Prosecco Rosé alla prova: la classifica di 9 etichette

Prosecco Rosé alla prova: la classifica di 9 etichette

La nostra prima degustazione di Prosecco Rosé. Ne abbiamo assaggiati 9, arrivati in redazione negli ultimi mesi, per comprenderne le caratteristiche e il posizionamento e valutarne il packaging, sul quale le aziende stanno investendo molto. È un vino che nasce da un’intuizione commerciale e che potrebbe diventare una bandiera dello stile enologico italiano, per cui è importante monitorarne integrità e qualità.

Probabilmente la più eclatante novità vinicola del 2020 a livello mondiale, confluenza di due trend globali fortissimi: l’ascesa dei rosé e il successo del Prosecco. Circa 17 milioni di bottiglie in prima battuta confermano la validità dell’intuizione, specialmente sui mercati esteri dov’è stato spedito l’80% della produzione. È chiaro che il Prosecco Rosé Doc è nato dal formidabile intuito veneto per gli affari e forse per questo motivo, specialmente in Italia, qualcuno ha alzato il sopracciglio in segno di perplessità, ritenendola un’operazione squisitamente commerciale senza alcuna attinenza con la tradizione locale.

Prosecco Rosé, sempre millesimato

Ma forse è sbagliato l’assunto: non sta scritto nelle tavole della legge che il vino debba nascere solo dalla storia, e molti dei classici odierni sono figli di rivoluzioni enologiche. D’altro canto, per l’integrità dell’immagine del vino italiano, è auspicabile che un nuovo vino Doc destinato a far parlare di sé si collochi a un buon livello di percezione qualitativa e garantisca il requisito fondamentale dell’origine. Tra l’altro, ricordiamo che il Prosecco Rosé dev’essere sempre millesimato, particolare che avvalora una richiesta di buona qualità, anche rispetto al percepito e alle attese del consumatore. Sulla serietà nel rispetto del disciplinare di produzione vigilerà il Consorzio di tutela.

Rispetto per le origini con un tocco di colore e originalità

Sulla qualità, abbiamo voluto provare in una degustazione comparativa alcune bottiglie di Prosecco Rosé giunte in redazione negli ultimi mesi, alcune di marchi molto noti sul mercato e prodotte su larga scala, altre più di nicchia. Nel complesso, ci pare che i vini rispettino lo stile delle origini, giocato sulle note di freschezza, immediatezza e frutto, con un accentuato sentore di mela che è il marchio sensoriale della Glera e del Prosecco. Il Pinot nero (min. 10%) porta ovviamente il colore (non sempre davvero accattivante e coerente con lo stile, a nostro avviso, quando tende al rosa antico) e note di piccoli frutti (fragolina, ciliegia) tendenzialmente molto leggeri, ma che smarcano il prodotto dalla versione “in bianco”.

Prosecco Rosé

La degustazione

di Alessandro Torcoli

Ecco la classifica dei 9 Rosé assaggiati, di cui diamo anche una valutazione sul packaging, che per una tipologia del genere, che punta a sedurre un consumatore non esperto o occasionale, è particolarmente importante.

Le Manzane – Balbinot, Prosecco Rosé Brut Doc 2020

Color cipria, perlage fine e persistente. Profumo mela golden, fieno, tocco erbaceo, ricordo di fragoline e melograno. Al palato bollicine carezzevoli, mela intensa, equilibrato con buona densità del frutto sostenuta da fresca vivacità; discreta persistenza, retrogusto piacevolmente amaricante. Mantiene brillantemente la tipicità del Prosecco “bianco”, ma con un tocco di frutti rossi.
Packaging: classico, lineare, rigoroso. Ben rispecchia la seria fattura del vino.

Albino Armani Prosecco Rosé Extra Dry Doc 2020

Color rosa chiaro salmone. Profumo ampio e delicato: pesca bianca, mela, pera, fiore d’acacia. Bollicina carezzevole, buona densità del frutto in equilibrio con agrumata acidità, sapore di ciliegia, fragolina sopra una macedonia di mela, banana e mela. Discreta persistenza, finale molto morbido (infatti è un extra dry) più fruttato che zuccherino.
Menzione speciale per il packaging, classico ma fresco ed elegante.

2° (parimerito) Villa Sandi – Il Fresco, Prosecco Rosé Brut Doc 2020

Colore petalo di rosa brillante. Profumo intensamente fruttato di mela, pesca bianca, petalo di rosa con tocco erbaceo (sedano). Bollicine vivaci, sapore di mela e pesca, buona freschezza, morbido ma non abboccato sul finale. Buona persistenza.
Packaging: tipico dell’azienda, molto riconoscibile, sinuoso dai toni scuri.

