Il Prosecco Bottega tallona Möet&Chandon

Il Prosecco Bottega tallona Möet&Chandon

In visita all’azienda vinicola (e distilleria) veneta famosa nel mondo per la sua bottiglia d’oro. Innovazione, metodo, attenzione al mercato e una visione di marketing “glocal” sono i punti fermi di Bottega, che unisce tradizioni locali a una prospettiva globale.

Il Prosecco Bottega è secondo nella classifica degli spumanti più venduti al mondo (nei duty free), appena sotto lo Champagne Möet&Chandon. La notizia arriva dall’Iwsr, la principale fonte di dati sul mercato delle bevande alcoliche, che raccoglie informazioni da 157 Paesi e riguarda il posizionamento nei duty free e travel retail. Un anno fa era terzo, dopo Möet e Veuve Clicquot. Ma non è il solo primato.

Prosecco Bottega Gold, Docg di fatto

Il Prosecco Gold viaggia attorno un prezzo superiore alle 20 sterline. Il sito di e-commerce Tannico, per dire, oggi lo propone a €19,90, scontato, con prezzo di partenza €26,50. E stiamo parlando di un Prosecco Doc, perché – spiega Sandro Bottega, titolare dell’azienda con i fratelli Barbara e Stefano – pur ottenuto da uve raccolte in zona Docg (con il metodo dello Charmat lungo), il vino dev’essere etichettato come Doc, poiché il disciplinare del Conegliano Valdobbiadene non ammette l’uso di bottiglie dorate.

 

Il mitico Prosecco Gold

 

Una scommessa vinta, giocando al rialzo

In un mondo in cui se un prodotto ha successo si tende ad avvilirlo, giocando al ribasso sui prezzi, come scorciatoia per scalzare la concorrenza, esiste chi fa l’opposto: alza l’asticella, e usa la leva del marketing per accrescere il valore sia per il proprio portafoglio, sia alla fin fine per l’intera categoria. A volte – specialmente in Italia – un buon uso del marketing è visto con sospetto, quasi un mezzo per supplire ad altre mancanze. Invece, sappiamo che non è così: per farsi conoscere nel mondo, per emergere in uno scenario competitivo immenso le strategie sono decisive. E le famose 4 “P” di Kotler (product, price, placement, promotion) comprendono, non escludono, la p di prodotto. La sostanza dev’esserci.

Alle origini del successo

In ogni modo, prendiamo l’auto e ci rechiamo a Bibano di Godega di Sant’Urbano (Treviso), per capire dove e soprattutto come nasce questo fenomeno. A parte la famiglia Bottega, vulcanica dal tipico piglio trevisano, incontriamo lo “storico” dell’azienda, ossia il comunicatore Giovanni Savio, e Lorenza Scollo, colei che ci accompagna nella visita da sola merita un plauso: enologa dedicata esclusivamente alla formazione interna ed “educator” per importatori e clienti. Capita di rado di visitare una cantina – salvo che non ci guidi l’enologo o il titolare – e ricevere risposte precise a ogni domanda tecnica. Un segnale di alta professionalità.

 

La distilleria interna

 

Il mondo Bottega: distillati, vini, liquori creme

Bottega nasce come distillatore e prospera con la prima intuizione di marketing: bottiglie artistiche, molto originali, di tale successo da giustificare oggi l’esistenza di una vetreria interna, con soffiatura e lavorazione a mano. Il vino è arrivato dopo, con una predilezione per gli spumanti, specialmente per il Prosecco, simbolo della loro terra. Ai distillati e al vino si affiancano liquori e creme, di grande successo e prodotte con cura. Conosciamo il tecnico che segue la macerazione delle bucce per il limoncello: usano esclusivamente femminello siracusano. Il fornitore siciliano manda solo la parte gialla, certificata Igp e viene pelato a mano. Un altro esempio: per le basi per le creme (da sdilinquirsi quelle al pistacchio, quella al latte e quella di liquirizia) prima si rivolgevano in Olanda dallo stesso fornitore di Baileys. Ora invece lavorano latte alpino. Cambia tutto: il profumo è più pulito e in bocca si armonizza la nota alcolica. E poi, la liquirizia è calabrese, la cannella è certificata da Ceylon….

L’attenzione all’ambiente è in primo piano

Al lavoro ci sono venti enologi, tra distilleria e cantina. Il rispetto ambientale è massimo: climatizzazione geotermica, si pompa l’acqua da una profondità di 40 metri nel sottosuolo. La distilleria lavora con un sistema di ricircolo dell’acqua, per evitare sprechi. In Bottega nascono annualmente 16 milioni di bottiglie, tra tutto. Alla serietà produttiva, si accompagna una visione globale di marketing glocal, che unisce cioè tradizioni locali a visione globale: un esempio è l’idea di replicare nel mondo il modello del bacaro veneziano, sempre con profusione d’oro, oggi colore dominante e distintivo per Bottega. Evoca drappeggi da Serenissima, brillando agli occhi degli orientali, dalla Russia alla Cina. D’altronde, da quella parte Venezia ha sempre guardato.

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 5/2018. Se sei un abbonato digitale, puoi leggere e scaricare la rivista effettuando il login. Altrimenti puoi abbonarti o acquistare la rivista su store.civiltadelbere.com (l’ultimo numero è anche in edicola). Per info: store@civiltadelbere.com

 

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