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Pinot nero d’Italia. Quello d’Oltrepo elegante e potente

Pinot nero d’Italia. Quello d’Oltrepo elegante e potente

Il Pinot nero è un vitigno a bacca rossa originario della Borgogna (Francia). Incapace di garantire quella continuità qualitativa che il mercato pretenderebbe, questa varietà è un nettare dall’andamento altalenante in termini di quantità, qualità, prezzo e incontra per queste ragioni, numerose difficoltà commerciali che lo portano a essere, almeno al di fuori della mitica Borgogna (e dello Champagne), un vino quasi sempre di nicchia.

Una collezione di bottiglie datate. Il vitigno si dimostra particolarmente vocato alla longevità

QUELLO DI CASA NOSTRA – In Italia il Pinot nero è giunto in tempi relativamente recenti rispetto ai vitigni bordolesi; ciò proprio per le difficoltà legate alla sua gestione vitienologica, per la sua incostanza qualitativa, per le complicate e particolari esigenze pedoclimatiche che essa esige. Nel nostro Paese i migliori risultati si sono ottenuti in Oltrepò, anche se nemmeno qui può dirsi la varietà più diffusa, soprattutto se vinificata in rosso: ha infatti un largo impiego, elaborata in bianco, come base spumante, sia per le bollicine locali sia per quelle piemontesi. Altre zone di una certa vocazione sono Franciacorta, Trentino e soprattutto Alto Adige, ma pure – più di recente – Valle d’Aosta e Piemonte, dove ha avuto una contenuta affermazione in Langa e una leggermente più ampia diffusione nell’alveo della Doc Monferrato, dove la varietà transalpina è spesso assemblata con i più classici autoctoni sabaudi, in particolare con la Barbera. Vi sono poi interessanti produzioni di nicchia in Veneto, tra Soave e Breganze, e sui Colli orientali del Friuli. Molto più problematica è la sua coltivazione nel centro-sud, dove in genere non v’è sufficiente escursione termica notturna. Fanno eccezione le aree disposte sulla dorsale appenninica, soprattutto umbro-toscane (nell’Aretino) e tosco-emiliane (nel Mugello), dove le condizioni climatiche d’eccellenza per ottimizzare la qualità di questo delicato vitigno sono garantite dalla relativa quota.

IL PINOT NERO IN OLTREPÒ – Determinato, arguto, puntiglioso, Gianluca Ruiz De Cardenas, industriale milanese “malato” di Borgogna, e come lui stesso si definisce: “vignaiolo per passione e non per lucro”, produce alcuni tra i migliori Pinot nero dello Stivale, sia fermi sia in versione spumante, da singoli cru. La sua azienda vitivinicola di Casteggio, nel cuore dell’Oltrepò Pavese, fondata nel 1979 produce fra gli altri un interessantissimo Vigna Brumano, da cloni di Borgogna, ottenuto da un minuscolo appezzamento di 0,66 ettari, dotato della bellezza di circa 4.100 ceppi, a cordone speronato, posti a ritocchino lungo una collina di Casteggio. Rese bassissime e un affinamento in barrique, completano il quadro, per una produzione di nicchia che non supera le 2.500 bottiglie. «Con i miei genitori e i miei fratelli tuttora parliamo francese», ci dice Sandra Braggiotti di Tenuta Mazzolino, la cui madre è cresciuta a Parigi «e quando, nel 1980, vedemmo quelli che sarebbero stati i nostri vigneti, mio padre decise che qui avremmo prodotto un gran vino, confortati anche da un titolo dello stesso periodo pubblicato sulla Provincia Pavese: “La Borgogna è anche a Corvino San Quirico”». Testimonianza che fa capire la tensione verso il Pinot nero da parte di questa azienda. Se poi si aggiunge che enologi della Cantina sono Jean-François Coquard (dal 1999), laureato all’Università di Borgogna, e Kyriakos Kynigopoulos, sommo esperto del vitigno, e che fu Giacomo Bologna a esortare i Braggiotti a produrre un Pinot nero in rosso, il gioco è fatto. Dopo trent’anni l’Oltrepò Pavese Noir è considerato tra i più interessanti d’Italia.

LA PROVA DELL’ENOLUOGO – Un panel di assaggiatori si è riunito all’enoluogo di Milano, il “salotto del vino” di Civiltà del bere, per assaggiare le etichette di Pinot nero dell’Oltrepò Pavese di cui abbiamo appena parlato. I componenti del panel erano Alessandro Tocoli, direttore di Civiltà del bere, Roger Sesto, il giornalista autore del servizio, Max Torcoli, project manager dell’enoluogo, Ivano Antonini, miglior sommelier d’Italia Ais 2008, l’enologo Lorenzo Monterisi, Giuliano Cappelli, esperto di marketing e Luciano Gusmeri, wine-lover. I degustatori, oltre a dare una descrizione gustolfattiva dei campioni, hanno anche immaginato il possibile costo di una bottiglia (“prezzo atteso”). Il “prezzo reale” è quello medio in enoteca.

RUIZ DE CARDENAS – Vigna Brumano, Oltrepò Pavese Doc 2006
Uve:
Pinot nero 100%.
Descizione: abbastanza intenso e complesso, con sentori floreali, un po’ appassiti, di cuoio bagnato e stalla. In bocca è molto morbido, manca un po’ di nerbo.
Titolo alcolometrico: 13% vol.
Prima annata in commercio: 1985.
Bottilgie prodotte: 1.500-2.000
Prezzo atteso: 15 euro.
Prezzo reale: 22 euro.

Indirizzo Cantina: strada delle Mollie 35, Mairano, Casteggio (Pavia), tel. 0383.82.301, mail vini@ruizdecardenas.it, www.ruizdecardenas.it.

TENUTA MAZZOLINO – Noir, Pinot nero Oltrepò Pavese Doc 2008
Uve:
Pinot nero 100%.
Descizione: profumi fragranti, di sottobosco, lamponi,confettura di ciliegia e una fresca balsamicità. Le sensazioni olfattive trovano perfetta corrispondenza in bocca: è fresco, polposo ed equilibrato.
Titolo alcolometrico: 13,5% vol.
Prima annata in commercio: 1985.
Bottilgie prodotte: 10.000
Prezzo atteso: 30 euro.
Prezzo reale: 30 euro.

Indirizzo Cantina: via Mazzolino 26, Corvino San Quirico (Pavia), tel. 383.87.61.22, mail info@tenuta-mazzolino.com, www.tenuta-mazzolino.com.

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© Riproduzione riservata - 31/01/2013

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