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“Diamo un taglio alla sete”: dal vino degli enologi sei pozzi d’acqua in Kenya

28 Febbraio 2011 Civiltà del bere
Diamo un taglio alla sete è uno slogan che gioca sul doppio senso della parola taglio, che in Friuli (tai, tajut) significa anche bicchiere di vino. Quindi, un bicchier di vino per contribuire a combattere la carenza d'acqua nel continente africano. Diamo un taglio alla sete è il titolo dell'iniziativa avviata nel 2007 da un gruppo di giovani enologi usciti dall'Istituto agrario di Cividale del Friuli (Marta Aita, Luca Biffi, Paolo Comelli, Andrea Comini, Alessandro D'Orlando, Emanuela Gruer, Mirco Masetti, Federico Mian, Donatella Martincigh, Cristian Paladin, Giovanni Passoni, Cristian Peres, Michele Polencig, Eros Zanini e Stefano Zuiani), rimasti in contatto dopo aver frequentato il corso di studi quinquennale e, nel 1993-94, l'anno di specializzazione ovvero la sesta. E Fuori di sesta hanno chiamato il loro gruppo, con un altro gioco di parole; in friulano “fur di seste” vuol dire anche non essere del tutto... a piombo. Un gruppo che ha mantenuto un sano spirito goliardico, ma che, scherzando, riesce anche ad affrontare problemi seri, anzi drammatici, come quello della sete in Africa. Nel 2007, prima edizione, con lo slogan “Diamo un taglio alla sete” hanno imbottigliato un Tocai Friulano frutto dell'assemblaggio di un “tot” di vino prodotto da ciascuna delle aziende ove i 15 prestano la loro opera. Nel 2008, è stata la volta di un rosso, un Merlot. Nel 2009 è arrivato un uvaggio bianco, chiamato Vitae; nel 2010, è stata la volta del Vitae rosso (1.500 bottiglie, 500 Magnum in astuccio di legno). Tutti vini “non in vendita”, ma protagonisti di una campagna di solidarietà che ha fruttato finora oltre 60 mila euro, messi a disposizione di fratel Dario Laurencig, missionario comboniano originario delle Valli del Natisone – da 34 anni in Africa – che opera in Kenya, nella regione del Turkana. Una cifra che ha consentito la trivellazione di ben sei pozzi, ovvero per altrettanti villaggi la possibilità di accedere a un bene prezioso come l'acqua. Nei giorni scorsi, i “magnifici 12” si sono riuniti per predisporre l'assemblaggio del vino 2011. In base al principio dell'alternanza, sarà di nuovo un Vitae bianco che verrà imbottigliato – come è ormai tradizione – a Nimis (Udine), il prossimo mese di maggio. Per dare, ancora una volta, un “taglio” alla sete. Per ulteriori informazioni: www.diamountaglioallasete.org

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