In Italia In Italia Anita Franzon

Weekend nelle Langhe fra tradizione e novità

Weekend nelle Langhe fra tradizione e novità

“Una vigna che sale sul dorso di un colle fino a incidersi nel cielo, è una vista familiare, eppure le cortine dei filari semplici e profonde appaiono una porta magica”. Così lo scrittore Cesare Pavese descriveva in Feria d’agosto le colline piemontesi. Distese di vigneti disegnano il profilo delle Langhe. E non è assurdo pensare che a ogni vigna si acceda attraverso una porta o una finestra invisibile e magica, che si affaccia su un mondo pieno di vita e di storia.

Tra sorì e sorì

Sulla riva destra del fiume Tanaro le vigne prendono il sole al pomeriggio: sono i sorì, le migliori esposizioni a sud, sud-ovest, dove cresce il Nebbiolo più pregiato. Attorno a Barolo e Barbaresco, i comuni che danno il nome ai due principali vini delle Langhe, ruotano una miriade di piccole e grandi cantine. Dalle aziende storiche a quelle più recenti, ogni realtà ha contribuito e contribuisce alla crescita di quest’area tra le più vocate al mondo per la produzione di vino.

Weeekend nelle Langhe: una piccola guida

Nella zona a Sud del Piemonte, a pochi chilometri in linea d’aria dalla Liguria, basta scavalcare gli Appennini per trovare “dietro una curva improvvisamente il mare”, come canta Ivano Fossati. Terra che fin dall’antichità è stata al centro di scontri, battaglie e resistenze, oggi le Langhe si mostrano dolci e accoglienti, anche se una piccola guida per entrare in contatto con l’apparentemente burbera, ma sempre gentile, gente di Langa può essere utile.

Novità da Barbaresco: il ritorno di Gaja

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Rossana, Giovanni e Gaia Gaja

La storia del Barbaresco non può essere raccontata senza nominare Gaja, la prima azienda che nel 1961 decise di vinificare soltanto le proprie uve Nebbiolo, lanciando il vino Barbaresco sui mercati di tutto il mondo fino all’estrema decisione: uscire dalla Docg. Per quasi vent’anni i vini di Angelo Gaja sono stati prodotti e venduti sotto la denominazione Langhe Nebbiolo. Ma è del primo luglio 2016 la notizia di un grande ritorno, oltre che il segno simbolico del passaggio di testimone alle nuove leve: a partire dall’annata 2013 i tre sorì, Costa Russi, Sorì Tildin e Sorì San Lorenzo, rientreranno nella denominazione Barbaresco.

La cantina, storicamente chiusa al pubblico, da inizio 2015 ha aperto le porte, ma con una particolarità: il costo della visita è di 300 euro a persona. Il ricavato, però, è devoluto in beneficenza e ogni visitatore può scegliere chi aiutare con questo gesto. Per informazioni: 0173.63.51.58.

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Giuseppe Cortese

Tra una visita panoramica e un agriturismo

Anche altre realtà in questa zona meritano attenzione e una visita. Giuseppe Cortese, per esempio, è nel tempo diventato sinonimo di Rabajà, uno dei vigneti simbolo del Barbaresco. Sul versante opposto, quello della Trifolera, si trovano i vigneti di Chardonnay, Dolcetto e Barbera e il B&B di Giuseppe Cortese, con vista panoramica sulle Langhe. Punset, a Neive, da anni difende la filosofia biologica e poi biodinamica. È così che Marina Marcarino intende i vini e l’azienda, tappa della Italian Organic Wine Route, e compresa di agriturismo. Dopo anni di ricerca, Punset oggi è un ecosistema in perfetto equilibrio.

Le due realtà

In quanto ad accoglienza, il Castello di Verduno non è secondo a nessuno. Oltre alla cantina di Gabriella Burlotto e Franco Bianco, che racchiude due realtà: una di Barbaresco e l’altra di Verduno, caratterizzate dall’alta qualità dei prodotti, l’azienda propone ben due possibilità d’accoglienza. La prima è all’agriturismo Ca’ del Re di Verduno, ristorante e camere. La seconda, il Real Castello, offre una ospitalità dal fascino antico, dove vengono organizzate diverse attività, tra cui corsi di cucina.

