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Paura in Francia per le gelate primaverili

6 Aprile 2022 Anita Franzon

Come in Italia, anche in Francia, con le temperature particolarmente miti delle ultime settimane la vite aveva già iniziato a germogliare. Previste da giorni, pioggia e neve sono, però, cadute a inizio aprile sulle principali regioni vinicole francesi provocando diversi danni, anche se è ancora troppo presto per fare una stima. Alcune aree, anche all’interno delle medesime regioni, sono state più colpite di altre.

Per approfondimenti: Le Figaro, Le Figaro, France 3, La Revue du vin de France, La Revue du vin de France e Vitisphere

Nel 2021 una gelata primaverile nella notte tra il 7 e l’8 aprile devastò molti vigneti d’Oltralpe provocando perdite per circa 2 miliardi di euro. Ma questo fenomeno sembra ripetersi negli anni anche a causa del riscaldamento globale. Le polizze assicurative sono decisamente aumentate di prezzo (fino a +25% rispetto allo scorso anno), costringendo la maggior parte dei vignaioli a rinunciarvi. Questo nonostante in Francia sia stata recentemente introdotta una legge per la gestione dei rischi climatici in agricoltura; nel 2021 solamente il 32% dei terreni agricoli era assicurato. Il gelo è, però, un flagello per i viticoltori, che rischiano di perdere anche l’intero lavoro di un anno nel giro di una sola notte (Le Figaro).

La aree più colpite

Sempre il quotidiano francese Le Figaro descrive come, in Champagne, la situazione sia stata particolarmente critica ad Avize, dove il termometro ha toccato -7° C. Il gelo ha coinvolto le vigne a Chablis, ma più a sud in Borgogna non sembra essere arrivato. Anche nella Valle del Rodano il termometro è sceso per due notti, non non come nel 2021. Sul versante bordolese si è arrivati a -4°C.
«I Merlot della riva destra sono stati particolarmente colpiti», afferma Wilfrid Groizard, direttore generale di Château Latour-Martillac. Sulla riva sinistra, a Pessac-Léognan, le conseguenze del gelo potrebbero essere state più intense e hanno colpito le aree risparmiate lo scorso anno; ma ci vorranno alcuni giorni per avere un’idea del danno. Il sud, in generale, ne è finora uscito praticamente indenne.

Farsi trovare pronti per contrastare il gelo

L’allerta meteo è rimasta attiva per tutto lo scorso fine settimana e i viticoltori francesi hanno vegliato tutta la notte sui loro vigneti. Dopo le gelate primaverili dello scorso anno, le Cantine hanno infatti raddoppiato la vigilanza e attivato i mezzi tradizionali per prevenire ogni rischio (France 3).
«Tutti gli agricoltori erano pronti», ha affermato Christiane Lambert, presidente del sindacato FNSEA. E ha aggiunto: «Molti hanno anticipato spruzzando acqua sulle piante in modo che si formi una sottile pellicola di ghiaccio che consentirà di tenerle a 0°C, protette come in un piccolo igloo» (La Revue du vin de France).

Gli strumenti a disposizione dei viticoltori

Sono diverse le tecniche a cui i viticoltori possono ricorrere per contrastare il gelo improvviso nei vigneti. Tutte però hanno dei limiti: principalmente i costi e l’impatto ambientale. Di fuochi per riscaldare ne occorrono 400 per ettaro al costo di 2.500 euro (sempre a ettaro) per tre notti di protezione. Come già accennato, irrorare d’acqua le viti per creare intorno alle gemme un guscio di ghiaccio protegge fino a -7°C, ma richiede l’installazione di un dispositivo apposito e di una grande quantità d’acqua: «un investimento da circa 8.000 a 14.000 euro per ettaro». Secondo Jérôme Despey, segretario generale della FNSEA e viticoltore, quest’ultima è una tecnologia che si può riservare per vigneti di alto valore. Le torri antigelo sono le più semplici da usare essendo un marchingegno fisso costituito da un pilastro alto una decina di metri e da lame che agitano l’aria inviando calore al suolo; sono efficaci fino a -4°C e solo in assenza di vento, richiedendo un investimento di circa 40.000 euro per 5 ettari. Infine, si può richiedere l’aiuto di un elicottero di soccorso al costo di circa 7.500 euro per 25 ettari; se le condizioni meteo e di visibilità lo permettono, i proprietari di Grand Cru spesso ricorrono a questa soluzione (La Revue du vin de France).

Lampade antigelo controllate da un’applicazione

Un’azienda sta ora sviluppando un’applicazione per smartphone che consentirà di monitorare e controllare a distanza l’attività di apposite lampade antigelo, ma questa tecnologia dal nome “Wine Protect” e sviluppata da una giovane start-up, entrerà ufficialmente in commercio all’inizio del 2023. Secondo la creatrice, Déborah Ducamp, i primi prototipi hanno dato buoni risultati. La lampada realizzata con materiali 100% francesi, si fissa al filo su cui poggia la vite e si attiva quando la temperatura scende al di sotto del grado scelto dal viticoltore. «Durante le nostre prove a dicembre, abbiamo raggiunto i 7°C», ha affermato Ducamp (Vitisphere).

Foto di apertura: pioggia e neve sono cadute a inizio aprile sulle principali regioni vinicole francesi © E. Menglier – Unsplash

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