Dal mondo Dal mondo Elena Erlicher

Blaufränkisch, perla fra i vini austriaci

Blaufränkisch, perla fra i vini austriaci

Il Blaufränkisch è una vera chicca: si esprime in modo versatile a seconda del territorio. La patria di questo vitigno autoctono è il Burgenland, dove è presente sul 22% del vigneto. E i viticoltori lo propongono sempre più in purezza.

Fresco, piacevole, con un bouquet che va dalle note scure dei frutti di bosco alle spezie, ad una gradazione non elevata, adatta al consumatore moderno, ma che sia in grado anche di evolvere nel tempo per dar vita a rossi più corposi, intensi e concentrati. La capacità di rispondere alle richieste di mercato e la sua versatilità sono le chiavi del successo del Blaufränkisch, vino austriaco che nasce dall’omonimo vitigno autoctono.

Parentele antiche e illustri

Il Blaufränkisch è documentato in Austria almeno dal XVIII secolo, successivamente lo si ritrova come Lemberger o Limberger, dal nome della città Limberg un tempo tedesca (mentre oggi è austriaca – nel Niederösterreich – e si chiama Maissau). Si tratta di un incrocio naturale tra la varietà bianca Heunisch (che ha dato origine a Chardonnay, Riesling, Sauvignon e anche alla nostra Ribolla) e quella rossa Blaue Zimmettraube dalla Franconia. A sua volta il Blaufränkisch è genitore di altre varietà locali di successo: come lo Zweigelt, il vitigno rosso più diffuso in Austria (13,8%), con 6.426 ettari; o il Blauburger, allevato su 742 ettari. È presente anche in Ungheria, dove è conosciuto come Kékfrankos.

Una chicca recuperata

In tutto il Paese il Blaufränkisch è coltivato su 3.009 ettari, il 6,5% del vigneto totale (fonte di tutti i dati: Statistik Austria NÖ, Wein-Online Burgenland, Registro viticolo della Stiria e di Vienna, MA 58, 2017). Per fare un confronto, il Grüner Veltliner, il bianco più diffuso su suolo austriaco, ne conta 14.423, cioè il 31%. Stiamo, quindi, parlando di una perla della vitivinicoltura austriaca, che produttori volenterosi stanno coltivando con dedizione.

Per dare il meglio, il Blaufränkisch ha bisogno di cure

E lo dimostra anche il fatto che oggi il Blaufränkisch viene vinificato sempre più in purezza, mentre in passato si preferiva utilizzarlo in unione al Cabernet Sauvignon e ad altri francesi, senza tralasciare il rinomato Zweigelt. Ciò accadeva per la non semplice gestione agronomica della varietà, che non genera qualità se non è ben curata e seguita. È a maturazione tardiva, con discrete pretese in termini di esposizione ed è soggetta a colatura quando fa freddo durante la fioritura. Inoltre i tannini possono risultare difficili da cogliere a perfetta maturazione. Ma è anche un vitigno estremamente sensibile al territorio e capace di espressioni molto caratterizzate.

Grappolo di Blaufränkisch

Uno stile per ogni terroir

Il Blaufränkisch è il più importante vitigno rosso del Burgenland (2.843 ettari, il 22% del totale), la regione più a est del Paese, che è sotto l’influenza del clima pannonico continentale e caldo, e dove le condizioni naturali presentano, da zona a zona, differenze tali da dar vita a prodotti dall’ampio spettro di stili. Si va dai vini classici ai riserva o da singolo vigneto con incredibili aromi e note di terroir che dimostrano l’individualità di questo vitigno.

Il Neusiedlersee ha il clima ideale

La zona vinicola di Neusiedlersee si sviluppa sulle rive est del lago omonimo e i vigneti si trovano tra la città di Gols a nord fino al Seewinkel sul confine ungherese. Dei 6.675 ettari vitati, 619 sono a Blaufränkisch che qui trova condizioni pedoclimatiche ottimali per esprimersi al meglio, con vini profumati di ciliegia, di grande profondità e intensità, freschi e sapidi al palato. Il clima è particolarmente favorevole grazie a estati calde e asciutte e a inverni freddi, che insieme all’influsso del lago di Neusiedl – il più grande dell’Austria e il secondo in Europa – hanno un effetto termoregolatore, prolungando il periodo di maturazione delle uve.

