Per Barone Pizzini la nuova sfida è La Contessa

Per Barone Pizzini la nuova sfida è La Contessa

Escono le prime bottiglie de La Contessa di Capriano del Colle (Brescia), dopo che Barone Pizzini ha rilevato la tenuta dalla famiglia Berlusconi. Il general manager Silvano Brescianini ci racconta i contorni dell’operazione e le sue aspettative per il 2021.

Il Covid-19 quest’anno ha spezzato le ali ma non le ambizioni di molti progetti vitivinicoli. Silvano Brescianini, presidente del Consorzio Franciacorta e general manager della Barone Pizzini ci racconta l’anno più difficile di sempre a partire dalla sfida enologica ingaggiata con l’acquisizione del ramo d’azienda della cantina La Contessa a Capriano del Colle (Brescia). Fino alla primavera dell’anno scorso gestita da Alessia Berlusconi, figlia di Paolo, la proprietà immobiliare rimane a tutt’oggi della storica famiglia Montini, discendenti di papa Paolo VI.

Silvano Brescianini, general manager di Barone Pizzini

La new entry Cervo Volante

«Vinitaly 2020 doveva essere l’occasione per presentare ufficialmente la nuova etichetta: Cervo Volante, Montenetto di Brescia Rosso Igt 2018. Realizzata con il 50% di uve Marzemino e il 50% di Merlot del vigneto biologico su suolo argilloso de La Contessa, alle pendici del Monte Netto a Capriano del Colle», spiega Silvano Brescianini. Ottenuto da macerazione sulle bucce e maturato per 20 mesi in vasche inox e botte grande, ha 13,5 gradi alcolici.

Un blend bresciano per l’Asia

«Ci tenevamo ad avere nel nostro portafoglio questo vino, che è un grande classico per il territorio; è prodotto in circa 10.000 bottiglie e oggi è in vendita nelle enoteche bresciane, in azienda e online a poco meno di 10 euro. Ha morbidezza, profumi e suadenza legati al Marzemino adatti allo spiedo o alla selvaggina. Vorremmo proporlo anche in Asia», preannuncia e aggiunge: «Il Covid-19 ci ha insegnato l’importanza di diversificare i mercati e, al loro interno, i canali distributivi».

Cervo Volante è il primo vino de La Contessa sotto la guida di Barone Pizzini

Biodiversità in primo piano

Cervo Volante è un vino ad elevato tasso di biodiversità ottenuto da viti circondate da un bosco planiziale dove vive il cervo volante, uno dei grandi coleotteri d’Europa e specie da tutelare, da cui prende il nome e l’effigie in etichetta. Non c’è da stupirsene: la Barone Pizzini è certificata Biodiversity Friend dal 2015 e biologica dal 2001: «I nostri sforzi in campagna negli ultimi dieci anni si sono prefissati l’obiettivo della biodiversità sia a livello di studi che di analisi», spiega Brescianini. «Siamo convinti, infatti, che sarà una priorità per il futuro».

I primi risultati de La Contessa

La Barone Pizzini nel suo nuovo gioiello ha prodotto quest’anno circa 40.000 bottiglie di vini rossi e, in parte limitata, di vini bianchi, trasformando le uve Marzemino, Sangiovese, Merlot e Trebbiano e Chardonnay di 8 ettari di vigneto (sui 9 complessivi) a partire dalla vendemmia 2018. I vini includono la selezione di Marzemino e Merlot Cervo Volante Montenetto di Brescia Rosso, un rosso Igt e un bianco a base Trebbiano di Lugana con una produzione limitata a un massimo di 8.000 bottiglie. Tra i progetti anche l’impegno per trasformare la Igt Montenetto di Brescia in una Doc.

La tenuta La Contessa, che Barone Pizzini ha di recente rilevato dalla famiglia Berlusconi

L’incognita di fine anno

Con 54 ettari vitati in 4 comuni e una produzione di circa 300.000 bottiglie di Franciacorta e 60.000 di Curtefranca Igt, Barone Pizzini nel 2019 ha realizzato 5,6 milioni di euro. A questo risultato hanno contribuito anche la marchigiana biodinamica Pievalta, con 34 ettari che puntano al Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc, e la toscana Poderi di Ghiaccioforte a Scansano, con 16 ettari e vini quasi esclusivamente da uve Sangiovese. Nel 2020 l’obiettivo era arrivare a 6 milioni di euro, ma nel periodo di lockdown l’azienda ha registrato un calo tra il 40 e il 50%, fino a un incremento del 15% a settembre che faceva ben sperare. «L’attuale situazione di incertezza legata al Covid-19 ci porta tuttavia a prevedere una fine dell’anno difficile».

Guardando oltre il 2020

La qualità della vendemmia 2020 a La Contessa, in compenso, non è stata frenata dal Covid: «È stata buona, più abbondante rispetto a quella del 2019, le maturazioni dell’uva sono state molto lente, quindi ci aspettiamo vini con maggiore freschezza e minore gradazione alcolica». Nonostante la presentazione ufficiale del Cervo Volante Montenetto di Brescia Rosso sia stata rimandata al 2021 per le misure sanitarie legate alla pandemia, Brescianini ce la mette tutta per mantenere il suo ottimismo per il 2020. Auspica anche un futuro evento nel magnifico bosco che costituisce la cornice del vigneto a La Contessa dove nasce il blend: «Per questo attendiamo, però, tempi migliori, proprio come facciamo da sempre come agricoltori».

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© Riproduzione riservata - 24/10/2020

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