Dal mondo Dal mondo Emanuele Pellucci

Il successo virale del Malbec (non solo in Argentina)

Il successo virale del Malbec (non solo in Argentina)

In Sud America ci sono almeno tre vitigni di origine francese che negli ultimi anni sono diventati emblematici di altrettante vitivinicolture locali. Tralasciando il Cabernet Sauvignon, che da tempo si trova un po’ ovunque anche in questi Paesi, è interessante notare come Cile, Argentina e Uruguay abbiano adottato rispettivamente Carmenère, Malbec e Tannat come una sorta di varietà autoctone.

Il successo del Malbec in Argentina ha perfino ispirato altri Paesi, almeno una decina, a piantare questo vitigno. Tra questi ci sono sicuramente Stati Uniti, Perù, Canada, Brasile, Nuova Zelanda, Sudafrica, Australia, Messico, oltre agli stessi Cile e Uruguay. In questi Paesi, dove i Malbec argentini sono conosciuti e apprezzati, questa varietà è entrata a far parte anche del portafoglio ampelografico locale. Da un lato c’è la volontà di produrre Malbec del territorio, dall’altro cresce la curiosità dei consumatori di scoprire le migliori produzioni argentine: un trend che si riflette nella selezione a scaffale delle enoteche.

La sperimentazione in California

In California una decina di cantine nelle valli di Napa e Sonoma ha piantato piccole porzioni di questa varietà; anche la UC Davis ha creato un clone di Malbec per potenziare il mercato locale e vendere le viti provenienti dalla Francia. Un esempio interessante si trova alla Flora Springs Winery che nella sua sala di degustazione offre, fra gli altri, un Malbec chiamato Ghost Winery (foto in apertura). L’origine del nome è curiosa: dove sorge Flora Spring tra il 1860 e il 1900 era stata costruita una cantina poi abbandonata all’inizio del XX° secolo a causa della fillossera, della grande depressione e del proibizionismo. Furono diverse le realtà a cui accadde qualcosa di simile e vennero denominate appunto “ghost wineries”. Anche nella valle del Sacramento, un vigneto di Malbec di Berryessa Gap si è perfettamente integrato grazie alle favorevoli condizioni pedoclimatiche e alle scarse piogge. Altre cantine ancora stanno seguendo questa tendenza.

L’accoglienza all’aeroporto di Mendoza

Buoni risultati anche in Australia e Cile

In Australia oltre venti aziende producono Malbec nelle zone di Hunter, Barossa, Victoria, Clare e Southern Eastern, Margaret e Franklin. Anche qui con una tendenza in crescita. In Cile, dove il Cabernet Sauvignon la fa da padrone tra le uve a bacca rossa internazionali e dove il Carmenère, un tempo confuso con il Merlot, è diventato negli ultimi anni il vitigno emblematico, si trovano sempre più impianti di Malbec. Almeno una ventina di aziende vinicole lo producono a Toconao (nel deserto di Atacama, in alta quota delle Ande), lungo le fredde valli come Casablanca (regione di Valparaíso), la valle dell’Elqui (regione di Coquimbo), nella rinomata area di Colchagua (Rapel Valley), nel Maule (vigneti di 80 anni) e nel Bío Bío (viti di 140 anni).

I francesi investono in Argentina

Se quanto detto finora riguarda l’esportazione del Malbec in altri Paesi, in virtù del successo ottenuto dal prodotto argentino, altrettanto interessante è vedere come investitori stranieri si siano affacciati in Argentina per impiantare questa varietà originaria della regione francese di Cahors. Anzitutto i francesi stessi, presenti nel Paese da oltre vent’anni, alcuni su iniziativa dell’enologo Michel Rolland. Tra questi Baptiste Cuvelier – appartenente alla famiglia proprietaria di Château Léoville-Poyferré a Saint Julien – che guida Cuvelier Los Andes. E ancora, la famiglia Bonnie possiede Diamandes in Argentina e Château Malartic Lagravière a Pessac-Leognan, e infine la famiglia Peré-Vergé con Monteviejo in Argentina e Château Montviel, Château La Violette e Château Le Gay a Pomerol.

Vigneti di Malbec

Ma anche i cileni non stanno a guardare

Altri investitori molto attivi sono i “vicini di casa” cileni che devono semplicemente oltrepassare le Ande per trovarsi nelle zone più vocate per il Malbec, come Luján de Cuyo, Perdriel, San Carlos, Catamarca, Tupungato e Tunuyán. Tra loro troviamo grandi aziende quali Concha y Toro (qui con l’azienda Trivento), Santa Rita (con Doña Paula), Santa Carolina (con Finca el Origen), Montes (con Kaikén) e Renacer. D’altra parte il trend dell’impianto di Malbec nella pre-Cordigliera delle Ande è in crescita sul lato argentino. L’obiettivo è ottenere vini più freschi e con maggiore complessità grazie alla natura del terreno, delle condizioni climatiche e delle tecniche di vinificazione.

La strategia vincente: Malbec, tango e Patagonia

Secondo l’agronomo Maximiliano Morales, fondatore di AndesWines.com, «l’Argentina ha realizzato un’incredibile strategia per associare il Malbec al tango, alla Patagonia e a ciò che questo Paese rappresenta nel mondo. L’intera industria vinicola parla del “Malbec argentino”, anche gli Stati Uniti, dove sempre più spesso si vedono programmi televisivi dove la gente consuma Malbec. Un veicolo promozionale importante sono le crociere: qui il Malbec è sempre presente nella lista dei vini, in particolare sulle navi che costeggiano la Patagonia e i fiordi cileni».

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© Riproduzione riservata - 06/02/2020

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