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Obiettivo Vinitaly: diventare la più autorevole fiera del mondo

Obiettivo Vinitaly: diventare la più autorevole fiera del mondo

La 45ª edizione all’insegna dell’Unità d’Italia

Sempre più business oriented la manifestazione del vino italiano ha portato a Verona oltre 156 mila visitatori da 110 Paesi – Nel 2012 nuove date: da domenica a mercoledì per favorire l’incoming degli operatoriOTra le novità Sparkling Italy, supertecnologia nella valorizzazione delle bollicine

«C’è ottimismo». Sono state queste le parole con cui Ettore Riello, presidente di Veronafiere, ha inaugurato il 45° Vinitaly che si è svolto a Verona dal 7 all’11 aprile. E proprio con questo messaggio vogliamo cominciare la cronaca dell’ultima fiera dedicata al vino italiano, anch’essa, come molti altri eventi nel nostro Paese, all’insegna delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. E l’ottimismo c’è stato ed è stato confermato: dai 4 mila espositori presenti provenienti da 23 Paesi, dalle presenze, 156 mila visitatori, dei quali oltre 78 mila stranieri (+3% sul 2010), da più di 110 nazioni con in testa alla classifica delle provenienze la Germania, seguita da Stati Uniti a Canada, Inghilterra, Svizzera, Francia, Austria, Russia, Cina, Hong Kong e Giappone.
E c’è stato ottimismo anche nell’annuncio della novità più chiacchierata durante la Fiera, e cioè lo spostamento delle date della prossima edizione; non più dal giovedì al lunedì, ma dalla domenica al mercoledì e, nel caso del prossimo anno, dal 25 al 28 marzo 2012. Un cambio strategico per dare ancora più spazio al business, come hanno precisato dalla Fiera: «È una scelta importante che porterà innegabili vantaggi per gli espositori, i visitatori e la città», ha commentato Riello. «Con questa evoluzione Vinitaly viene incontro alle esigenze del mercato consentendo da un lato di ampliare le giornate interamente dedicate al business e dall’altro di concentrare l’evento su un’unica settimana lavorativa. Contiamo in un ulteriore ampliamento della presenza di clienti business che potranno usare il weekend per programmare nel modo migliore il loro viaggio. Gli operatori avranno più tempo per i loro contatti commerciali e gli appuntamenti programmati; i professionisti del canale Horeca potranno visitare Vinitaly più facilmente. La configurazione del calendario fieristico del settore vino 2012 consentirà al Vinitaly di implementare la propria presenza sui mercati tedeschi e dell’Europa dell’Est grazie allo sviluppo di attività di incoming che permetterà di aumentare la quota di visitatori esteri, oggi già oltre il 30%».

Il presidente Ettore Riello durante l'inaugurazione

Una scelta, insomma, necessaria per andare sempre più incontro alle esigenze dei produttori e a quelle degli operatori, ma senza dimenticare i consumatori finali, come ha tenuto a precisare Riello: «La domenica sarà la giornata dedicata al pubblico e inoltre, nel 2012 ci saranno molte più iniziative per gli appassionati dislocate nella città». Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, ci ha spiegato come questo cambio di date dovrebbe favorire praticamente le necessità degli espositori e gestire meglio quelle degli appassionati: «I wine lovers avranno a disposizione tutta la domenica e non solo. Vinitaly, proprio a partire dalla prossima edizione, vivrà un’anteprima in città che comincerà già venerdì coinvolgendo il pubblico con eventi in città e nei grandi comprensori del vino di Veneto e Lombardia e di altre regioni d’Italia», ha precisato Mantovani aggiungendo: «I giorni che precederanno l’inizio del Vinitaly saranno anche dedicati ad alcuni eventi destinati ai produttori che lamentano sempre l’impossibilità di seguire convegni e incontri nel periodo della fiera perché sempre impegnati nei loro stand. Sabato sera, inoltre, ci piacerebbe dare vita a un evento di gala per far partire Vinitaly alla grande il giorno successivo».
Molte presenze politiche quest’anno al Vinitaly: in cinque giorni si sono visti passare in Fiera ben quattro ministri: Saverio Romano, al dicastero Politiche agricole, Giancarlo Galan ai Beni culturali, Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Michela Vittoria Brambilla, al Turismo; e non solo, durante l’inaugurazione erano presenti anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, quello della provincia di Verona Giovanni Miozzi e il sindaco Flavio Tosi. E davanti alla platea riunita per l’inaugurazione del Vinitaly Riello ha voluto ricordare pubblicamente il fondatore e direttore di Civiltà del bere Pino Khail, scomparso pochi giorni prima. Ciascun rappresentante politico ha approfittato del Vinitaly per dire la sua: Sacconi ha sottolineato l’importanza dell’agricoltura e della viticoltura per l’economia specificando come quest’ultima nel 2010 abbia registrato un +1,9% sull’anno precedente; la Brambilla ha siglato invece con Romano un protocollo d’intesa per promuovere il turismo enogastronomico (nel 2010 i turisti enogastronomi sono stati 18 milioni) con l’obiettivo di valorizzare il sistema attraverso i distretti turistico-agroalimentari a livello nazionale con nuovi itinerari d’eccellenza.