Prosecco Rosé bottiglie

Astoria – Velére, Prosecco Rosé Extra Dry Doc 2019

Color petalo di rosa, perlage abbondante. Profumo intenso di mela, tocco di sedano, banana verde, talco. Palato pieno, bollicina tenue, cesta frutti gialli (pesca, albicocca), mela rossa, media persistenza. Equilibrio tra l’acidità sostenuta, gli zuccheri (15 g/l) e il frutto appena maturo. Di buona concentrazione.
Packaging: bottiglia riconducibile allo stile aziendale, di vetro lavorato con tagli che ne esaltano la luminescenza.

Ruffino – Prosecco Rosé Extra Dry Doc 2020

Colore rosa pallido con brillanti riflessi pervinca. Note floreali (dente di leone, fiore di campo) su base di frutti a polpa bianca, mela, pera e pesca. Bollicina carezzevole, sapore fruttato leggero, con discreta acidità, finale leggermente zuccherino e ricordi piccoli frutti rossi.
Packaging: classico e lineare. 

ZONIN1821 – Prosecco Rosé Brut Doc 2019

Colore di rosa tenue, riflessi brillanti. Bollicine rarefatte, delicate. Profumo aromatico intenso, banana, fiore d’arancio, magnolia, mela renetta, fragoline. Palato avvolgente, morbido, buona acidità, sufficiente densità di frutto con finale secco.
Packaging: studio Pininfarina, slanciato e apparentemente semplice.

Bottega – Prosecco Rosé Brut Doc 2019

Rosa cipria, petalo di rosa. Perlage piuttosto fine. Profumo mela e pera, fiore di campo, petalo di rosa bianca. Bocca inizialmente fruttata, morbida, petalo di fiore, ma il finale è leggermente erbaceo e secco. Poco armonico con componenti di acidità e amaro in evidenza.
Packaging: etichetta particolare, a goccia, riconducibile allo stile aziendale.

Mionetto Prosecco Rosé Extra Dry Doc 2020

Colore rosa antico con riflessi brillanti. Profumo leggermente fruttato, mela gialla, pera kaiser, tocco floreale (fiore d’acacia), piccoli frutti. Palato cremoso, bollicine mordaci, mela, pesca, ciliegia, leggermente abboccato e zuccherino con finale amaricante.
Packaging identitario per l’azienda, con etichetta a fascia obliqua, stretta e sinuosa.

Ferro13 – The Boss, Prosecco Rosé Doc Brut 2019

Color buccia di cipolla. Bollicine di media finezza e persistenza. Al naso Intensa nota di mela, lime, fragolina e fiore bianco. Perlage ben presente al palato, fresco, sapore deciso (e un po’ monocorde) mela, finale leggermente abboccato, semplice e piuttosto corto.
Packaging: moderno, originale, nome ironico accompagnato da bottiglia ben studiata, etichetta di grafica contemporanea. 

I numeri del Prosecco Rosé

di Elena Erlicher

Dei 500 milioni di bottiglie certificate Prosecco Doc immesse sul mercato nel 2020, 16,8 milioni appartengono alla nuova tipologia Rosé. «Il suo debutto ha creato una grande aspettativa», dichiara Stefano Zanette, presidente del Consorzio di tutela Prosecco Doc, «sia tra i produttori sia tra i consumatori. E questo, nonostante la difficoltà del periodo, ha giovato in maniera importante a tutta la denominazione». Anche se non tutte le 350 Case spumantistiche del Prosecco Doc hanno deciso di produrlo – sono attualmente 111, «prevediamo che ci sarà un forte aumento, già a partire dalla prossima vendemmia».

Previsioni e solide basi della denominazione

Le rosee aspettative del presidente Zanette arrivano a stimare fino a 50 milioni di bottiglie. Sono numeri importanti, che però non destano particolare meraviglia se pensiamo che la denominazione Prosecco Doc, nata nel 2009, in poco più di un decennio è passata da 150 milioni di bottiglie agli attuali 500 milioni. E continua di anno in anno a incrementare: il 2020 ha chiuso con un +2,8% rispetto al 2019. Sarà da vedere se questa grande attesa sarà confermata. «Per ora abbiamo avuto riscontri molto positivi sia dai buyer sia dalla critica», continua Zanette, «ma abbiamo di fronte un anno particolarmente difficile, a causa dell’emergenza globale. Bisognerà attendere i primi dati di consumo, che usciranno a fine marzo, per capire se le attese saranno confermate».

Il mercato del Prosecco Doc

Intanto per comprendere i dati di vendita, quando arriveranno, è utile sapere che l’80% della produzione del Prosecco Doc vola all’estero, e principalmente in Usa, Regno Unito, Canada, Germania, Paesi del Nord Europa, Francia e Asia Orientale. Solo il 20% è destinato al mercato interno, che è così suddiviso: 60% Gdo, 30% Horeca e 10% vendita diretta e e-commerce. «Naturalmente le aziende che operano solo nel canale tradizionale hanno particolarmente sofferto», conclude Zanette, «e il successo del 2020 è dovuto soprattutto alle buone performance della Grande distribuzione. Ma ci aspettiamo una nuova ripartenza dell’Horeca».

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© Riproduzione riservata - 02/03/2021

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