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Una nuova cantina per Re Manfredi, azienda simbolo del Vulture

Una nuova cantina per Re Manfredi, azienda simbolo del Vulture

L’inaugurazione ufficiale si è tenuta lo scorso 29 luglio alla presenza delle autorità locali. La costruzione include strumentazioni di ultima generazione, un grande caveau per custodire le annate storiche e una barricaia che può ospitare fino a 200 piccole botti.

Dopo tre anni di lavori e a fronte di un investimento di svariati milioni di euro, nelle scorse settimane la nuova cantina della Tenuta Re Manfredi, a Venosa (Potenza) ha finalmente visto la luce. L’inaugurazione ufficiale dei nuovi spazi si è tenuta sabato 29 luglio alla presenza dei giornalisti e delle maggiori autorità locali, tra cui il presidente della Basilicata Vito Bardi, l’assessore all’Agricoltura Alessandro Galella e il sindaco di Venosa Marianna Iovanni.

Una nuova casa per l’Aglianico del Vulture 

Come si legge nella nota stampa del Gruppo Italiano Vini, di cui l’azienda lucana rappresenta uno dei fiori all’occhiello: “L’opera è stata realizzata grazie al contributo della Regione Basilicata che ha creduto fermamente nel progetto affinché l’Aglianico possa raggiungere orizzonti sempre più ampi e affermarsi ai vertici dei vini di pregio internazionali”. Re Manfredi, infatti, è tra le realtà enologiche più importanti e prestigiose della Basilicata.

Le caratteristiche del nuovo impianto tecnologico

Dopo i lavori di scavo, si è passati all’edificazione ex-novo di una struttura unica nel suo genere nel territorio che include una linea di pigiatura con selezione delle uve, nuove presse e vinificatori in legno e acciaio nonché piccoli contenitori che permettono la vinificazione separata delle uve provenienti da vigneti, modus operandi imprescindibile per la Cantina lucana. 
La costruzione vanta anche un caveau sono custodite 1.600 bottiglie di annate storiche a partire dal 1998, l’anno di fondazione della Tenuta. Nella nuova barricaia, interrata a 7 metri di profondità, trovano invece posto circa 200 barrique per l’affinamento dell’Aglianico oltre a contenitori alternativi quali anfore, clayver e contenitori e cisterne in cemento impiegati per sperimentare le diverse tecniche produttive. Ancora, la cantina è dotata di un impianto fotovoltaico per l’autoproduzione di energia solare sostenibile.

La terra e le referenze simbolo 

I vigneti di proprietà si trovano fra i 420 ai 600 metri di altezza, per un totale di circa 100 ettari ai piedi del vulcano dormiente del Vulture. L’Aglianico, vitigno simbolo della Basilicata, viene interpretato in tre versioni; il Taglio del Tralcio, il Re Manfredi e il Vigneto Serpara, un cru dall’omonimo vigneto di 6 ettari nel comune di Maschito. Alla produzione “rossista” si aggiunge l’originale Re Manfredi bianco da Traminer e Müller Thurgau; due varietà decisamente inusuali per la zona, che si sono rivelate particolarmente adatte al microclima, evidenziando come la Basilicata possa essere una terra ancheda bianchi.

Foto di apertura: la nuova cantina di Re Manfredi include anche un caveau e una barricaia interrata a 7 metri di profondità

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