Il ministro alle Politiche agricole Saverio Romano con la sua collega al Turismo Michela Vittoria Brambilla. I due hanno firmato un protocollo d’intesa per promuovere il turismo enogastronomico

E, fresco di nomina, Saverio Romano ha affrontato di petto due temi caldi per il settore, Ocm-vino e consumi: «Vogliamo eliminare la norma che riguarda la liberalizzazione degli impianti. D’accordo con la Francia non permetteremo che vengano applicate nuove regole senza fornire ai produttori e alle filiere adeguate certezze di conservazione di quel valore di sistema che fino ad oggi ha consentito lo sviluppo del nostro made in Italy di qualità». Sul calo dei consumi interni Romano ha detto: «Serve pensare tanto all’export quanto al mercato nazionale e la riduzione dei consumi va affrontata attraverso una comunicazione mirata che riporti il vino alla sua primaria natura di prodotto tradizionale italiano». Già, vino come prodotto italiano di qualità.
Proprio con questo obiettivo sono nate le etichette celebrative dell’Unità d’Italia: 3.400 cofanetti da due bottiglie di UNA, un bianco e un rosso ottenuto ciascuno da 20 vitigni autoctoni, uno per ogni regione, creati da Assoenologi con una commissione di esperti presieduta da Giancarlo Prevarin e composta, tra gli altri, da Riccardo Cotarella che ha stabilito le percentuali dei blend. La prima bottiglia è stata omaggiata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a New York lo scorso 27 marzo, le altre saranno le ambasciatrici del made in Italy nel mondo in occasione di tutte le cerimonie ufficiali che vedranno impegnata l’Italia. Un’Italia che, pur non dimenticando il suo mercato interno, è sempre più orientata a farsi conoscere.
Per questo Vinitaly ha puntato all’incoming di operatori professionali e ha dimostrato soddisfazione nell’aumento di presenze, come ci ha confermato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. «La crescita degli operatori internazionali è un evidente segno della tendenza del mercato mondiale. Inoltre, nonostante la tragedia che ha colpito il Giappone, è stata confermata la presenza di buyer dal Sol Levante e Vinitaly in the World sta pensando a un’iniziativa particolare a favore del popolo giapponese, grande estimatore del made in Italy». E per raggiungere questo obiettivo ci sarà anche Vinitaly Tour: «Attorno alla nostra fiera devono crescere iniziative che oltrepassino i confini italiani. Per questo il Vinitaly nel mondo è un’eccezionale opportunità di business». Il direttore generale ci ha spiegato le ragioni di questo successo: «Le motivazioni sono sostanzialmente due: una grande attenzione da parte dell’estero rispetto al vino italiano che si è tradotta con una presenza importante a Verona di professionisti statunitensi, canadesi, nord europei e tedeschi. Abbiamo registrato anche una crescente presenza da Russia, Cina e Hong Kong. La seconda ragione è da cercare negli effetti positivi del Vinitaly Tour che ha fatto crescere la nostra immagine del mondo». E a proposito di questo Mantovani ci ha anticipato qualcuna delle prossime tappe: tre giorni in Russia a settembre, il viaggio in America a ottobre e la mission in Asia e Hong Kong che vedrà la partecipazione del ministro Romano: «Stiamo confezionando un grande evento per il vino italiano in Asia. Il ministro accompagnerà in Cina i nostri produttori e questo potrebbe aprire importanti spiragli commerciali». Mantovani ha sottolineato anche una presenza molto significativa, quella di Wine Spectator: «La rivista mancava da tanti anni a Verona. E il suo ritorno è stato per noi un segnale molto positivo».
All’insegna dell’immagine dell’Italia nel mondo è stata anche un’altra novità di questa edizione per esaltare una delle eccellenze del nostro Paese: Sparkling Italy, un salotto delle bollicine dedicato ai vini italiani prodotti con Metodo Classico e Charmat in uno spazio appositamente allestito tra i padiglioni 8 e 10/11. Presenti tutti i consorzi di tutela delle zone vocate con 150 Cantine e tutte le etichette ordinate secondo un percorso che permetteva di evidenziare tutte le peculiarità e le differenze tra le varie tipologie.
I temi più caldi della 45ª edizione di Vinitaly sono stati l’analisi dei mercati internazionali, la biodiversità e la genetica come fattori imprescindibili all’interno dell’universo della produzione e il peso della burocrazia nel comparto vinicolo. Tra le degustazioni di maggior richiamo, oltre a quella di Civiltà del bere sui “Pionieri del made in Italy” (vedi pagine 33-40), segnaliamo “Il mondo del Pinot grigio, il Pinot grigio nel mondo” di Santa Margherita in occasione del 50° compleanno del Pinot grigio. Nel padiglione fieristico non si è svolto però solo Vinitaly. Il Salone internazionale dell’olio extravergine di qualità ha occupato uno spazio di 10.500 metri quadrati e ha visto il potenziamento della sua vocazione commerciale grazie a due iniziative rivolte al business: il Buyers club e l’International meeting point. Agrifood Club, la rassegna dell’agroalimentare di qualità, è stato un palcoscenico per mostrare nella pratica, ai visitatori di tutto il mondo, l’uso dei prodotti nella tradizione gastronomica italiana. Enolitech, giunto alla 14ª edizione, è stato protagonista di una nuova iniziativa: Vinitaly Sol incontra Enolitech, un momento attraverso il quale le aziende di Enolitech hanno potuto informare gli espositori di Vinitaly e Sol della loro presenza alla manifestazione inserendo on-line la propria scheda tecnica nell’area riservata alle aziende.
Vinitaly cresce e soprattutto punta sempre di più a essere una fiera orientata agli affari. Ma il presidente Riello non si accontenta di questo, anzi, mira alto, altissimo come ci ha confessato: «I nostri grandi competitor sono tedeschi e francesi. Ebbene, vorrei tanto, prima della fine del mio mandato, riuscire a superare Bordeaux. Dal punto di vista delle dimensioni siamo già più grandi, ma dobbiamo ancora salire un gradino, quello dell’assoluto riconoscimento qualitativo. Insomma Vinitaly deve diventare la più autorevole fiera di settore del mondo».

