In Italia In Italia Emanuele Pellucci

Sorprende ancora dopo 70 anni il Carmignano Capezzana 1937

Sorprende ancora dopo 70 anni il Carmignano Capezzana 1937

Settanta anni e non sentirli pesare troppo, seppur accusando qualche piccolo acciacco. Accade sempre più spesso agli uomini, più raramente ai vini. Non c’è dubbio che, almeno in Italia, siano veramente pochi i produttori che possono garantire al cliente che il vino che gli vendono potrà essere bevuto, naturalmente in buone condizioni, anche tra 70 anni. In genere cercano di andare sul sicuro, anche sui grandi vini: 10, 15, massimo 20 anni. Oltre, non danno garanzie!

Ebbene, ieri alla Tenuta di Capezzana, storica azienda toscana della famiglia dei conti Contini Bonacossi, sulle colline del Montalbano, il Carmignano Villa di Capezzana che un ristretto gruppo di giornalisti ha potuto assaggiare ha dimostrato di essere ancora “vivo” a quella veneranda età. Partendo appunto dall’annata 1937, il vino simbolo dell’azienda ha fatto da apripista ad altri nove Carmignano di annate successive (1969, 1979, 1985, 1990, 1995, 1999, 2001, 2006 fino all’anteprima 2007) per una degustazione verticale sicuramente storica guidata da Vittorio e Benedetta Contini Bonacossi.

Famiglia Bonacossi

Ugo e Lisa Contini Bonacossi circondati dai figli e dai nipoti oggi coinvolti nell'attività dell'azienda di famiglia

Il Villa di Capezzana 1937, prodotto con uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Canaiolo e una piccola percentuale di vitigni complementari, può essere considerato uno dei capolavori enologici di Alessandro Contini Bonacossi, il padre dell’attuale proprietario, il conte Ugo, personaggio di spicco della vitivinicoltura toscana e promotore principale dell’istituzione della Doc Carmignano nel 1975. Con i suoi 89 anni, ottimamente portati (sta già preparando gli sci per la prossima stagione invernale nella “sua” Abetone), Ugo Contini Bonacossi rappresenta tuttora il classico “signore” della campagna toscana, supportato dalla sua amata moglie Lisa e dai numerosi figli e nipoti che oggi guidano l’azienda. Lui quel vino del 1937 lo ha visto nascere, ma forse nemmeno lui avrebbe pensato che dopo 70 anni potesse essere ancora un vino bevibile.

Al di là di questa chicca enologica, è stata tutta la serie di Carmignano, oggi a Docg, a impressionare per la vitalità, l’eleganza e le potenzialità di conservazione del vino. In particolare, il 1985, il 1990, il 1995 e dal 1999 in poi dove si è notato il cambio di stile di maturazione, passato dalle botti di media capacità ai tonneaux, e dall’uso di due soli vitigni, il Sangiovese (80%) e il Cabernet Sauvignon (20%). La maturazione in rovere francese è di almeno 12 mesi, cui segue l’affinamento in bottiglia per circa altri 16 mesi. Ottime le ultime due annate, il 2006 e, soprattutto, il 2007, già pluripremiato dalle guide.

Nonostante l’azienda produca un’ampia gamma di vini, tra cui i ricercatissimi Ghiaie della Furba (uno dei primi Supertuscan, prodotto a partire dal 1979), l’ottimo Trebbiano e lo straordinario Vinsanto, il Villa di Capezzana Carmignano Docg resta il vino bandiera dei Contini Bonacossi, quello che ha fatto conoscere nel mondo l’azienda e il nome di Carmignano.

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© Riproduzione riservata - 01/10/2010

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