Senza confini Senza confini Anita Franzon

OIV: il settore del vino tra ripresa e incertezze

OIV: il settore del vino tra ripresa e incertezze

La crisi sanitaria, la guerra in Ucraina, l’aumento dei prezzi dell’energia, i rallentamenti nelle spedizioni, la difficoltà a reperire materie prime e, non da ultimo, il cambiamento climatico stanno mettendo a dura prova il settore vitivinicolo. La situazione attuale è stata analizzata il 27 aprile durante la conferenza stampa organizzata dall’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino (OIV).

Presentati da Pau Roca, il direttore generale dell’organismo intergovernativo con sede a Parigi, i dati sulla situazione del settore vitivinicolo mondiale seguono a grandi linee la lenta ripresa dell’economia avvenuta nel 2021 dopo il picco della crisi pandemica, ma anche le nuove battute d’arresto causate dal conflitto tra Russia e Ucraina.
«Nel 2021 abbiamo assistito a una ripresa generale del mercato del vino. La vera sfida è come il settore affronterà la situazione nel 2022», afferma Roca.

Consumi in leggera crescita, produzione ed ettari vitati in calo

Rispetto al 2020, che ha segnato il livello più basso dal 2002, nel 2021 il consumo di vino nel mondo è stato di 236 milioni di hl, con un aumento di 2 milioni di hl (+0,7%). In leggera diminuzione la superficie vitata che nel 2021 si stima fosse 7,3 milioni di ettari, con i primi 6 Paesi produttori – ovvero Spagna, Francia, Cina, Italia, Turchia e Usa – che insieme rappresentano il 56% della superficie vitata mondiale. In calo di quasi 3 milioni di hl (-1%) rispetto all’anno precedente anche la produzione totale di vino, stimata a 260 milioni di hl con i primi 3 Paesi produttori – ovvero Italia con il 19%, Francia e Spagna entrambe con il 14% – a rappresentare quasi la metà della produzione mondiale. Nel complesso, il volume di produzione vinicola nel 2021 può essere definito per il terzo anno consecutivo leggermente inferiore alla media decennale.

Oiv
Il direttore generale dell’Oiv Pau Roca ha presentato i dati sul settore vitivinicolo

Nel 2021 il picco delle esportazioni

Lo scorso anno, grazie a una prima risposta alla pandemia con un boom delle vendite online, il mondo del vino ha dimostrato di essere più resiliente rispetto ad altri campi.
«Parte di questo successo ha a che fare con la grande capacità del settore di adottare soluzioni innovative e tecnologiche per far fronte a misure come il lockdown con l’e-commerce», ha spiegato Pau Roca. Ma dopo la brusca frenata del 2020, buona parte della ripresa del consumo globale è da attribuire a un mercato internazionale in piena espansione. Si è infatti registrato un record oltre le aspettative in termini di volume (+4% pari a 111,6 milioni di ettolitri), ma soprattutto di valore (+16%, pari a 34,3 miliardi di euro); entrambi gli indicatori hanno segnato i massimi storici. Secondo l’OIV, tale crescita è stata determinata dai primi tre esportatori di vino al mondo; Spagna, Italia e Francia, infatti, nel 2021 hanno esportato 59,9 milioni di hl, pari al 54% delle esportazioni totali.

Usa, i principali importatori di vino in base al valore

Gli Usa sono rimasti la prima destinazione per valore con importazioni di vino in aumento del +21% (6,2 miliardi di euro lo scorso anno). I volumi sono cresciuti del +13% (13,9 milioni di hl), portando gli Usa al secondo posto tra i principali importatori. Sono superati soltanto dalla Germania che, con i suoi 14,5 milioni di hl, rimane stabile al primo posto. La Gran Bretagna scende, invece, in terza posizione, poiché la Brexit ha contribuito a una contrazione delle importazioni dall’Ue.

Prime stime sulla vendemmia 2022 nell’emisfero Sud

Secondo i dati OIV, nell’emisfero australe si prevede complessivamente un calo della produzione di vino per il 2022.
«Questa non è necessariamente una cattiva notizia», commenta Pau Roca. Che continua: «Si tratta di un calo dovuto ai livelli estremamente elevati di produzione del 2021; quest’anno però prevediamo che i raccolti torneranno alle medie registrate in precedenza». Fanno eccezione la Nuova Zelanda e il Sudafrica, i cui raccolti sono in crescita comparati, però, a un 2021 critico.

Le incertezze legate al conflitto Russia-Ucraina

Ma l’argomento più caldo, al momento, riguarda la guerra in Ucraina e le sanzioni contro Mosca.
«Sanzioni che potrebbero incidere sul commercio con la Russia. Paese che lo scorso anno ha speso 949 milioni di euro per le importazioni di vino, soprattutto da Italia, Francia e Spagna», ha aggiunto il direttore generale dell’OIV. Roca ha specificato che la Russia è stato il 10° importatore di vino al mondo nel 2021 (rappresentando circa il 2% delle importazioni mondiali) e l’8° mercato vinicolo in termini di valore delle vendite. Oltre al Covid-19 e alle sue varianti che continuano a causare problemi, come è avvenuto ultimamente anche in Cina, la guerra sta esercitando una pressione senza precedenti sul mercato energetico globale, che sta già sperimentando un aumento dei prezzi. La nuova sfida nel 2022 sarà dunque vedere come il settore riuscirà a integrare la risposta alle criticità già in atto con quelle a venire.

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© Riproduzione riservata - 29/04/2022

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