Minerali e tannici i vini dal Leithaberg

Sulle colline a ovest del lago il Blaufränkisch esprime note più minerali con tannini evidenti. Siamo nel Leithaberg, zona vinicola specifica con DAC (Districtus Austriae Controllatus), così come Neusiedlersee, ma per rossi tipici da uve Blaufränkisch, allevate sul 21% della superficie vitata (637 ettari) e alle quali può essere aggiunto un 15% di Zweigelt, Sankt Laurent o Pinot nero. Tra le montagne Leitha e il lago Neusiedl i suoli di scisto sono ricchi di argilla e limo. La ventilazione costante dai monti aiuta la maturazione e l’eleganza, il lago a sua volta regola umidità e calore portando densità e complessità. Il Leithaberg DAC è un vino rosso ricco, minerale, raffinato e piuttosto corposo.

Rosalia, nuova DAC per il Blaufränkisch

A sud del Leithaberg inizia il comprensorio Rosalia, la più recente zona vinicola del Burgenland (riconosciuta DAC nel 2018), i cui terreni più compatti danno vita a Blaufränkisch molto simili a quelli del Mittelburgenland. Qui il Blaufränkisch copre il 52% (154 ettari) dei 297 ettari vitati. I terreni pesanti danno vini opulenti e strutturati, che nella loro tipicità regionale dimostrano una natura fruttata, speziata e meravigliosa finezza e persistenza.

Mittelburgenland, cuore rosso della vitivinicoltura austriaca

Attraversando la vallata di Sieggraben, a sud del lago Neusiedl e spostandosi verso il confine ungherese, si raggiunge il Mittelburgenland (Mittelburgenland DAC), cuore della viticoltura austriaca dei rossi. Da una prima occhiata al paesaggio con le pendici coperte da boschi, si stenta a credere che l’influsso del lago sia efficace anche qui. Alla fine degli anni Settanta e all’inizio degli Ottanta del secolo scorso si cominciarono a produrre vini rossi; protagonista era allora, e lo è tuttora il Blaufränkisch, con 1.151 ettari, il 54% del vigneto totale. Il terreno è per lo più composto da limo profondo e compatto che ha grande capacità di ritenzione idrica, caratteristica molto positiva nelle annate calde e secche. Così il Blaufränkisch riesce a sviluppare notevole struttura e potenza.

Etichette eleganti e fini dai terreni dell’Eisenberg DAC

Nell’estremo sud del Burgenland, sul monte Eisenberg, il terreno particolare e la freschezza proveniente dalla Stiria costituiscono le condizioni ottimali per allevare il Blaufränkisch (184 ettari, 35% del vigneto totale). Alle sue pendici si trovano rocce cristalline e verso valle terreni argillo-limosi, che rendono i vini che nascono da questo vitigno molto fini ed eleganti. I giovani viticoltori di Deutsch Schützen, il centro vinicolo della regione, sono qui impegnati nel produrre vini che esprimono il territorio. Dall’annata 2009 i Blaufränkisch tipici del Südburgenland vengono commercializzati con la denominazione Eisenberg DAC (Reserve dall’annata 2008).

Carnutum, eccellenza fuori dal Burgenland

Al di fuori del Burgenland c’è un’altra area di eccellenza per il vitigno autoctono: il territorio di Carnuntum, nel Niederösterreich, con solo 906 ettari a vigneto, dei quali appena 84 allevati a Blaufränkisch. Questa piccola regione si compone di tre colline dedicate al vino: Leithagebirge, Arbesthaler Hügelland e Hainburger Berge. Qui, terreni rocciosi di gesso e löss, l’influenza della pianura pannonica e del vicino lago Neusiedl sono condizioni ideali per la maturazione dello Zweigelt, solo di recente affiancato dal Blaufränkisch, soprattutto sui suoli ricchi di limo dello Spitzerberg, ai piedi dei Carpazi, dove si ottengono vini delicati e sofisticati, che uniscono il frutto all’eleganza.

