Tedeschi, Ricasoli e Poderi Einaudi fanno rete

Tedeschi, Ricasoli e Poderi Einaudi fanno rete

Tanto se ne parla, meno se ne fa in Italia, eppure la rete d’impresa è un’attività di business e marketing che funziona e dà i suoi frutti se ben coordinata. Una prima importante e proficua dimostrazione in Italia ci giunge da tre aziende vitivinicole: la veneta Tedeschi in Valpolicella, la toscana Barone Ricasoli a Bolgheri e la piemontese Poderi Luigi Einaudi nel Cuneese, in partnership dal 2012 per gestire insieme vendite, logistica e marketing per il canale Ho.Re.Ca. sul mercato nazionale. All’atto pratico, che cosa significa? E quali sono stati i risultati?

Far rete è un’impresa.. che premia!

La rete, formalizzata nel 2014, ha innanzitutto soddisfatto l’esigenza di gestire anche ordini di piccole dimensioni con un’unica consegna da un deposito centralizzato, permettendo così di coprire le richieste di quantitativi ridotti di vini (Chianti Classico, Dogliani e Barolo, Valpolicella) da parte di ristoranti, enoteche e wine bar. Il pagamento attraverso un’unica fattura ha reso più agevole e snella ogni transazione. Tutti aspetti che hanno consentito di acquisire spazi di mercato sino ad allora difficili da raggiungere, con il vantaggio di aumentare la presenza di bottiglie sul punto vendita e il prestigio di tre brand che costituiscono una forte espressione di specifici territori di produzione. Hanno contribuito anche il road show in giro per l’Italia con tasting dinner alla presenza delle tre aziende, organizzato per spiegare ai clienti il funzionamento degli ordini abbinati e le peculiarità dei vini di Barone Ricasoli, Poderi Einaudi e Tedeschi.

Tedeschi, Ricasoli e Poderi Einaudi. Nuove prospettive

I risultati sono assai concreti: «Ad oggi le tre aziende coprono circa 90 zone in Italia, con agenti e distributori specializzati, di cui oltre la metà gestite in condivisione» spiega Gerardo Bosco, consulente direzionale delle tre aziende. «Dal 2013 a oggi gli ordini in abbinamento gestiti dalla rete sono cresciuti del 150%, viaggiando in prospettiva a circa 200 ordini l’anno». Soddisfazione anche per l’azienda Tedeschi, con una produzione di 500.000 bottiglie e un export all’85%: «Il bilancio è più che positivo, siamo riusciti a raggiungere clienti in Italia prima impensabili, i riordini sono più frequenti e abbiamo aumentato l’ordine medio» dice Antonietta Tedeschi. Un case history nazionale di successo che guarda oltre. «Stiamo valutando il coinvolgimento di altre aziende nella rete d’impresa, espressioni rappresentative di specifici territori di produzioni e di determinate tipologie di vini» conclude Gerardo Bosco.

 

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In foto: Antonietta Tedeschi e Matteo Sardagna Einaudi

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© Riproduzione riservata - 01/09/2015

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