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Wine is More. Dieci storie di vita

Wine is More. Dieci storie di vita

“Wine is more”. Il vino è di più e ogni bottiglia può contenere in sè un messaggio sociale, culturale o ambientale. Duecento persone hanno avuto l’occasione di scoprire tutto questo lo scorso 10 aprile a Vinitaly, partecipando alla degustazione organizzata da Civiltà del bere in collaborazione con Veronafiere. Duecento persone si sono emozionate nell’ascoltare storie che legano il vino alla solidarietà, al rispetto per la propria terra, alla valorizzazione del patrimonio artistico. «Dieci grandi nomi dell’enologia italiana, ci spiegheranno il perché delle loro scelte e quale valore aggiunto queste ultime diano alla loro attività», ha detto il nostro direttore, Alessandro Torcoli,  salutando la platea. «L’insieme di questi messaggi si potrà ritrovare e apprezzare nell’assaggio delle loro etichette. Insomma, una bottiglia di vino è spesso solo una parte di ciò che vuole esprimere e comunicare il produttore».

Il gruppo dei relatori di Wine is more

E allora abbiamo ascoltato dal presidente Silvano Stefanutti, il racconto della casa famiglia per minori da tre a 14 anni, in Friuli, finanziata esclusivamente dai proventi dell’attività di Villa Russiz, 100 ettari di vigneto dove si producono soprattutto bianchi, tra i quali il Friulano per l’Ermitage, Collio Doc 2011. Abbiamo lasciato scivolare qualche lacrima guardando le immagini di Valentina e Francesca Argiolas durante l’inaugurazione del centro medico realizzato in Congo, grazie al progetto Iselis. «Da un vigneto che è il nostro giardino delle speranze, arriva Iselis rosso, Igt isola dei Nuraghi 2011, il vino grazie al quale abbiamo potuto fare qualcosa per l’Africa», hanno detto.

La squadra dei sommelier

E poi, con Stefano Chiarlo siamo volati in Piemonte, a Calamandrana, per scoprire come arte e vigna possano innamorarsi l’una dell’altra e sposarsi nel Parco artistico Orme su la Court. «In una notte magica abbiamo capito che questa vigna dalla quale nasce il vino che presentiamo oggi, La Court, Nizza Barbera d’Asti Superiore Docg 2010, era davvero speciale e meritava d’essere valorizzata», ha ricordato Stefano. Amore per la terra come nel caso di Alberto Tasca d’Almerita e del progetto SOStain: «Non abbiamo ricevuto in eredità la terra dai nostri padri, l’abbiamo solo presa in prestito dai nostri figli», ha detto spiegando l’obiettivo del programma: moderare l’impatto negativo delle nostre azioni sull’agricoltura. Il vino che racconta questo sogno è Riserva del Conte, Contea di Sclafani Doc 2010. Ambiente anche nel Progetto Tergeo della famiglia Zonin. «A Rocca di Montemassi, in Maremma, abbiamo dato il via a un piano di sostenibilità importante. Da quando sono diventato padre ho capito quanto questo impegno debba essere un dovere», ha detto Francesco Zonin presentando Rocca di Montemassi, Igt Maremma Toscana 2010. Sempre in Toscana con Albiera Antinori e il filmato sulla costruzione della nuova cantina nel Chianti Classico, un orgoglio dell’Italia nel mondo, già definita “il tempio del vino”, capolavoro di architettura e di sostenibilità. «E’ il grande contenitore della nostra storia, un edificio fuori dai canoni, ma in linea con i nostri parametri etici ed estetici», ha spiegato la primogenita del marchese Piero Antinori presentando anche il vino che nasce a pochi chilometri di distanza, Badia a Passignano, Chianti Classico Riserva Docg 2007.

La sala nel corso del tasting

Riccardo Cotarella è da anni l’enologo di San Patrignano, la più grande comunità di recupero per chi ha avuto un passato di droga e stupefacenti. «Il 75% degli ospiti recupera totalmente e, di questi, il 50% ha scelto di impegnarsi proprio nel vigneto», ha spiegato presentando il frutto del lavoro, Avi, Sangiovese di Romagna Superiore Riserva Doc 2007. Teresa Severini ha narrato dell’amore per l’arte di sua madre Maria Grazia Severini Lungarotti e della volontà di dar vita a Torgiano, in Umbria, al Museo del Vino. «Abbiamo voluto omaggiare il mondo con una raccolta d’arte di incredibile importanza e il Rubesco Vigna Monticchio, Torgiano Rosso Riserva Docg 2006 che presentiamo oggi è il vino che esprime tutto questo. E’ l’etichetta del cuore di mia sorella Chiara, di nostra madre, e di mio figlio Francesco». Anche una Villa può diventare la realizzazione di un sogno, come nel caso di Villa della Torre, di proprietà della famiglia Allegrini, splendida costruzione rinascimentale attorno alla quale cresce il vigneto del Palazzo della Torre, Igt Veronese 1998. «Villa della Torre è un bene da condividere dove facciamo attività culturali, musicali e sociali», ha spiegato Marilisa Allegrini. E, infine, i 32 anni di Premio Masi. Sandro Boscaini, presentando Costasera, Amarone della Valopolicella Classico Doc 2008, il vino che ricevono i premiati, ha raccontato anni di incontri con personaggi straordinari del mondo dell’arte, della cultura, della musica e della scienza. «La cultura è il sale che regala forza al nostro lavoro», ha detto.

E non c’è nulla di più vero. Dieci storie, dieci volti, dieci progetti, dieci impegni presi con se stessi e con gli altri per mettersi al servizio della bellezza che sia del cuore, dell’ambiente o dell’arte. Valori, in un’Italia malmessa, che riaccendono la speranza e rappresentano un esempio.

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© Riproduzione riservata - 12/04/2013

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