Sparkling Italy, apprezzata novità

I visitatori dello Sparkling hanno potuto sfruttare la tecnologia per conoscere tutte le informazioni possibili relative alle 130 Cantine che presentavano i loro spumanti

Sparkling Italy è stata una delle novità più apprezzate dell’ultimo Vinitaly, un’idea lanciata e realizzata da Elena Amadini, dinamica responsabile del settore food & wine di Veronafiere, sulla scia della bollicine-mania che da qualche tempo ha contagiato i consumatori italiani, e non solo. Ogni anno, infatti, le nostre aziende producono circa 260 milioni di bottiglie di spumante, quasi la metà delle quali destinata all’estero dove al primo posto troviamo la Germania, grazie soprattutto al successo del Prosecco.
È stato così che Vinitaly ha voluto riservare un piccolo ma specifico padiglione alle migliori bollicine del Belpaese ideando un itinerario attraverso le Denominazioni più prestigiose, un vero e proprio percorso “assistito” da sommelier e strumenti hi-tech a beneficio soprattutto di operatori e giornalisti nazionali e stranieri. Lo scopo era quello di far conoscere la ricchezza e la diversità dei vini e delle zone di produzione, dove terroir, vitigni e metodi di lavorazione rappresentano un valore aggiunto che caratterizza le diverse bollicine italiane. Una grande opportunità non solo di conoscenza, ma anche commerciale.
All’interno del moderno padiglione, dominato dai colori chiari che rendeva l’atmosfera ancor più hi-tech, una successione di varie “casette” (così le ha definite Elena Amadini) ciascuna delle quali “occupata” da un territorio spumantistico, e in particolare dal Consorzio di tutela di riferimento. La successione era ordinata in base alle peculiarità e alle differenze tra le varie tipologie di vino: Consorzio tutela Prosecco Doc, Consorzio tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, Consorzio per la tutela dell’Asti Docg, Consorzio tutela Alta Langa Metodo Classico, Consorzio tutela vini d’Acqui, Trentodoc e Consorzio per la tutela del Franciacorta. In tutto, circa 130 aziende in rappresentanza del meglio della produzione nazionale.
Dopo la registrazione all’ingresso del padiglione, al degustatore era consegnata una card personalizzata e un bicchiere, e da quel momento aveva un’ora di tempo per completare il percorso. Ogni territorio aveva una postazione dotata di strumenti touch screen dove era possibile consultare il catalogo dei prodotti in degustazione e passare alla successiva valutazione del vino compilando una scheda tecnica. Tutto questo con l’assistenza di un sommelier professionista in grado di fornire spiegazioni sulla zona di produzione e su tutto quanto riguarda la lavorazione del prodotto. Al termine del percorso al degustatore veniva consegnata la stampata dei vini degustati, con l’indicazione dello stand del produttore e le votazioni espresse. Inoltre, agli assaggiatori più esperti, o meglio, a coloro che si ritenevano più esperti, veniva proposto dai sommelier un blind tasting per gli spumanti della categoria brut.
Un’iniziativa interessante, una specie di sfida secondo Elena Amadini, che ha permesso a moltissimi operatori e giornalisti di avere una visione d’insieme, e nello stesso tempo comparativa, della produzione spumantistica italiana.

Sul Vinitaly si vedano anche gli articoli:

Dodici Pionieri del Made in Italy

Il Medagliere di Vinitaly 2011

 

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© Riproduzione riservata - 07/06/2011

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