Dal mondo Dal mondo Emanuele Pellucci

I vincitori del 25esimo Concours Mondial de Bruxelles in Cina

I vincitori del 25esimo Concours Mondial de Bruxelles in Cina

Per il suo primo 25ennale il Concours Mondial de Bruxelles si è regalato l’edizione dei record, non solo per numero di vini iscritti (9.180 di 50 Paesi) e di degustatori internazionali in giuria (330 di varie parti del mondo), ma soprattutto per la cornice nella quale si è svolto. Per la prima volta, infatti, il concorso organizzato dalla società belga Vinopres guidata da Baudouin Havaux e Thomas Costenoble, da sempre itinerante dopo l’esordio a Bruxelles nel 1994, è uscito dai confini europei per approdare nientedimeno che in Cina, nel distretto Haidian di Pechino (10-13 maggio).

Un’occasione estremamente ghiotta non solo per le aziende vinicole di tutto il mondo, desiderose di farsi conoscere sul mercato cinese. Ma anche per le stesse autorità pubbliche locali, che hanno promosso un’azione di comunicazione sul territorio come mai si era vista in occasione di una competizione enologica (seppur di grande richiamo come il Concours Mondial de Bruxelles).

L’Italia sul podio dei Paesi più premiati

In questa edizione di primati l’Italia ha fatto la sua bella figura partecipando con 1.382 campioni di vino e aggiudicandosi, anche questo è un record, 434 medaglie di cui 14 gran oro, 123 d’oro e 297 d’argento. Nella classifica per nazioni il Belpaese si conferma al terzo posto dietro a Francia (688 medaglie) e Spagna (525), che però avevano un maggior numero di vini in concorso, e davanti di gran lunga a Portogallo (334), Slovacchia (132) e alla stessa Cina (131). Come sempre, anche per questa 25esima edizione, il medagliere italiano vede in testa le regioni più produttive: Puglia (104 riconoscimenti), Sicilia (80) e Veneto (66) di poco davanti alla Toscana (50). A livello di denominazioni, ai primi posti troviamo il Montepulciano d’Abruzzo (23 medaglie) e quasi sullo stesso piano Prosecco Doc e Docg (21) e Primitivo di Manduria (19).

Gran medaglie d’oro a 14 etichette

Tra le cantine medagliate spiccano i 14 vini che hanno ottenuto dalla giuria le grandi medaglie d’oro: 4 appannaggio di Puglia e Sicilia, 3 per la Toscana, 2 per la Sardegna e una per il Friuli Venezia Giulia. Questi i nomi dei superpremiati: Maria Costanza Riserva 2013 Sicilia Doc, Selezione di Famiglia Bianco Superiore 2016 Sicilia Doc e Duca di Montalbo 2004 Sicilia Igt (tutti e tre della cantina Milazzo), La Togata 2013, Jacopus 2013 e La Togata Riserva (tutti Brunello di Montalcino Docg dell’azienda La Togata), Contissa Bianco 2017 Vermentino di Sardegna Doc (Cantina Trexenta), Arvali Bianco 2017 Vermentino di Sardegna Doc (Ferruccio Deiana), Tureis Bianco 2013 Friuli Venezia Giulia Igt (Pittaro Paolo), Papale Linea Oro 2015 Primitivo di Manduria Dop (Varvaglione Vigne e Vini), Terra Platinum 2015 Primitivo di Manduria Dop (Feudi Salentini), 72100 Negroamaro 2016 Salento Igt (Risveglio Agricolo), Salentum Negroamaro Primitivo 2013 Puglia Igp (MMScavia) e Adorè Bianco 2016 (Casa di Grazia).

I migliori italiani in concorso

Tre di queste etichette figurano anche fra i vincitori assoluti del Concours Mondial de Bruxelles. Sono: il Brunello La Togata Riserva 2012, Maria Costanza Riserva 2013 di Milazzo e Papale Linea Oro 2015 di Varvaglione. Naturalmente il maggior numero di riconoscimenti, sempre in tema Italia, è andato alle Cantine che hanno presentato in concorso un maggior numero di campioni. La parte del leone l’hanno fatto Feudi Salentini (15 medaglie), Varvaglione (14), Milazzo, Cantine San Marzano e Zonin 1821 (tutte e tre con 12 medaglie). Da segnalare anche l’ottima performance della marchigiana Velenosi che delle quattro medaglie ottenute ben tre sono d’oro. I risultati completi sono visibili qui

In visita alle regioni del vino cinese

Oltre alle sessioni di degustazione, che si sono svolte al Nirvana Resort Beijing con una giuria composta di oltre 60 commissioni, gli organizzatori (belgi e cinesi) hanno proposto una serie di interessanti iniziative, tra cui alcune masterclass sul settore enologico cinese con focus sulle regioni di Ningxia e Hebei e visite alle regioni vinicole di Fangsang e Yangking. In quest’ultima sede è stato visitato l’International Grape Exhibition Garden, un parco di quasi 200 ettari attrezzato con laghi artificiali, serre, musei, orti, visitors center, torri e ponti panoramici tali da rendere visibile e godibile questa sorta di giardino ubicato nei pressi della Grande Muraglia. La struttura è opera dell’italiana Archea Associati guidata dall’architetto fiorentino Marco Casamonti, autore anche delle Cantine Antinori al Bargino.

Il concorso si è chiuso con una serata di gala fantasmagorica in un palazzo interamente dedicato alla gastronomia, con rappresentazioni e balli in costumi tradizionali cinesi. Sarà un problema ripetersi per gli svizzeri di Aigle, cittadina nel cantone Vaud, che ospiterà la prossima edizione del Concours Mondial de Bruxelles (2-5 maggio 2019).

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