Dall'Italia Dall'Italia Roger Sesto

Uva e suolo la ricetta di La Tosa

La Cantina di Stefano e Ferruccio Pizzamiglio di Vigolzone, nel cuore dei Colli Piacentini, è ormai da tempo tra le realtà più significative della regione. Nell’ampia batteria dei loro vini spiccano due etichette, intriganti sia per il valore assoluto sia per la longevità: il Sorriso di Cielo, Malvasia di Candia in purezza, e il Luna Selvatica, Cabernet Sauvignon all’85% e Merlot. «La longevità dei nostri vini per me è sempre stata un traguardo importante», afferma Stefano Pizzamiglio. «Ho sempre ritenuto la loro capacità di invecchiare un fattore fondamentale di qualità: un Bottiglia Sorriso di Cielovino in grado di evolvere nel tempo è per definizione di qualità, e poterne apprezzare il vigore anche in età avanzata vuol dire godere della sua più compiuta complessità: sensazioni non riscontrabili in vini troppo giovani». Esiste una “ricetta” alla base della longevità? «Per noi è normale che il Sorriso di Cielo evolva per oltre 15 anni e il Luna Selvatica per più di 20. Parte del segreto sta nel terreno argilloso-limoso, di colore rosso-giallastro, arricchitosi nel tempo di componenti minerali quali ossido di silicio, manganese e ferretto. Questa

Ferruccio e Stefano Pizzamiglio

Ferruccio e Stefano Pizzamiglio

argilla così evoluta dona al vino struttura e calore, ma in più anche eleganza, complessità e durevolezza. Inoltre abbiamo un clima molto favorevole alla maturità dell’uva». In cantina come operate? «Il Sorriso di Cielo va difeso dall’ossigeno, mantenendolo sulle fecce fini in acciaio per 5 mesi con bâtonnage settimanali; cruciali per il Luna Selvatica sono la calibrata macerazione e l’affinamento in legno non troppo prolungato, senza chiarifiche né filtrazioni». Quante annate di questi due vini avete serbato in cantina e a quale scopo? «Abbiamo conservato bottiglie di entrambe le etichette sin dal loro anno di nascita: dal 1991 per il Sorriso e dal 1989 per il Luna. Per noi questa raccolta costituisce un patrimonio di conoscenza, che a ogni riassaggio ci insegna sempre cose nuove sul nostro terroir e sugli approcci per esaltarlo. Ma la raccolta è utile anche per far conoscere meglio al pubblico tutte le potenzialità dei Colli Piacentini, grazie a verticali organizzate in azienda. In più abbiamo qualche ristoratore, come Massimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena, che ci chiede vecchie annate dei nostri vini, per poter proporre almeno cinque-sei millesimi in carta».

Tag: ,

© Riproduzione riservata - 15/07/2010

Leggi anche ...

“Vino. Oltre il paesaggio”, la mostra fotografica di Zenato Academy
Dall'Italia
“Vino. Oltre il paesaggio”, la mostra fotografica di Zenato Academy

Leggi tutto

Atlante del vino 2021: la Basilicata
Dall'Italia
Atlante del vino 2021: la Basilicata

Leggi tutto

Report WOW! 2021 Basilicata
Dall'Italia
Report WOW! 2021 Basilicata

Leggi tutto