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Il vino secondo i vecchi rende più bella la vita

28 Aprile 2025 Cesare Pillon
Il vino secondo i vecchi rende più bella la vita
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Ho appena compiuto 94 anni e alla mia età mi sentirei a disagio se mi ponessi in sintonia con il tema monografico del primo numero di Civiltà del bere per scrivere anch’io del vino visto dalla parte dei giovani. Per una volta, perciò, mi schiero dalla parte opposta e scrivo del vino vissuto dalla parte dei vecchi. So che dovrei chiamarli “anziani”, ma diffido del linguaggio politicamente corretto da quando ho visto che, se si va fino in fondo a eliminare tutto ciò che può offendere le minoranze, si può arrivare ad abbattere le statue di Cristoforo Colombo. Visto poi che qui si tratta di vino, mi sono chiesto: chi ha mai sentito parlare di “vino anziano”?

Giovani e vino

Seconda precisazione, non ho definito a caso parte opposta quella dei vecchi: oggi le cifre del consumo dicono che i giovani sono riluttanti a bere vino, ragion per cui bisogna prendere iniziative per convincerli a farlo, mentre per gli attempati l’esigenza è al contrario di impedire che glielo tolgano. Appena il loro assistito arriva a un’età avanzata, infatti, i medici gli impongono di limitarne o di eliminarne il consumo. Ci aveva provato una quindicina di anni fa anche il mio medico, ma era stato costretto a rinunciare perché gli avevo fatto notare che del vino mi occupavo professionalmente, che per farlo dovevo per forza assaggiarlo e che intendevo continuare, senza smettere di berlo a pranzo e a cena. Ma l’ho fatto con sorvegliata moderazione e non ne ho avuto conseguenze negative. Come mai? Nel vino c’è alcol, e l’alcol ha effetti tossici.

Il vino rende la vita più bella

Ma “tutte le sostanze sono tossiche, è la dose a fare il veleno”, sosteneva Paracelso nel XVI secolo. Ci sono sostanze come l’arsenico, che sotto forma di triossido trova impiego come farmaco antitumorale.
Io sono convinto che anche l’alcol, quando diventa vino, se ingerito in quantità limitata, si trasforma in sostanza benefica: non avrà effetti terapeutici, ma dà piacere, provoca emozioni, rende più bella la vita. Perché toglierlo ai vecchi? È una domanda, questa, che rivolgo ai medici, però un avvertimento vorrei anche rivolgerlo ai vecchi: continuino a bere vino, ma solo se è di qualità. Costa di più? È vero, però si trovano ottime bottiglie a un prezzo abbordabile. Se non ce la si fa, è meglio accettare la prescrizione del medico, limitarlo o abolirlo.
Non credo invece sia il caso di raccomandare ai vecchi di ignorare i vini dealcolati: queste bevande ottenute modificando la loro composizione naturale possono incuriosire i giovani, che sono propensi a sperimentare tutto ciò ch’è nuovo, ma sono estranee alla cultura dei vecchi, che invece non amano le novità, soprattutto quando sono inattese e probabilmente inattendibili.

Giovani e vini no-low alcol

Infatti, quand’è stato dato l’annuncio che a Vinitaly sarebbero stati presenti anche i vini no-low alcol (perciò chiamati No-Lo), sono stati diffusi i risultati di un’indagine dell’Istituto Iwsr Drinks Market Analysis in 10 Paesi dove i No-Lo sono già presenti: il loro consumo è destinato ad aumentare dell’8% all’anno, e i protagonisti dell’incremento saranno i giovani tra i 10 e i 30 anni.
La pressione pubblicitaria è, però, tale che ritengo sia il caso di raccomandare ai vecchi di non farsi sedurre dai prodotti alimentari, vino compreso, privi di un componente pericoloso (in certi casi) per la salute. Le cifre dicono infatti che sono molti ad aver adottato cibi senza lattosio, senza fruttosio, senza zuccheri, zero glutine, abbandonando la loro dieta tradizionale non perché tormentati da intolleranza al lattosio, al fruttosio, agli zuccheri, ma perché affetti da ossessione salutistica.

I rischi delle ossessioni salutische

È evidente che, se non si corre il rischio del diabete, un cibo senza zuccheri non è soltanto inutile, è più costoso e meno piacevole. Ma chi adotta uno dei prodotti senza glutine in commercio, pur non essendo affetto da celiachia, nell’erronea convinzione che sia più sano o perché faccia meglio all’intestino sarebbe bene sapesse che questo alimento trasformato e confezionato, riconoscibile dalla spiga barrata sulla confezione, è di solito molto ricco di calorie, grassi saturi e sodio. E perciò, facendo aumentare di peso, predispone a malattie metaboliche e cardiovascolari.
Fortunatamente il vino in versione salutare, con meno zuccheri e additivi, zero pesticidi, non ha trovato molti acquirenti: ai vecchi, io credo, il vino ha reso più vivida l’intelligenza.

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