro il fattore umano ribadendo l’importanza dell’amicizia e, di conseguenza, della fiducia reciproca come elementi fondamentali per costruire un progetto solido, duraturo e autentico.

Giovane età e scelte etiche accomunano i soci

Senza Meja è un’associazione aperta, ma tra i requisiti che accomunano i vignaioli che ne fanno parte c’è l’adesione ai metodi dell’agricoltura biologica o biodinamica e alla produzione di vini di qualità da fermentazioni spontanee. «Sono i punti fermi da cui siamo partiti e che indicavano la mancanza di un ente che ci rappresentasse sotto questo aspetto», spiega ancora Peter Radovic. A questi si aggiunge un ulteriore elemento di coesione: l’età. «Siamo tutti giovani tra i 20 e i 30 anni, perché tra ragazzi e ragazze della stessa generazione è più facile creare unione». Ciò non significa, però, che all’interno del gruppo ci siano solo Cantine giovani. Tra i soci figurano anche realtà storiche e simbolo del territorio come Gravner, Radikon e Movia, rappresentate da un membro giovane della famiglia.

Il confronto come necessità

Non da ultimo, tra i nobili motivi che hanno portato alla nascita di Senza Meja c’è la volontà di creare spazi di confronto con chi ha più vendemmie alle spalle, oltre al desiderio di coordinare attività e iniziative legate al mondo del vino. L’associazione si occupa infatti di promozione del territorio, organizzazione di eventi e manifestazioni, ma anche di formazione e aggiornamento dei soci, coinvolgendo esperti del settore e collaborando con altri enti e associazioni.
«Abbiamo scelto di creare Senza Meja anche perché sentivamo la necessità di confrontarci», racconta Radovic. «Così abbiamo organizzato momenti di dialogo e convivialità, ma anche di formazione per migliorare il nostro prodotto finale, incontri formativi con agronomi ed enologi e viaggi per scoprire altre regioni vinicole e produttori».

Senza Meja
L’enoteca pop-up di Gorizia dove si possono assaggiare e acquistare i vini dei produttori di Senza Meja

L’enoteca pop-up

Infine, è nata l’idea di un pop-up store, ovvero di un’enoteca a Gorizia con aperture limitate a un paio di giorni alla settimana (solitamente il martedì e il venerdì, ma è bene controllare l’account Instagram dell’associazione per gli orari aggiornati), dove trovare in mescita i vini dei produttori di Senza Meja e acquistare le bottiglie a condizioni vantaggiose. Lo spazio ospita, inoltre, eventi, degustazioni e iniziative di promozione del territorio, che nel corso del 2025 hanno contribuito ad animare il calendario di GO!2025 per Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della cultura. Le attività, però, non si fermeranno: sono già previste nuove manifestazioni anche per il 2026.

La storia di 25 produttori in crescita

L’idea di riunire un primo gruppo per degustare tra amici nasce da Ivana Radikon, figlia di Stanko, un riferimento per i vini macerati e a basso contenuto di solforosa. Poi arriva l’intuizione di un altro vignaiolo del Collio, Nikolas Juretic, che propone di andare oltre la degustazione e oltre il confine. Oggi sono 25 i produttori che si confrontano – spesso in due lingue, dato che provengono quasi tutti da famiglie in cui si parla sia sloveno, sia l’italiano – con l’obiettivo di crescere insieme.

Un gruppo vario e dinamico

Attualmente la maggior parte dei soci di Senza Meja proviene dal Collio e da Brda (il Collio sloveno), come Kristian Keber, che produce vini su entrambi i lati del confine. Ma non mancano rappresentanti dei Colli Orientali come Le Due Terre e Stroppolatini e del Carso con un nome di riferimento come Zidarich – vera istituzione del territorio – e lo stesso Radovic, il più giovane viticoltore di prima generazione del Carso. I soci hanno quasi tutti tra i 20 e 30 anni, ma c’è anche chi non è ancora maggiorenne: è il caso dello sloveno Toni Blazič. Si è così creato un gruppo aperto, dinamico e in continua evoluzione, pronto ad accogliere nuovi soci, idee e scambi culturali a partire da pratiche agricole condivise e da una visione mai ostacolata da una linea di confine.

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