Nuova Zelanda – Regno Unito: storico accordo per il libero scambio

Nuova Zelanda – Regno Unito: storico accordo per il libero scambio

Gli equilibri del commercio mondiale stanno cambiando velocemente. Da una parte crescono le sanzioni come quelle attuate contro la Russia; dall’altra si firmano accordi che prevedono il libero scambio, l’ultimo dei quali è l’accordo tra Regno Unito e Nuova Zelanda.

Si tratta di uno storico accordo che eliminerà i dazi sulle esportazioni neozelandesi nel Regno Unito. Si risparmieranno così circa 37 milioni di dollari all’anno, contando che per la Nuova Zelanda l’export più importante è proprio il vino. Questa alleanza segue la firma dell’accordo di libero scambio tra il Regno Unito e l’Australia avvenuta nel giugno 2021.

Cosa prevede il patto

L’accordo è stato firmato a Londra il 28 febbraio scorso dal primo ministro neozelandese Jacinda Ardern e il suo ministro dell’agricoltura Damien O’Connor, insieme al segretario di Stato britannico per il commercio internazionale Anne-Marie Trevelyan. Dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2022. In questo modo la Nuova Zelanda potrà accelerare la ripresa post-Covid; si stima infatti che le esportazioni di beni neozelandesi verso il Regno Unito aumenteranno di oltre il 50%. Inoltre, il nuovo accordo include un rivoluzionario capitolo sulla cooperazione economica e commerciale per il popolo polinesiano Māori.

L’industria vinicola della Nuova Zelanda accoglie favorevolmente l’accordo

L’associazione New Zealand Winegrowers fa sapere con una nota stampa che l’industria vinicola neozelandese ha accolto favorevolmente l’annuncio. “Ciò contribuirà a rimuovere gli ostacoli tecnici per il commercio e a ridurre al minimo gli oneri derivanti dai requisiti di certificazione ed etichettatura; sosterrà inoltre la crescita futura del mercato e incoraggerà gli esportatori a concentrarsi sul Regno Unito”, afferma Philip Gregan, Ceo di New Zealand Winegrowers. Il Regno Unito è il secondo mercato per l’export di vino della Nuova Zelanda per un valore di oltre 400 milioni di dollari calcolati negli ultimi 12 mesi. I rinnovati rapporti faranno una grande differenza per i viticoltori neozelandesi che, tra l’altro, stanno affrontando una stagione non facile a causa del maltempo, della mancanza di personale per la vendemmia e di una pandemia non ancora finita.

La risposta britannica

Anche l’amministratore delegato della Wine ad Spirit Trade Association inglese (WSTA) Miles Beale ha dichiarato di essere contento perché si apriranno nuovi posti di lavoro e opportunità di investimento nel Regno Unito; inoltre, i consumatori britannici potranno disporre di una scelta più ampia di vino e altri alcolici. Dall’altra parte, anche le esportazioni di alcolici britannici in Nuova Zelanda valgono 15 milioni di sterline l’anno e sono in crescita; in particolare il gin, che ha visto l’export raddoppiare negli ultimi tre anni.

Quali sono i reali interessi di Londra?

I nuovi accordi strategici stipulati dal Regno Unito fanno, però, parte di un disegno più grande che mira a rimuovere inutili barriere e a concordare nuovi termini commerciali strategici con molti Paesi in seguito alla Brexit. Dopo aver lasciato l’Ue, il governo britannico si è infatti mosso in altre direzioni. E anche se, apparentemente, la Nuova Zelanda non sembra un partner prioritario per il Regno Unito – è al 55° posto nell’elenco dei Paesi con cui Londra commercia – è un trampolino di lancio per avvicinarsi al Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (Partenariato Transpacifico o CPTPP). Si tratta di un accordo commerciale tra 11 Paesi intorno alla costa del Pacifico (Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malaysia, Messico, Perù, Nuova Zelanda, Singapore e Vietnam), a cui anche la Gran Bretagna vorrebbe aderire.

Un passo per avvicinarsi al Partenariato Transpacifico e al mercato asiatico

Non sono queste informazioni segrete, ma chiare intenzioni riportate anche sul sito del governo britannico. Si legge: “Dopo la conclusione dell’accordo di libero scambio Regno Unito-Australia, la firma con la Nuova Zelanda stabilisce il secondo accordo commerciale che il Regno Unito ha negoziato da zero da quando ha lasciato l’Ue. Abbiamo fatto un altro passo verso l’Asia-Pacifico. L’adesione al CPTPP avvicinerebbe il Regno Unito ad alcune delle economie più grandi e in più rapida crescita del mondo, popolate da mezzo miliardo di persone e con un prodotto interno lordo congiunto di 8,4 trilioni di sterline nel 2020”. Entro il 2030, si prevede che circa la metà dei 2,3 miliardi di consumatori della classe media nel mondo si troverà nella regione indo-pacifica.

Foto di apertura: Nuova Zelanda e Regno Unito hanno firmato a fine febbraio un accordo di libero scambio © I. Taylor – Unsplash

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© Riproduzione riservata - 05/04/2022

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