Il dolce passato del Barolo 

Dal fascino antico, profumi complessi, cupi e profondi di frutta rossa matura, poi di spezie e sottobosco, in bocca secco, strutturato e dai tannini vigorosi in gioventù: il Barolo come lo conosciamo oggi è un’invenzione relativamente recente. Fino alla metà del 1800 i vini prodotti con uva Nebbiolo erano infatti dolci a causa delle fermentazioni bloccate per le basse temperature tipiche del periodo della vendemmia ad autunno inoltrato. Fu così che la Marchesa Giulietta Falletti di Barolo decise di chiedere aiuto all’enologo francese Louis Oudart, invitato nelle Langhe dal Conte Camillo Benso di Cavour. Nasce quindi il Barolo.

Il bosco dei pensieri

In quegli stessi anni, Vittorio Emanuele II re di Sardegna, acquista Fontanafredda, e si innamora perdutamente della popolana Rosa Vercellana, soprannominata “Bela Rusin”. Dalla loro unione nasce Emanuele Guerrieri Conte di Mirafiore, il primo ad approcciarsi al vino con una visione moderna che ancora oggi viene portata avanti. La Tenuta conserva l’antico borgo, il bosco dei pensieri, ultimo bosco rimasto intatto nella Bassa Langa, i vigneti e le ampie cantine.

La moderna ospitalità

Fontanafredda si propone, inoltre, come uno dei punti di riferimento per l’ospitalità nelle Langhe: si può visitare ogni giorno dell’anno e comprende la Foresteria delle vigne, un piccolo hotel composto da 11 camere, il ristorante Guido, una stella Michelin nella Villa Reale e Disguido, osteria e vineria aperta tutti i giorni. Infine, una struttura in ferro e vetro in stile liberty è adibita ai numerosi eventi organizzati durante l’anno.

Sebbene Michele Chiarlo abbia la sua base principale nell’astigiano, a Calamandrana, è nelle Langhe che ha pensato di creare il primo relais dedicato al Barolo: Palas Cerequio. Dalle uve migliori del cru Cerequio, nasce nelle stesse vigne anche il Barolo Riserva dell’azienda.

Marchesi di Barolo e la famiglia Abbona

Abbona

La famiglia Abbona

La storia della Antiche Cantine dei Marchesi di Barolo prende il via più di 200 anni fa grazie alla moglie di Carlo Tancredi Falletti, la francese Juliette Colbert di Maulévrier, che da subito intuisce le grandi potenzialità del vino prodotto a Barolo. La storia più recente continua con la famiglia Abbona che, da generazioni, tiene alta la nobiltà dei vini di Barolo. L’attenzione al consumatore finale e al turista è così importante per questa cantina da aver portato la famiglia a realizzare un’ampia e funzionale area d’accoglienza. Su prenotazione è possibile visitare le cantine del XIX secolo dove sono conservate 36.000 bottiglie di Barolo.

Le cinque generazioni di Pio Cesare

Anche Pio Cesare dal 1881 scrive la storia dei vini di Langa. Da 5 generazioni l’azienda Pio Cesare vinifica nelle antiche cantine di Alba, le uniche rimaste nel centro storico della città e recentemente ristrutturate, aperte, però, solo su richiesta. Tra le vigne da Barolo e quelle per la produzione del Barbaresco sono oltre 50 gli ettari di proprietà nelle zone più vocate. Il Barolo Ornato proviene da una singola vigna a Serralunga d’Alba, così come il Barbaresco Bricco, da una cascina di proprietà in quel di Treiso.

