Thurner PR si certifica “agenzia sostenibile”

Thurner PR si certifica “agenzia sostenibile”

Lo studio di comunicazione e pubbliche relazioni di Ursula Thurner, partner di molte Cantine di primo piano del panorama nazionale, ha ottenuto le certificazioni di Qualità, Ambiente e Carbon Footprint per lavorare sempre più in sinergia con i propri clienti.

Nel nostro settore la parola sostenibilità è sempre (più) legata alle scelte delle Cantine, ma anche sul fronte degli uffici stampa c’è chi ha deciso di certificarsi in questa direzione. È il caso della Thurner PR, storica agenzia fiorentina di strategie di comunicazione e pubbliche relazioni internazionali, che ha deciso di diventare una “agenzia sostenibile” attraverso la certificazione, da parte di CSQA, delle norme che regolano la Qualità (ISO 9001), l’Ambiente (ISO 14001) e il Carbon Footprint (ISO 14064).

Una scommessa innovativa

 «Oggi la sostenibilità è la frontiera cui sempre più realtà guardano con sensibilità e coscienza. Questa attenzione non poteva non coinvolgere chi, come noi, è sempre in sintonia con il pensiero dei propri partner», spiega la fondatrice Ursula Thurner. «Ottenere certificazioni nell’ambito della sostenibilità per una società di servizi non è stato facile; ho voluto fortemente raggiungere questo traguardo per la mia squadra e anche per rispetto verso le aziende che si affidano a noi. Venticinque anni fa siamo stati tra i primi a proporre strategie di comunicazione e PR per il mondo del vino a livello internazionale. Oggi vogliamo allargare l’orizzonte della comunicazione verso le tematiche di una sostenibilità capita, vissuta e condivisa».

L’impegno con CSQA

La scelta dell’organismo di certificazione è caduta su CSQA, primo ente italiano accreditato per il food; nel 2000 ha creato il primo disciplinare per la certificazione volontaria di filiera controllata, che successivamente è diventata il documento di riferimento per lo sviluppo della UNI 10939, poi ISO 22005 ovvero le norme per il Sistema di rintracciabilità delle filiere e aziende agroalimentari.
«La lungimiranza di CSQA nell’aprire strade nuove e nel saper elaborare progetti in sinergia con i partner più competenti di ogni settore ha trasformato l’innovazione in valore – ne è un esempio lo standard Equalitas – e ci ha dato il coraggio di affrontare questa sfida. Creare una collaborazione ha permesso di individuare, per la prima volta per il nostro settore, le norme più idonee alla tipologia di servizio, con l’obiettivo di rendere la sostenibilità uno stile di lavoro quotidiano».

Non è solo una questione ambientale

«Essere sostenibili significa conoscere in profondità l’intero sistema operativo aziendale; valutare capacità, potenzialità e anche evidenziare le criticità al fine di costruire un sistema integrato che aiuti a porsi degli obiettivi interni ed esterni misurabili e verificabili nel tempo», prosegue Ursula Thurner. «L’ottenimento della certificazione vuol dire alzare il livello, ogni anno, della qualità del lavoro e della nostra responsabilità sociale, avvalorata da numeri e azioni concrete che ci permettono di guardare a risparmi e investimenti futuri. Le norme seguite per ottenere le certificazioni indicano un metodo di gestione e l’orizzonte temporale per il raggiungimento di un percorso culturale che si costruisce nel tempo».

La certificazione Carbon Footprint

In particolare, la certificazione della norma ISO 14064 – Carbon Footprint ha permesso di quantificare l’impatto di tutte le emissioni di gas effetto serra per tutte le attività dell’agenzia. Durante il percorso sono state analizzate numerose tematiche, al fine di creare modelli di programmazione futuri. Si va dalla scelta di fornitori per l’energia elettrica da fonti rinnovabili al controllo efficienza energetica degli impianti di climatizzazione e riscaldamento, passando per le apparecchiature elettriche a basso consumo e l’illuminazione a Led. Ancora, la riduzione dell’uso della plastica, l’adozione di tipologie di carta riciclata o certificata Ecolabel, gli inchiostri a basso impatto ambientale, la sensibilizzazione alla raccolta differenziata e ad una politica di riduzione degli sprechi. E poi contratti di lavoro specifici e incremento corsi di formazione anche su tematiche di sostenibilità, migliore gestione dell’organizzazione interna, rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra, programma di contenimento delle emissioni di CO2 derivanti dall’utilizzo intensivo del digitale, analisi spostamenti casa lavoro dei dipendenti, trasferte e viaggi di lavoro al fine di contenere l’impronta carbonica.

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© Riproduzione riservata - 14/07/2022

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