7 vini da provare per conoscere il Blaufränkisch

selezione vini di Luzia Schrampf – Wset Diploma

Neusiedlersee
Claus Preisinger, Kalkstein 2016

Un vino potente con eleganti sentori di frutta a bacca rossa e scura come amarena e mirtillo. Mineralità assai vibrante, grande vivacità. Da suoli di calcare fossile e arenaria. Struttura densa e setoso al palato, con un finale lungo e succoso molto piacevole. Una personalità fresca per un vino che proviene da un ambiente caldo. Importato in Italia da Triple A di Genova.

Leithaberg
Markus Altenburger, Blaufränkisch Gritschenberg 2013

Vino spiccatamente equilibrato, aggraziato e intenso. La freschezza richiama note di amarena, l’elegante speziatura rimanda alle erbe essiccate e i tannini al cioccolato fondente. È vibrante, succoso e lungo. Le viti hanno circa 45 anni e crescono su terreni calcarei Leithakalk. L’annata è stata caratterizzata da una primavera piovosa e un’estate straordinariamente calda, ma con buone escursioni termiche giorno-notte durante la vendemmia.

Rosalia
Domaine Pöttelsdorf, Blaufränkisch Landfisch 2015

Al naso caratteristico mix tra frutta a bacca scura e una speziatura terrosa. Acidità vibrante e una straordinaria piacevole freschezza. Da suoli calcarei e terra scura ricca di löss. Di grandissima bevibilità. Significativo e piacevole esemplare di quest’area appena diventata DAC.

Südburgenland
Kopfensteiner, Blaufränkisch Saybritz 2012

Finezza da vendere, delicati sentori floreali con un’insolita speziatura di ginepro e pepe della Giamaica (pimento). Denso, ma con una potenza non eccessiva, chiusura lunga e vibrante. Da un terreno tipico Eisenberg, una combinazione di diversi tipi di scisto e quarzo. Suoli molto poveri e un’altitudine di circa 400 metri che è abbastanza elevata per la zona.

Mittelburgenland
Moric, Lutzmannsburg Alte Reben 2009

Aromi speziati molto complessi come sottobosco, erba secca, piacevoli note floreali quali violetta. La texture è assai elegante e setosa. Il momento giusto per berlo comincia proprio adesso. Da vigne che raggiungono anche i 100 anni situate su un altopiano a circa 300 metri. Il terreno presenta diverse componenti: si tratta di un antico vulcano con strati di calcare e scisto ricoperti da terriccio scuro, sabbia e marna. Importato in Italia da Heres di Terranuova Bracciolini (Arezzo).

Mittelburgenland
Weninger, Blaufränkisch Dürrau 2015

Le uve arrivano da un famoso vigneto di Horitschon caratterizzato da un tipo di terreno con cui da sempre viene identificato tutto il Mittelburgenland: terriccio pesante con una notevole quantità di argilla. Le viti sono state piantate nel 1960. Il sapore vira molto sulle note speziate, con aromi succosi, concentrati e intensi, dimostrando al tempo stesso una grande eleganza. Tannini fini e maturi, finale estremamente lungo. Importato in Italia da Velier di Genova.

Carnuntum
Muhr – Van der Niepoort, Ried Spitzerberg Blaufränkisch 2015

Acidità tipica della frutta a bacca rossa molto matura, in particolare amarena, accenni di note floreali quali violetta. Molto succoso, dotato di astringenza sapida, complessità, con sentori di sottobosco e terra. Assai elegante, nessuna componente domina sull’altra. Possiede tutto ciò di cui un tipico Spitzerberg Blaufränkisch ha bisogno. Da vigneti che crescono su pietra calcarea e sabbia.

Foto di AWMB / Anna Stöcher

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 6/2018. Se sei un abbonato digitale, puoi leggere e scaricare la rivista effettuando il login. Altrimenti puoi abbonarti o acquistare la rivista su store.civiltadelbere.com (l’ultimo numero è anche in edicola). Per info: store@civiltadelbere.com

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© Riproduzione riservata - 13/02/2019

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