Dall'Italia Dall'Italia Emanuele Pellucci

UCB, il nuovo Sangiovese di Tenuta di Capezzana

UCB, il nuovo Sangiovese di Tenuta di Capezzana

Ugo Contini Bonacossi: è questo il nome del nuovo vino che Tenuta di Capezzana ha voluto dedicare al suo storico proprietario, personaggio di spicco della vitivinicoltura toscana e in particolare dei vini diimg_8538 Carmignano, deceduto nel 2012 all’età di 91 anni. UCB rappresenta doppia novità per l’azienda guidata oggi dai figli e dai nipoti del conte Ugo perché si tratta anche del primo vino in assoluto prodotto da Capezzana con uve Sangiovese in purezza. Tutti gli altri vini rossi della gamma aziendale (Docg, Doc, Igt) sono infatti il risultato di blend di uve autoctone e internazionali, a cominciare dallo stesso Carmignano (prima a Doc e poi a Docg), che è stato il primo vino toscano che ha visto l’unione del Sangiovese ai due Cabernet.

I vigneti tra le rose

“Questo nuovo vino”, hanno spiegato i fratelli Vittorio e Beatrice Contini Bonacossi durante la presentazione alla stampa, “nasce dalla vigna Viticciana, l’ultima disegnata e realizzata da nostro padre 15 anni fa. La sua caratteristica è di avere i filari interrotti da due strade a girapoggio, in contropendenza, che canalizzano l’acqua piovana ed evitano l’erosione del terreno. Inoltre, i filari sono abbelliti da piante di rose da lui stesso scelte”. Va sottolineato come Ugo Contini Bonacossi era anche un esperto in materia essendosi occupato negli anni Cinquanta della costruzione di laghi collinari e bacini artificiali anche in Africa, Medio Oriente e Sud America.

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Vittorio e Beatrice Contini Bonacossi

La vigna dei Medici

La vigna Viticciana (2 ettari di superficie con 5 cloni di Sangiovese) era conosciuta un tempo come “la vigna dei Medici”, la più vocata a produrre in epoca granducale i grandi vini rossi di Carmignano, zona che poi nel 1716 Cosimo III inserì nel Bando che delimitava i quattro migliori territori vitivinicoli della Toscana. Esposta a Sud a un’altitudine media di 150 metri s.l.m., la vigna ha una resa di circa 60 q/ha.

Il Sangiovese di Tenuta di Capezzana in edizione limitata

Le uve della vendemmia 2013, raccolte e selezionate a mano, sono state vinificate in acciaio, cui è seguita la fermentazione malolattica in barrique nuove di rovere francese. Il vino è maturato poi per 18 mesi in barrique, parte nuove e parte usate, per poi affinarsi in bottiglia per altri 12 mesi. Il risultato è un vino dagli ampi profumi, fruttato con note speziate, di grande struttura, con tannini ben integrati, estremamente elegante come lo sono tutti i vini di Capezzana. La produzione di questa prima annata è limitata a circa 3.500 bottiglie.

Il gentiluomo di campagna

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Ugo e Lisa Contini Bonacossi

UCB rappresenta perciò al meglio quelle che erano le caratteristiche del personaggio: Ugo Contini Bonacossi era il classico gentiluomo di campagna appassionato del suo lavoro e della grande fiducia che aveva nella vocazione vitivinicola di Carmignano. A lui si deve, infatti, la fondazione della Congregazione, ossia il Consorzio dei pochissimi produttori di questo vino, e il grande impegno per rendere autonomo il vino rosso di Carmignano dal Chianti, fino alla Doc nel 1975 e alla Docg nel 1990. Con lui la Tenuta di Capezzana (670 ettari, di cui 90 a vigneto e 140 a oliveto) è diventata punto di riferimento per le produzioni di qualità del territorio carmignanese.

Il futuro con i figli

Oggi l’azienda è gestita dai figli Benedetta, Beatrice, Vittorio e Filippo, coadiuvati dai nipoti Serena e Gaddo. Di recente è stato aperto il nuovo punto vendita La Vinsantaia, che funge anche da wine bar, con una grande terrazza che si affaccia sulla campagna circostante.

Non solo vini…

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Villa Capezzana

Insieme al nuovo vino, i fratelli Contini Bonacossi hanno presentato in anteprima anche l’olio extravergine del nuovo raccolto. Anche qui la Tenuta di Capezzana svolge un ruolo di primo piano, non solo per avere la più grande estensione olivicola della Toscana (140 ettari con 30 mila piante) con prevalenza della varietà Moraiolo (60%) seguita da Frantoio, Leccino e Pendolino, ma anche a livello qualitativo. Purtroppo l’andamento stagionale ha penalizzato molte aziende toscane, tra cui anche Capezzana, riducendo della metà il raccolto potenziale senza tuttavia pregiudicare la qualità.

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© Riproduzione riservata - 18/11/2016

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