Renato Ratti e la nascita del cru

Studioso e ideatore della Carta delle annate del Barolo, Renato Ratti di La Morra creò la prima classificazione dei migliori cru nel 1976, oltre a essere il primo produttore in Langa a vinificare un Barolo da singolo vigneto, Marcenasco. Ma la passione di Renato Ratti per le novità non finisce qui, perché fu un grande innovatore e promulgatore delle moderne tecniche di vinificazione. Oggi l’innovativa filosofia prosegue grazie alla passione e all’impegno del figlio Pietro. Oltre alla cantina, è possibile visitare anche il Museo dei vini.

Barolo, ovvero la tradizioneconterno

Fratelli Barale e Bartolo Mascarello, sono altri due nomi che non possono essere dimenticati e da annoverare tra i tradizionalisti più coerenti. Due storie da ascoltare, due mondi da scoprire e vini da comprare, custodire, aspettare e, finalmente, stappare. Francesco Barale, bisnonno dell’attuale proprietario, fu tra i pionieri della produzione del Barolo. Oggi sono Sergio Barale e le figlie Eleonora e Gloria a raccogliere la secolare esperienza di famiglia e a trasferirla nei vini che esprimono al massimo il territorio e la sinergia tra la natura e l’uomo.

Non confondere il progresso con lo sviluppo

L’azienda si può visitare e si trova a Barolo, nella centrale via Roma, stessa strada che porta alla casa di Bartolo Mascarello, illuminato produttore: caparbio e tradizionalista che, riprendendo Pasolini, non confuse il progresso con lo sviluppo. Oggi a gestire la cantina c’è la figlia Maria Teresa Mascarello. Dal 1919, anno di fondazione della cantina, gli ettari sono rimasti gli stessi: 5 per 30.000 bottiglie all’anno. L’azienda non ha un sito, non si trova sui social. Chi vuole i vini di Maria Teresa può provare a telefonare al numero 0173.56.125, oppure suonare al campanello di via Roma 15, a Barolo. La tradizione fino in fondo.

L’altro Barolo, quello di Monforte d’Alba

All’estremo sud delle Langhe si trova Monforte d’Alba. Qui il microclima è unico e i suoli grigio-rossastri appartengono a un periodo decisamente antico: l’elveziano. Il Barolo di queste terre è più longevo e austero, e da qui nasce una grande etichetta: il Monfortino. Giacomo Conterno ha fama internazionale e il prestigio continua a crescere, anche attraverso l’acquisizione di nuovi e preziosi cru, da cui il nuovo Barolo Cerretta, elegante e preciso, come da tradizione. La vendita diretta non è possibile, ma le visite – su prenotazione – sì. Da provare è anche la Barbera d’Alba Francia: altra conferma che da queste terre nasce l’eccellenza.

Chardonnay in Langa

poderi Aldo Conterno

Poderi Aldo Conterno

Anche Poderi Aldo Conterno si trova a Monforte d’Alba, in località Bussia. L’azienda nasce dopo l’esperienza in America di Aldo Conterno, figlio di Giacomo che, nel 1969, acquista la cascina Favot e fonda la sua cantina. Qui, oltre ai pregiati vini piemontesi, potrete assaggiare Bussiador, uno dei primi Chardonnay di Langa.

Dove mangiare

Da Gemma, a Roddino: un appuntamento imperdibile, quello da Gemma, a pochi chilometri da Monforte. Il menu è fisso, da 27 euro, la pasta è tirata a mano da Gemma stessa e la qualità è tutta piemontese.

La Ciau del Tornavento, a Treiso: punto di riferimento per gli enoappassionati, ma anche i foodlovers da tutto il mondo. Il menu di Maurilio è quello dell’alta cucina e la cantina è il sogno di ogni collezionista.

Osteria Veglio, a La Morra: due giovani coppie unite dall’amore per i fornelli e per le Langhe.

Dove dormire nelle Langhe

Giuseppe Cortese Bed & Breakfast, a Barbaresco

Agriturismo Punset, a Neive

Real Castello, a Verduno

Palas Cerequio, a La Morra

Fontanafredda, a Serralunga

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© Riproduzione riservata - 10/07/2016

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