I campioni Annata, presentati all’anteprima ilcinese, si distinguono per profumi delicati e gentili. Le Riserve, più calde, non tradiscono le attese. Meno convincenti i Rosso di Montalcino, con espressioni che variano eccessivamente da produttore a produttore
Alla manifestazione Benvenuto Brunello dello scorso novembre abbiamo assaggiato circa 150 campioni di Brunello di Montalcino, annata e riserva, e qualche Rosso di Montalcino, tutti i vini che stanno uscendo ora sul mercato (ne abbiamo parlato qui). Quella che segue è la nostra selezione, il meglio sulla base dei nostri punteggi, tutti vini tra le 4 e le 5 stelle, ossia tra l’ottimo e l’eccezionale. Sono bottiglie fedeli al territorio, per la nostra sensibilità, ma anche espressive delle annate di riferimento: la 2021, come l’abbiamo vista noi, è foriera di profumi gentili, floreali e di frutti freschi, balsamici e iodati con delicatezza, persistenti e raramente opulenti; le Riserve, dell’annata 2020, sono invece più strutturate, come ci si aspetta dalla selezione di uve più mature e dall’obiettivo enologico di invecchiamento. Si presentano con uno stile più caldo e avvolgente.
Rosso di Montalcino in cerca d’identità
Non segnaliamo quest’anno alcun Rosso di Montalcino, perché la proposta era troppo eterogenea (le annate variavano dalla 2022 alla 2024) e soprattutto troppo incerta la stilistica. È un vino che – nel suo complesso di denominazione – sta cercando ancora un suo baricentro, con espressioni che variano eccessivamente da produttore a produttore. In ogni caso, per valore assoluto a prescindere da queste considerazioni, hanno avuto punteggi molto alti il Rosso de La Poderina, di Castiglion del Bosco, di Tricerchi e di Canalicchio di Sopra.
Di seguito pubblichiamo i campioni Annata e, poi, i Riserva, rispettivamente in ordine alfabetico di azienda.
